PALERMO – La terza mozione di sfiducia a Rosario Crocetta in tre anni doveva essere discussa giovedì, ma impegni istituzionali romani del presidente hanno fatto slittare il voto a martedì prossimo. Con quattro ore di dibattito parlamentare annesse. Voto che tanto ha già un esito abbastanza scontato. Perché nelle previsioni di tutti gli inquilini di Palazzo dei Normanni, questa mozione, esattamente come le due precedenti, non passerà. Anzi, esattamente come le due precedenti, servirà a ricompattare la maggioranza, a certificare che il governo ha i numeri per andare avanti e, in sostanza, a mettere il timbro sulla sopravvivenza della legislatura. Che, al di là dei proclami, sta a cuore a tutti. Ma proprio a tutti. Anche perché di essere rieletto in questo clima (e con 20 seggi che nella prossima legislatura spariranno) nessuno ha certezza. Nessuno, neanche i favoriti vincitori, cioè i promotori della terza inutile (anzi, addirittura controproducente) mozione di sfiducia in tre anni, e cioè i 5 Stelle.
Vanno avanti a mozioni di sfiducia i grillini. Sfiducie inutili, come un certo ‘annacarsi’ di stampo tipicamente siculo. Non che i giovani deputati 5 Stelle non si diano da fare in Parlamento, anzi. Sono il gruppo più attivo, denunciano ogni sorta di guasto, si sono persino sfilati con un certo coraggio dal voto dell’Ars sotto ricatto dei forestali e qualche volta riescono pure a farsi votare qualche proposta. Ma gli effetti concreti, tangibili, di tanto movimento restano abbastanza modesti. E ben rappresentati da quella mozione di sfiducia. Che salvo sorpresone clamorose (hai visto mai?) non passerà, come tutti sanno. Per primi i suoi presentatori.
Certo, dall’opposizione non si può cambiare la Sicilia. Ma l’apporto concreto dei 5 Stelle al disastrato scenario della politica siciliana appare comunque abbastanza limitato. Se si fa eccezione per la celeberrima trazzera, un gran bel colpo mediatico messo a segno dal gruppo nei giorni dell’emergenza dovuta alla chiusura dell’autostrada. Forse l’unico davvero efficace, visto che per il resto i grillini hanno sempre fatto fatica a imporre i loro temi nel dibattito politico, monopolizzato dalla maggioranza di governo e dai suoi conflitti interni.
E sì, in un certo senso c’è stato qualcun altro che ha lavorato, eccome, per i grillini. Ossia quella strampalata e raffazzonata maggioranza che da anni accompagna gli inconcludenti governi di Rosario Crocetta. I suoi flop e le sue baruffe sono stati in questi anni uno spot quanto mai efficace per i 5 Stelle, percepiti fin qui come l’unica opposizione visibile visti gli affanni di un centrodestra apparso alquanto alla deriva, oggi un cantiere pieno di confusione. Ai ragazzi di Grillo e Casaleggio sarebbe bastato restare a casa a giocare alla play station lasciando fare a Crocetta e compagni per consolidare il loro consenso.
E invece, i grillini si sono spinti oltre. E siccome non si vive di sole trazzere, a un certo punto tocca anche confrontarsi con la politica del Palazzo, quella dove un po’ di mestiere serve. Per esempio a evitare di offrire assist generosi alla maggioranza. Come questa ennesima mozione sembrerebbe fare. Gli stessi Cinque Stelle hanno spiegato il senso della mozione giustificandola come strumento per “stanare” gli “ipocriti di palazzo dei Normanni, che a parole dicono peste e corna del governo e del governatore, ma al momento buono si tirano sempre indietro”. Addirittura. Immaginate un po’ la paura dei suddetti ipocriti dalle bronzee facce e dall’abbondante pelo sullo stomaco dinanzi alla “minaccia” grillina. Stanarli sembra operazione fin troppo inutile, visto che il doppio gioco lo hanno portato avanti in modo tanto maldestro e palese da essere tutti già abbondantemente sgamati. E allora a cos’altro mai può servire il rito di martedì prossimo, se non a far serrare i ranghi alla maggioranza? Servirebbe una trazzera forse per trovare una risposta sensata. A meno che, certo, un improbabile miracolo irrompa martedì a Sala d’Ercole.

