Il suicidio di Vincenti, lo sgomento | 'Era stato lasciato solo in vita...'

Il suicidio di Vincenti, lo sgomento | ‘Era stato lasciato solo in vita…’

La tragedia che ha scosso il Palazzo di giustizia. I commenti. La nota della Camera penale.

PALERMO- Il lutto per il suicidio del giudice Cesare Vincenti corre anche sui social con un rapido tam tam prima sgomento e poi afflitto.

Scrive l’avvocato Ennio Tinaglia: “Il Dottor Cesare Vincenti. Lo ricorderò sempre come un gran signore”. Un altro avvocato, Stefano Giordano, commenta sul suo profilo: “Il gesto del galantuomo Presidente Vincenti sembra essere un gesto di un uomo di altri tempi, che si ribella contro l’ipocrisia di un mondo in cui lui era controcorrente. Spero che chi lo ha lasciato solo in vita abbia il pudore di non fare passerelle nel momento delle sue esequie”. Non semplicemente parole dolenti, come si vede.

Cesare Vincenti era andato in pensione l’estate scorsa, era stato presidente della sezione gip-gup del Tribunale di Palermo e prima ancora della sezione Misure di prevenzione. Proprio a giugno gli era stato recapitato un avviso di garanzia dalla Procura di Caltanissetta, come abbiamo raccontato qui. Soffriva di depressione da qualche mese. Al suo brindisi di congedo – questa è la notizia raccolta nei corridoi del Palazzo di giustizia – era stato salutato dal personale e dagli avvocati, con i massimi vertici, mentre molti colleghi non sarebbero stati presenti.

Intanto, sono innegabili gli attestati di stima che punteggiano la tragedia e vanno aumentando di numero. Scrive l’avvocato Antonio Tito, sempre su Facebook: “Sono sconvolto. Il Presidente Vincenti era un ottimo magistrato, una persona perbene e gentile, un uomo integerrimo. Ai familiari le condoglianze da parte mia e di tutti i colleghi dello studio”.

La nota della Camera penale

‘La Camera penale di Palermo, nell’apprendere la notizia dell’estremo gesto con cui il presidente dott. Cesare Vincenti, da poco in pensione, si è tolto la vita, esprime il proprio cordoglio ai suoi cari congiunti, non sottacendo che tale evento costituisce la conseguenza di un perverso circuito mediatico-giudiziario che travolge vita e affetti senza alcun discernimento. Il principio costituzionale di non colpevolezza, unico strumento di contrasto alla gogna mediatica, è un segno di civiltà che deve essere richiamato e ribadito in momenti drammatici come questo. Una tragedia che si consuma subito dopo il trentennale della scomparsa di Sciascia, che della nostra terra contemporanea ha saputo evidenziarne tratti, contraddizioni e crudeltà. La Camera Penale di Palermo ricorda il Presidente dott. Cesare Vincenti, avendone apprezzato il tratto signorile ed il ruolo di terzietà del giudice, rispettoso di tutte le parti del processo’.

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