CATANIA – Una sentenza “troppo mite”. Così Franco Battaglia, docente catanese, commenta la condanna a un anno inflitta dai giudici del Tribunale di Ascoli Piceno a Beppe Grillo accusato di diffamazione aggravata. “Mi sembra – commenta il professore a LiveSiciliaCatania – sia stata generosa con Beppe Grillo: troppo mite perché egli sia indotto a rivedere i propri comportamenti diffamatori verso l’universo mondo”.
Il leader politico genovese, infatti, nel suo blog non sembra essersi “pentito” di quanto affermato durante il comizio del 2011 contro il docente. “Avrei sperato che Grillo rivedesse il proprio modo di fare politica – aggiunge Battaglia – cioè senza gettare fango gratuito su gente rispettabile. Ma, nelle sue dichiarazioni, s’è detto orgoglioso della condanna. Evidentemente troppo mite – ribadisce il professore – per dargli occasione di riflettere”.
Battaglia spiega perchè nel 2011 ha deciso di rivolgersi alla magistratura. “Grillo in pubblica piazza e ripreso dalle tv dichiarò nel 2011 – racconta – che io faccio affermazioni menzognere anziché secondo scienza e coscienza, come m’imporrebbe la mia etica di scienziato, e che le faccio per denaro, pagato dalle multinazionali. Se mi fossi astenuto dalla querela – spiega – avrei avallato le affermazioni di Grillo. Ma ho centinaia di studenti, che pagano le tasse, e ai quali ho il dovere di render conto: costoro vogliono sapere se stanno pagando le tasse per ascoltare le lezioni di uno che mente loro. Era necessario per me querelarlo – aggiunge Battaglia -, era necessario fosse chiarito ai miei studenti e ai miei colleghi che io non prendo soldi da alcuno e, men che meno, che io mento per soldi”. E se per Veronesi (accusato di prendere soldi dalle aziende che producono i mammografi) il leader del Movimento 5 Stelle ritrattò le sue affermazioni, “nel mio caso, in questi 4 anni, – incalza Battaglia – non mi ha neanche chiesto scusa”.
Grillo, secondo il docente, durante il comizio incriminato ha “alterato” le dichiarazioni che Battaglia ha rilasciato durante la trasmissione televisiva AnnoZero, nella puntata dedicata al Nucleare. “Io ad AnnoZero “contai” i morti per colpa delle radiazioni. Furono – spiega – meno di 30 nei primi 4 mesi e meno di 20 nei successivi 25 anni, tutti tra i lavoratori e i soccorritori. E non zero come mi ha fatto dire Grillo. Zero – chiarisce Battaglia – sono stati i morti tra la popolazione civile nei successivi 25 anni dall’incidente”.
Il difensore di Grillo ha già annunciato il ricorso: insomma questa battaglia giudiziaria è solo al primo step. “Se non fa ricorso – commenta Battaglia – per Grillo si aprono le porte della galera. Col ricorso (prima appello e poi cassazione) Grillo finirà con beneficiare della prescrizione”. E il docente catanese non nasconde il rammarico per un processo che poteva chiudersi molto prima. “Non era necessario che passassero 4 anni per questa sentenza: non v’erano né indagini da fare né testimoni da sentire. Solo prendere visione del filmato del comizio di Grillo e in 4 mesi (cioè già nel 2011) concludere il primo grado. E’ stata la determinazione del mio avvocato – racconta – e quella del presidente del tribunale di Ascoli a far sì che la mia querela non fosse tenuta nel cassetto. Quando il presidente del tribunale in prima persona ha accolto le lamentele del mio avvocato, s’è subito prodigato per far sbloccare un iter che qualcuno stava bloccando. Era il gennaio 2015 e, infatti, dopo pochi mesi la cosa s’è conclusa: sono trascorsi 4 inutili anni che agevoleranno la prescrizione di Grillo. Un istituto, – ricorda il docente catanese – quello della prescrizione, contro il quale Grillo s’è scagliato nelle sue invettive contro altri”.
Grillo dopo aver conosciuto il verdetto, nel suo blog, ha citato Pertini e Mandela. Battaglia ironizza: “I quali, mi risulta, l’hanno querelato per diffamazione. Scherzi a parte – chiosa – Grillo, come tutti gli impuniti, fa la vittima”.


