Schifani ha avuto una grande opportunità che quasi mai viene data a un prepensionato: a un certo punto gli è stata offerta una occasione pazzesca. E senza neanche alzare il ditino, perché se lo avesse alzato a quel tempo avrebbe fatto ridere mezza Italia. Comunque, candidato Presidente della coalizione, è stato eletto. Una grande opportunità, quella di fare il presidente nel migliore dei modi, secondo le sue capacità e nulla domandare, quindi non chiedere di essere ricandidato. E, chi lo sa?, qualcuno, addirittura!, avrebbe potuto spendere nel 2027 una parola in suo favore. Ma oggi ci troviamo nella situazione di un presidente in carica che mira a rifare alla scadenza il presidente provocando, a dir poco, resistenze negli alleati Fratelli, Autonomisti, leghisti, ex cuffariani. E nel suo(?) stesso partito si ritrova un avversario, anzi più di uno. Ma di tali fatti di bottega poco importa. A tutti importano le condizioni della sanità siciliana targata Schifani, gestita nel tempo con due assessori scelti da lui stesso al di fuori dei partiti, quindi due persone “sue”. E come fatto emblematico di tale gestione tutti dovrebbero ricordare la prima conferenza stampa del gennaio 2024, quando il presidente Schifani dichiarò l’azzeramento dei tempi d’attesa nella sanità trapanese, mentre proprio a Trapani si consumava il dramma del ritardo degli esami istologici con la morte della professoressa Gallo e di altri sfortunati siciliani. Solo questo in un altro Paese avrebbe costretto il presidente Schifani alle dimissioni. Non in Sicilia. Anzi, a quanto scrivono, non gli mancano le carte per un bis. Vedremo.


Commenti