PALERMO – Dopo il nuovo episodio di corruzione che ha coinvolto un funzionario della Regione Siciliana, il Codacons annuncia di costituirsi parte offesa nel procedimento penale presso la Procura della Repubblica di Palermo e di aver attivato una task force anticorruzione nel capoluogo.
Il caso
Come riportato dalla stampa, il funzionario Antonio Librizzi, in servizio presso la Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, è stato arrestato in flagranza dalla Guardia di Finanza di Palermo, guidata dal colonnello Carlo Pappalardo, mentre intascava una mazzetta da 1.000 euro da un imprenditore.
L’operazione, coordinata dalla Procura di Palermo, diretta da Maurizio De Lucia, è nata dalla denuncia di due imprenditori che segnalavano richieste di denaro per sbloccare fatture relative a eventi culturali finanziati con fondi regionali. Librizzi, oltre a incarichi amministrativi, rivestiva anche il ruolo di Responsabile Unico del Procedimento (RUP) per l’organizzazione di alcune manifestazioni.
Il Codacons evidenzia che si tratta del secondo arresto in flagranza per mazzette a Palermo nel giro di pochi giorni, dopo un caso analogo che ha coinvolto un funzionario dell’ASP del capoluogo.
“Sistema che va spezzato”
“Siamo davanti a un sistema che va spezzato senza esitazioni – dichiara il Codacons –. La corruzione danneggia la Sicilia due volte: sottrae risorse ai cittadini e distrugge la fiducia nelle istituzioni. Non è più tollerabile che il malaffare diventi una prassi; il nostro impegno sarà totale per sostenere la magistratura e ripristinare la trasparenza.”
La Task Force Anticorruzione del Codacons, coordinata dall’avvocato penalista Marcello Drago e supportata dalla dirigenza dell’Ufficio Legale Regionale, avvierà attività di monitoraggio e segnalazione su appalti, gare e procedure amministrative, insieme a una campagna di controllo civico e sensibilizzazione pubblica.
“Basta corruzione, basta favoritismi, basta connivenze. Chi tradisce il proprio ruolo pubblico tradisce i cittadini e la Sicilia stessa. È tempo di voltare pagina e restituire dignità e legalità alla pubblica amministrazione.” – conclude il Codacons.

