PALERMO – Una piazza per trasformare Brancaccio da quartiere degradato a luogo di riscatto e rinascita. Il sogno porta la firma del Centro di accoglienza Padre Nostro, fondato da don Pino Puglisi e guidato da Maurizio Artale nel quartiere alla periferia est di Palermo.
Il progetto è sostenuto da Giorgio Mulè. Il vice presidente della Camera, nel corso della discussione sulla conversione del dl 208 del 31 dicembre 2024, ha presentato un ordine del giorno, accolto dal governo, per l’inserimento di Brancaccio, nel prossimo provvedimento utile, tra le aree di riqualificazione sociale.
Il progetto della piazza, che verrebbe intitolata proprio al Beato Giuseppe Puglisi, è stato portato alla luce da Artale, che si dice “certo” del fatto che il sindaco Roberto Lagalla e l’assessore regionale alle Infrastrutture, Alessandro Aricò, “sapranno coordinarsi per mantenere la promessa”.
“Il Centro, in questi 32 anni, ha riqualificato porzioni di quartiere e di città ridando nuova vita a diruti immobili di prestigio, destinandoli come sede di servizi gratuiti per Palermo”, ricorda Artale.
Tra questi: il vecchio Mulino del sale, oggi Centro Antiviolenza; la Torre Pollastra, oggi Centro Aggregativo Giovanile; il bene confiscato ad un prestanome dei fratelli Graviano e che oggi è un Poliambulatorio di prossimità; i tre ampi appezzamenti di terreno adibiti a discariche abusive, oggi sede di un Centro polivalente sportivo; un caseggiato rurale, oggi casa che accoglie donne con figli vittime di abusi e maltrattamenti; tre vecchi immobili in disuso, adibiti oggi a casa di accoglienza per i senza fissa dimora, per le famiglie immigrate e per un asilo nido.

