Il carabiniere dopo la trombosi: "Vaccini sì, ma in sicurezza" - Live Sicilia

Il carabiniere dopo la trombosi: “Vaccini sì, ma in sicurezza”

Il sottufficiale dell'Arma racconta il calvario dopo la somministrazione del siero AstraZeneca.
LA TESTIMONIANZA
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CATANIA – “Vorrei chiarire che io sono a favore dei vaccini, perché i vaccini salvano la vita. Ma credo che sia necessario continuare le somministrazioni in sicurezza”, esordisce così il carabiniere in servizio in provincia di Catania che alcuni giorni dopo l’inoculazione del vaccino AstraZeneca ha accusato dei malori agli arti inferiori e dopo una serie di accertamenti gli hanno diagnosticato una “trombosi completa a carico di entrambe le arterie poplitee”. I militare, che chiede visto il suo ruolo istituzionale di rimanere anonimo, ha deciso di avviare un’azione legale attraverso l’associazione GiustItalia, a cui spetta di valutare se vi siano i presupposti per una possibile denuncia.

Una scelta maturata per poter evitare che “accada quanto è successo a me a qualcun altro. E anche perché non so cosa mi accadrà in futuro. Ancora mi sto curando e forse dovrò sottopormi a un intervento chirurgico”.

“Io non ho mai sofferto di nulla – aggiunge ancora il sottufficiale dell’Arma –  ho sempre goduto di ottima salute. Non sono mai mancato dal lavoro per malattia. Ed oggi mi ritrovo con una trombosi dopo la somministrazione del vaccino. Ho fatto tutti gli accertamenti, ematologici e di malattie rare, che hanno dato esito negativo. Allora cosa ha causato la trombofilia? Una domanda a cui nessuno mi sa rispondere. O forse a cui nessuno può rispondere”, dice con amarezza il carabiniere. 

“Io mi sento molto fortunato visto quello che è accaduto ad altre persone e colleghi – afferma –  Io sono ancora vivo, sto parlando con lei e posso raccontarle cosa mi è accaduto. Sicuramente non farò il richiamo AstraZeneca – spiega – mi vaccinerò con un altro siero dopo le valutazioni dei miei medici”. 

“Se ci sono responsabilità su quanto è successo è giusto e doveroso fare giustizia. Mi affido al lavoro della magistratura che sta indagando sul lotto sospetto e che ha la mia totale fiducia”, conclude il carabiniere. 


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