I tagli del nastro della Metro e quelli dei quali non si sa più nulla

I tagli del nastro della Metro e quelli dei quali non si sa più nulla

Catania e il blocco dei cantieri

CATANIA – L’avvio dei lavori della tratta Misterbianco-Paternò, non è soltanto una buona notizia. Probabilmente è giusto dire che è molto di più: è l’impegno (riuscito) – di quella che è vista come la periferia del capoluogo – capace a non rimanere fuori dalla grande sfida dello sviluppo. Il tema è la Metropolitana. Che non è argomento che parla e respira solo di mobilità o trasporti ma, al contrario, incarna la possibilità di dare una visione alla cintura territoriale etnea. Di sconvolgere (benevolmente) le abitudini e le prospettive dei cittadini: di ammaliare ed europeizzare quei servizi che i turisti oggi non trovano, motivo per cui tante volte non sono più disposti a tornare (e non c’è bellezza naturale che tenga).

Eppure, il rischio oggi è quello che la periferia del capoluogo si possa trovare più avanti del capoluogo stesso. Il motivo è ben noto e nelle ultime ore è stato rilanciato senza troppa timidezza dal primo cittadino di Misterbianco, Marco Corsaro. Sulle tratte Monte Po-Misterbianco e Stesicoro-Fontanarossa è, infatti, tutto fermo al palo a causa di un contenzioso tra la Ferrovia Circumetnea e la ditta, il Consorzio Medil di Benevento. Una storiaccia che richiama (in estrema sintesi) alla richiesta di trovare nuovi fondi economici e di una fase di stallo imbarazzante e, prima ancora, pericolosa. 

Una narrazione attuale. Tutt’altro che minima e che rischia di divenire significativa. Nella sua banalità, è doveroso scrivere che sarebbe un peccato mortale non riuscire a sbloccare una vicenda che diventa determinante in quel collegamento ideale Bronte-Paternò-Misterbianco-Catania-Aeroporto.
Per rendere urgente l’appuntamento, basta ricordare una semplice verità: la Metropolitana di domani sarà buona e virtuosa solo se permetterà di congiungere nella sua totalità i puntini geografici che oggi sono connessi con mezzi ed orari non esattamente da epoca moderna.
Basti pensare alla situazione attuale con l’assenza di collegamenti nel giorno della domenica.

Ma abbiamo voglia di credere in una classe dirigente che comprenda in che modo prendere la questione per le corna. Abbiamo voglia di dare un calcio ai due nemici che hanno soffocato la nostra terra: la retorica e l’incapacità di visione di quelle classi politiche che si sono fermate alla ricerca del voto spicciolo. E nel caso specifico, Monte Po-Misterbianco e Stesicoro-Fontanarossa, per sbrogliare la matassa non occorrono supereroi o ignavi occupanti di cariche per cui non si è tagliati.

Serve consapevolezza che non si può restare in queste condizioni. E, forse mai come in questo caso, non vediamo l’ora di poter raccontare di un altro taglio di nastro tricolore.


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