PALERMO – Una riflessione sui giovani, la scuola, i quartieri, ed un tributo a Padre Pino Puglisi a 32 anni dalla sua uccisione per mano mafiosa. L’anno scolastico all’istituto comprensivo Giuliana Saladino di Palermo inizia con un pensiero profondo sulla funzione della scuola per i giovani nei vari quartieri del capoluogo e sul ruolo cruciale del beato e martire che ha dedicato loro la vita sottraendoli all’influenza della criminalità organizzata.
I Giovani, la Scuola, i Quartieri
La scuola del Cep ha ospitato l’evento: “I Giovani, la Scuola, i Quartieri”. Un incontro tra dirigenti scolastici, che agiscono in contesti socialmente complessi e fragili, per sottolineare l’importanza della scuola nella crescita degli adolescenti. Ospite d’onore, la procuratrice dei minori di Palermo, Claudia Caramanna.
“La collaborazione strettissima tra la procura dei minorenni e la scuola è fondamentale e sono molto felice di essere qui oggi”, ha spiegato la Pm che da anni aiuta le donne e i loro figli ad allontanarsi dai contesti mafiosi.
“Per tutelare e proteggere i minori abbiamo bisogno di questa collaborazione perché è la scuola che riceve e che quindi può segnalare quelli che sono anche i piccoli disagi dei minori permettendo di mettere tempestivamente in protezione bambini e ragazzi”.
L’emergenza del crack
Centrale anche il tema delle droghe ormai sempre più diffuse anche tra giovani e giovanissimi. “Il fenomeno del consumo del crack desta grandissima preoccupazione”, ha detto la Pm.
“Riguarda ragazzi in fasce d’età sempre più basse, anche di 11-12 anni. Fa da apripista al mondo della criminalità con effetti devastanti, perché spinge i consumatori a delinquere per avere maggiore denaro e soddisfare la necessità di consumare sempre di più. Anche qui la scuola gioca un ruolo fondamentale – ha aggiunto Caramanna – perché prima arriva la segnalazione prima è possibile intervenire”.
“Offrire prospettive di futuro”
“L’impegno è quello di costruire un patto, un’alleanza tra le istituzioni, nel nome di padre Pino Puglisi – ha commentato invece il preside della Giuliana Saladino, Giusto Catania -. Un’operazione che va fatta a 360 gradi, coinvolgendo le famiglie e i bambini fin dall’infanzia. Le nostre scuole operano in territori molto complessi e molto fragili ma noi tentiamo quotidianamente di seguire i ragazzi offrendo loro una prospettiva di futuro”.
Il ricordo di Don Puglisi
A ricordare lo spessore della figura di Don Pino Puglisi è stata Valeria Catalano, la preside della scuola elementare Colozza Bonfiglio. Allieva del prete, con il quale ha fatto più volte volontariato, lo ricorda come un uomo “che operava in silenzio”.
“Non amava clamori, non amava pubblicità – ha spiegato – lui operava silente ma, allo stesso tempo, creava un piccolo esercito costante fatto di giovani che lo accompagnavano e che lui coinvolgeva con passione ed entusiasmo. Era una persona dolcissima. Non perdeva mai la pazienza ma sapeva comunque indirizzarti con fermezza e autorevolezza proprio come dovrebbe fare un maestro”.
