Il personaggio della settimana è Marco Forzese. L’onorevole, vittima di un’intimidazione che ha sollevato un opportuno coro di solidarietà, è risultato il più votato. Un successo indiscutibile, che giunge anche come un ulteriore e gratificante incoraggiamento dopo il brutto episodio di cui abbiamo dato puntualmente conto. Detto questo, bisogna sviluppare un ragionamento collaterale. Premessa: Forzese non c’entra niente, ma…
Ma, incrociando i dati e le mail dei commentatori, abbiamo il forte sospetto (che non vogliamo approfondire perché sarebbe come andare puerilmente appresso a comportamenti infantili) che ci sia qualcosa che non torna: voti multipli, passaparola al limite della correttezza e altre cose del genere. Insomma – ripetendo che tali comportamenti non possono essere assolutamente addebitati al vincitore – c’è venuta addosso una Sicilia un po’ furbetta che tutti dicono di volere dimenticare e che però immancabilmente ritorna. Allora, cari lettori, dobbiamo metterci d’accordo su un punto. L’etica dei comportamenti vale per tutti, non solo per i politici. Ed è incoerente prendersela con le furbizie del palazzo, quando, nel nostro piccolo, i furbetti siamo noi. (rp)

