SHANGHAI. Un cielo plumbeo e una leggera pioggia non hanno scoraggiato i seimila spettatori cinesi che hanno a lungo applaudito gli artisti, l’orchestra e il coro del Teatro Massimo Bellini durante, e soprattutto alla fine, del Galà Concerto che si è tenuto nel parco del Chenshan Botanical Garden, nel Distretto Songjiang, enorme polmone verde a 50 chilometri da Shanghai. Il concerto, guidato dalla bacchetta del direttore Xu Zhong, ha segnato il felice debutto del tour del «Bellini» nella metropoli cinese, la città più popolosa del mondo dove domani, domenica 18 maggio, si terrà l’altro appuntamento in calendario, quello con l’opera lirica e il dittico «Cavalleria Rusticana» – «Pagliacci».
Il concerto di questo pomeriggio, cominciato puntualmente alle 18 (era mezzogiorno in Italia), è stato anche seguito in diretta radiofonica da moltissimi ascoltatori cinesi, attraverso la Shanghai East Radio Company, società che fa parte del gruppo Shanghai Oriental Broadcasting che, assieme allo Shanghai Spring International Music Festival e allo Shanghai Conservatory of Music, ha reso possibile la tournèe del “Bellini” in Cina, finanziandola per intero. Le telecamere della Shanghai Oriental Broadcasting hanno anche ripreso l’evento in alta definizione, per trasmetterlo in tv nei prossimi giorni. Grande l’entusiasmo degli spettatori che hanno potuto assistere, evento raro da queste parti, al concerto lirico-sinfonico di un teatro europeo che ha portato qui, a più di diecimila chilometri di distanza dalla Sicilia, la propria tradizione e la propria cultura musicale.
Applausi, lunghi e convinti, sono andati anzitutto al maestro Xu Zhong, beniamino di casa che, da direttore artistico del “Bellini” come pure da infaticabile organizzatore della tournée, ha guidato con mano sicura e con grande attenzione e amore, l’orchestra e il coro del “Bellini”; entrambe le formazioni sono state salutate dal pubblico con grande calore e un entusiasmo solitamente sconosciuto da queste parti. Grande consenso anche per i solisti, dal soprano Dimitra Theodossiou al tenore Roberto Iuliano, dal soprano Daniela Schillaci al baritono Salvatore Todaro. In programma c’erano arie, sinfonie e pezzi per coro di alcune delle più note e amate opere del repertorio belcantistico italiano: “Guglielmo Tell” e “Barbiere di Siviglia” di Gioachino Rossini; “Norma” di Vincenzo Bellini; “La traviata”, “Il trovatore”, “Nabucco”, di Giuseppe Verdi; “Manon Lescaut”, “Madama Butterfly”, “La bohème”, “Turandot” di Giacomo Puccini; “L’elisir d’amore” di Gaetano Donizetti. Particolare e rara, inoltre, l’esecuzione delle “Variazioni sul tema del Mosè di Rossini” scritte da Niccolò Paganini con, solista, il giovane e promettente violinista cinese Huang Mengla, a lungo applaudito. Al concerto hanno assistito anche i vertici del Teatro Massimo Bellini, Giacone e Gari, e il sindaco della città di Catania, Bianco, invitati a Shanghai dagli organizzatori cinesi.
Domani, domenica 18 maggio alle ore 19,30 (le 13,30 in Italia) la tournée del “Bellini” si sposterà nella Shanghai Culture Square, spettacolare e modernissima sala teatrale da oltre duemila posti nel quartiere francese della città cinese, per il dittico “Cavalleria Rusticana” di Pietro Mascagni e “Pagliacci” di Ruggero Leoncavallo, evento di chiusura della 31a edizione del prestigioso Shanghai Spring International Music Festival. Cast diversi per le due opere, entrambe per la regia di Luca Verdone, con le scene di Salvatore Tropea e i costumi di Alberto Spiazzi. Per “Cavalleria rusticana” di Mascagni saranno in scena Dimitra Theodossiou (Santuzza), Sabina Beani (Lola), Richard Wolfgang Bauer (Turiddu), Francesca Aparo (Mamma Lucia), Paolo La Delfa (Alfio). Per “Pagliacci” di Leoncavallo agiranno Daniela Schillaci (Nedda), Richard Wolfgang Bauer (Canio), Kamie Hayato (Tonio), Roberto Iuliano (Beppe), Salvo Todaro ((Silvio). Il coro è diretto da Gaetano Costa.
Sul podio salirà lo stesso maestro Xu Zhong che, da cinese innamorato dell’arte musicale italiana di cui è ormai da tempo raffinato interprete, è riuscito a portare a casa sua, nella sua Shanghai, un pezzo della cultura e del melodramma italiano come pure della parte più nota e amata della cultura catanese, quella che fa capo alle donne e agli uomini del Teatro Massimo Bellini che, nonostante la grave crisi che attraversa l’Ente e il mancato invio di risorse da parte della Regione Siciliana, continuano a lavorare con grande dedizione per il “loro” teatro.


