PALERMO – “Come disse Papa Giovanni Paolo II ai mafiosi, ad Agrigento, ‘convertitevi’, io mi rivolgo ai piromani e dico ‘pentitevi’, non si può provocare tanto dolore”. Vito Filippo Barone, prende la parola al termine delle esequie funebri di Salvatore Giglia.
“Soffriamo la perdita di un figlio , ciascuno di noi ha perso un figlio. La sua costante presenza – dice il sindaco rivolgendosi all’arcivescovo Corrado Lorefice – soccorre i figli nel momento del dolore e ci aiuta a sopportare questo grave peso”.
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“Stamani mi ha chiamato il presidente della Repubblica e poi il presidente della Regione che hanno voluto dimostrare la vicinanza a questo popolo che soffre – aggiunge -. Ringrazio i sindaci che condividono questa angoscia che colpisce tutti”.
Il pensiero va al giorno dell’incendio, il 29 agosto scorso: “Il fuoco assassino è partito da Ventimiglia con una violenza imprevedibile. Tutte le autobotti sono state prese, abbiamo fatto tutto il possibile. Con una circostanza strana le fiamme divampavano in otto punti del paese e hanno distrutto tante attività produttive. Per questo c’è rimedio, per il nostro Salvatore no. Ora sei con Dio, prega per tutti noi”.




