PALERMO – Alla fine, fuori dalla Sicilia, ce l’hanno fatta in undici. Ma il dodicesimo potrebbe spuntarla ugualmente. E il dodicesimo è un nome molto noto: risponde al nome di Domenico Scilipoti e, almeno fino a ora, è il primo dei non eletti in Calabria. Eccola, la pattuglia di parlamentari nati in Sicilia ma approdati in Parlamento solo da circoscrizioni diverse da quelle isolane: nell’elenco ci sono sei esponenti del Pdl, due del Pd, due di Sel e uno di Fratelli d’Italia che l’hanno spuntata in giro per il Belpaese.
Il Pd siciliano esporta due esponenti. Pietro Grasso, infatti, grazie al posto di capolista al Senato nel Lazio, è riuscito ad approdare a Palazzo Madama, dove siederà poco distante dalla catanese Anna Finocchiaro, a sua volta capolista democrat in Puglia. Nel centrosinistra, poi, c’è spazio per altri due siciliani d’esportazione: si tratta di Claudio Fava, catanese di nascita e notoriamente residente a Isnello dalle Regionali, che ha sfruttato il primo posto nella lista vendoliana per la Camera nel collegio Lombardia 1, e dell’ex segretaria di Sel a Palermo, Celeste Costantino, calabrese di nascita e siciliana d’adozione, che è approdata a Montecitorio in virtù della posizione da capolista in Piemonte 1.
Ben più nutrita la pattuglia di pidiellini. Che nella metà dei casi vengono dalla Campania: alla Camera, dal collegio Campania 2, arriva grazie al quarto posto in lista l’ex presidente dello Iacp di Catania e della squadra rossazzurra Angelo Attaguile, mentre al Senato, grazie a un tredicesimo e a un quindicesimo posto, arrivano Giovanni Mauro e Giuseppe Compagnone. Il primo, però, è pidiellino solo nominalmente: in realtà, l’esponente politico ragusano è uno dei beneficiari del “diritto di tribuna” garantito dal Pdl a Grande Sud. Nell’elenco, poi, c’è spazio per un messinese eletto nel Lazio, lo storico tesoriere del Pdl Rocco Crimi (candidato al secondo posto nella circoscrizione Lazio 2), per un palermitano in Sardegna, il neo-riconfermato deputato Salvatore Cicu, e per un marsalese nelle Marche, Ignazio Abrignani, anch’egli eletto alla Camera. Chiude la lista degli eletti certi, infine, Ignazio La Russa, che Fratelli d’Italia ha schierato sia in Puglia che in Lombardia 1.
Un discorso a parte lo merita Domenico Scilipoti. L’ex dipietrista adesso alla corte di Silvio Berlusconi, originario di Terme Vigliatore, è infatti il primo dei non eletti in Calabria: fatale, al momento, il sesto posto in una lista per il Senato che ha ottenuto cinque seggi, cedendone uno sul filo di lana a Grande Sud. Scilipoti, però, probabilmente sarà della partita: perché non entri a Palazzo Madama, infatti, è necessario che Silvio Berlusconi, capolista anche in Calabria, opti proprio per quel collegio.
Quelli non ce la fanno, invece, provengono per lo più dalle fila di Rivoluzione civile. I siciliani d’esportazione nella lista a sostegno di Antonio Ingroia erano tre, a partire dal candidato premier (candidato alla Camera in tutti i collegi): oltre all’ex magistrato, restano fuori per effetto del mancato aggancio della soglia di sbarramento, anche Fabio Giambrone (in campo anche in Lombardia 1 e in Piemonte 1) e Ignazio Messina (quarto alla Camera in Puglia). Fuori dai ranghi ingroiani, infine, delusione anche per Bruno Gridelli: il direttore dell’Ismett è infatti il primo dei non eletti in Lombardia 1. Tutti e tre i candidati schierati davanti a lui, però, non sono stati eletti altrove: per lui niente seggio e un probabile ritorno in sala operatoria.
I parlamentari provenienti dall'Isola ed eletti fuori sono 11: sei del Pdl, due del Pd, due di Sel e uno di Fratelli d'Italia. All'elenco, però, potrebbe aggiungersi anche l'ex dipietrista messinese: è il primo degli esclusi in Calabria, ma Berlusconi potrebbe lasciargli il seggio.
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