"L'articolo 37? Un bluff" |Lo dicono anche a sinistra

“L’articolo 37? Un bluff” |Lo dicono anche a sinistra

Angelo Capodicasa

Il Pdl accusa Crocetta: lo "storico" accordo per incassare le imposte delle imprese che operano in Sicilia sarebbe solo una partita di giro. E anche esponenti della sinistra come Capodicasa sono d'accordo

L'accordo Stato-Regione
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PALERMO – Il grande bluff dell’articolo 37 dello Statuto. Le opposizioni vanno all’attacco delle rivendicazioni del governo sul via libera dato dal Consiglio dei ministri all’applicazione dell’autonomia della Regione in materia fiscale. Ad accodarsi sono però anche alcuni esponenti del centrosinistra, vale a dire l’ex presidente della Regione Angelo Capodicasa e l’ex deputato Franco Piro.

A definire i dettagli della questione è stata la pubblicazione integrale del decreto del Consiglio dei ministri, che definisce i paletti dell’applicazione dello Statuto. Per i prossimi tre anni sarà solo una partita di giro, che nel bilancio 2013 porterà nelle casse della Regione poco meno di 50 milioni di euro, e per il successivo biennio poco più di 100 milioni. La differenza però è che la cifra, precedentemente vincolata all’edilizia convenzionata, sarà possibile dirottarla altrove. Successive novità nei rapporti Stato-Regione sono invece rimandate al 2016, quando andranno definite nel dettaglio le funzioni che passeranno di competenza.

“E’ un successo veramente magro – sostiene Marco Falcone, vicecapogruppo del Pdl – anche perché la cifra è incredibilmente bassa rispetto ai due miliardi di euro che ci spetterebbero. Il decreto è una truffa per la Sicilia: da un lato lo Stato definisce una quota fissa d’imposta spettante alla Regione, dall’altro lato la riduce per quello che riguarda altri fondi”. Falcone tra l’altro sottolinea come il decreto “taciti i rapporti fra Stato e Regione, che così non potranno essere ridiscussi”. All’attacco anche l’ex ministro agli Affari regionali Enrico La Loggia: “Il presidente Crocetta sta sbandierando come propria una norma già scritta e presentata da me nel 2005 all’interno di un provvedimento legislativo nazionale”. Il senatore del Pdl prosegue: “Per altro questi 150 milioni per il triennio sono assolutamente fittizi; in pratica, sono ricavati da una riduzione di risorse statali già spettanti alla Regione siciliana e con ulteriori riduzioni di trasferimenti. In più dovremo farci carico di nuove funzioni che comporteranno nuove spese per noi. Oggi, possono esser usati esclusivamente in via surrettizia per cercare di rendere credibile l’ipotesi di Bilancio prossimo venturo ”.

Intanto pure dal centrosinistra arrivano le critiche dell’ex presidente della Regione Angelo Capodicasa: “Si tratta di una semplice partita di giro che non fa altro che rinviare ai prossimi tre anni il rapporto fra la Regione e lo Stato con le competenze da attribuire in un secondo momento”, dice l’esponente del Pd citato da Repubblica. Per Bernardette Grasso (Grande Sud) invece la Sicilia “deve rivendicare un’equa ripartizione del fondo di perequazione in conferenza Stato-Regione. Quanto ottenuto da Bianchi e Crocetta è positivo ma solo in linea di principio, il governo nazionale anzi ne ha approfittato senza corrispondere trasferimenti adeguati”. Torna a parlare della vicenda anche l’ex assessore Gaetano Armao: “Finalmente, anche da seri esponenti di sinistra, ci si accorge dell’impostura di Crocetta sull’attuazione dell’articolo 37 che è inutile e dannosa”.


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