Il primo bacio di Palermo - Live Sicilia

Il primo bacio di Palermo

Palermo è una caponata di odori, sapori e sguardi. Ti colpisce violentemente. E poi, quando meno te l'aspetti, ti bacia.

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PALERMO- Palermo è il dente che morde la lingua, brucia forte il gusto di questa città tra le labbra di chi non la conosce. Palermo è una scossa tremenda ai polsi di chi non è abituato ad avere sbattuta in faccia la realtà. Palermo è onesta, una città chiara, te lo dice in faccia: “Questa è Palermo, non sgranare gli occhi per lo stupore della cattedrale, fatti svuotare le budella, vomita, grida anzi: Vucia, che tanto non ti sento”. Per il naso di un emigrato dal Nord, Palermo è una scoperta continua. Il profumo dolce delle melanzane fritte si confonde con l’odore dei cavalli. I contrasti, qui, si confondono, perdendosi tra di loro, una caponata di umori e sentimenti: ecco cosa ho trovato a Palermo.

La puzza penetrante del pesce venduto sulle lambrette, tra gli scarichi. Mi siedo in via Ruggero Settimo, sfoglio il giornale, un piccione mi usa come latrina: questo posto è una pioggia nera in testa. Lo è quando ti sputa in faccia che questa lingua “tu non la parlerai mai”. Mi ha lasciato seduto alla porta, Palermo, non mi voleva. La guardavo con gli occhi del turista, frastornato dalle sirene e dai cavalli. Gli occhi di chi giudica e non sa, l’aria è diversa, l’umore cambia e gli occhi non vedono più solo la bellezza incontenibile del teatro Massimo. Palermo quando si mostra lo fa in tutto il suo splendido terrore.

Il bacio, il primo che ti dà, è veloce, rubato. Un bacio salato, il tocco di labbra sconosciute mentre guardi il fondo della strada e scopri il tuo disagio. Il disagio di chi vede bambine che fanno le mamme, Palermo tu sei un colpo al cuore. Palermo ti stuzzica ti tocca con le mani dei suoi mendicanti. Sussurrando all’orecchio il tuo cognome, tocca la tua mano e ti fissa negli occhi senza parlare. In silenzio: così ti ama Palermo, schiaffi e silenzi, la bellezza di assistere a un perenne autunno pieno di sole.


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Commenti

    è vero …. è la città dei contrasti , del disordine , delle contraddizioni , dell’omertà , della “vinciusaria” ….. mai io non la cambierei mai ….. la mia palermo ….
    già quando dici: sono palermitana , ti guardano allibiti , c’è chi la ama e chi la odia , ma la gente del nord che parla tanto male di noi ….. se la conosce ci ritorna e assapora le stesse cose ….e con sorpresa ci sussurra beata te che vivi al mare ….
    palermo io ti amo ….

    per corallina sai chi ritorna a palermo’? quella persona che ci starà un due sttimane e poi ritorna nel suo alveo civile

    sono d’accordo con te corallina. Palermo è meravigliosa

    Per favore .. basta con questi luoghi comuni ,Palermo è una città con i pregi ed i difetti di tutte le città del mediterraneo , ma se il fiume Oreto non fosse una fogna, se il traffico non fosse caotico , se la mobilità pubblica non fosse così inefficiente ,se la gente non fosse così sporca ed indisciplinata ,,se .. se .. se ..
    si vivrebbe meglio.
    grazie

    @corallina
    il tuo commento sintetizza al meglio la “palermitanitudine”, il crogiolarsi in un orgoglio cieco, la tenace negazione del marcio e del degrado trasformati in colore e sentimento, ma soprattutto, ciò che è peggio il desiderio di non voler cambiare a nessun costo, di voler perfino negare la necessità del cambiamento… quando lasciai Palermo circa vent’anni fa, pur deluso nelle mie speranze di cambiamento che già cominciavo e veder tradite dalla cultura stessa dei palermitani, tuttavia mi illudevo ancora che Sciascia fosse stato troppo pessimista nel definirla irredimibile, oggi invece devo ricredermi, Palermo è assolutamente irredimibile e condannata alla dannazione, almeno per altre 3-4 generazioni a venire…

    @ zosimo: analisi corretta e condivisa; solo una cosa: Sciascia non diceva che e’ Palermo irredimibile, ma la Sicilia intera. Un altRo errore di noi palermitAni e’ quello di identificare le due entita”

    Per chi viene da fuori perché deve viverci (e sottolineo deve, perché nessuno che abbia un minimo di senno la sceglie), Palermo è solo un tormento, da cui scappare quanto prima. Luogo caotico, sgangherato in ogni sua organizzazione, volgare negli stili di vita, sguaiato nel linguaggio, invasivo della privacy, sostanzialmente inospitale nonostante un’apparente senso dell’accoglienza. Un tormento civile, sociale, materiale, atavicamente accompagnato dall’ “odorosa” immondizia.
    Come molte città della Sicilia, ma all’ennesima potenza. Odori si… forse all’orto botanico in primavera. Sapori, si, questi si.

    Alla fine corallina e alfredo ci danno un bell’esempio dell’orgoglio siculo : ” questa terra é un paradiso ed é abitata da Dei………Lo dicevano anche gli stalinisti dell’ URSS !!!

    Io ho scelto di vivere a Palermo e che ci crediate o no, non tornerei indietro

    Twitter @Bradipale

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