Il centro sportivo rosanero| Otto mesi per le autorizzazioni

Il centro sportivo rosanero| Otto mesi per le autorizzazioni

LA CAMPAGNA DI LIVESICILIA. Appena la ditta avrà consegnato gli ultimi documenti, prenderanno il via le procedure ambientali che dureranno circa otto mesi. Poi la parola passerà all'Urbanistica e al consiglio comunale di Carini.

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PALERMO – Il nuovo centro sportivo del Palermo calcio, a Carini, compie un altro piccolo passo avanti verso l’ok alla sua realizzazione. Un progetto da 12 milioni di euro per realizzare una “Milanello” rosanero che diventi la “casa” del club di Maurizio Zamparini e lo proietti tra le grandi del calcio italiano. Un sogno che, per concretizzarsi, ha bisogno delle autorizzazioni ambientali, di settore ed urbanistiche, previste per legge, che richiedono un iter burocratico complesso e suddiviso in tre fasi. Ecco, punto per punto, il percorso che deve compiere il progetto per tradursi da una bella idea su carta e in plastico a realtà.

La Regione ha già analizzato il progetto del Palermo nel corso di due conferenze di servizi a cui hanno partecipato anche altri enti. L’assessorato al Territorio e Ambiente ha chiesto alla ditta che lo ha redatto di fornire la documentazione necessaria al fine di poter attivare le procedure ambientali di competenza. Procedure che prevedono che l’iter della Valutazione ambientale strategica sia coordinato e integrato con quello della Valutazione di incidenza e che dureranno circa otto mesi. Un periodo sì lungo ma previsto per legge, durante il quale sarà necessario il coinvolgimento non solo di altri enti pubblici ma soprattutto dei cittadini a garanzia dell’ambiente e della vivibilità.

In tutto, si tratta di tre fasi. Nella prima, una volta che la ditta avrà redatto e consegnato al comune di Carini la documentazione tecnica preliminare, questa verrà inviata al Servizio 1 Vas-Via dell’Arta Sicilia-Dra che, congiuntamente col Comune, procederà alla pubblicazione on line per una prima consultazione. La legge prevede un periodo massimo di 90 giorni, che può essere però ridotto, e coinvolgerà i soggetti competenti in materia ambientale.

Nella seconda fase la ditta acquisirà le eventuali osservazioni elaborando la conseguente documentazione non ancora definitiva da consegnare al Comune e si seguirà una procedura simile alla precedente: trasmissione alla Regione, pubblicazione on line e in gazzetta ufficiale (con deposito alla Provincia) e consultazione che stavolta però, oltre ai soggetti competenti in materia ambientale, sarà aperta anche al pubblico interessato ed ai singoli cittadini (per un massimo di 60 giorni).

Nella terza e ultima fase, dopo il rilascio del parere motivato da parte del Servizio 1 Vas-Via dell’Arta Sicilia-Dra (massimo in 90 giorni), sarà convocata un’apposita conferenza di servizi, durante la quale i vari Enti esprimeranno i pareri di competenza al fine di approvare la proposta di progetto in via definitiva. Come detto, questo iter è fissato per legge e imposto dall’Europa non solo per permettere di registrare il parere degli enti coinvolti, ma anche dei cittadini. Una procedura necessaria, visto che parliamo di una zona che sorge nei pressi di una riserva, al termine della quale il via libera sarà ormai a un passo.

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