Il telefono della droga squillava frequentemente. A rispondere era il titolare della rosticceria “Dolce e Salato” di via Casalini, a Cruillas, Vincenzo Cosenza. Un negozio molto conosciuto il suo, dove le famiglie della zona si recano quotidianamente e i ragazzi si fermano a fare uno spuntino. Ed era proprio tra un cliente e l’altro che Cosenza, di 41 anni, coordinava e gestiva i suoi affari con la sostanza stupefacente. Le intercettazioni parlano chiaro: era lui il braccio destro di Guido Spina, con il quale genero era ormai in stretto contatto. In due anni di indagini, il nome del marito di Angela Spina, figlia di Guido, è venuto a galla più volte. Si tratta di Pietro Vitale, trentenne dello Zen che si presentava al telefono come “il nipote dello zio”.
Diceva a Cosenza di raggiungerlo presto, di recarsi nello stesso posto in cui si erano incontrati il giorno prima. Quel posto era casa di Spina, sempre allo Zen. La polizia ha infatti accertato che quel giorno il titolare della rosticceria è tornato dalla Calabria a bordo della Fiat Panda della figlia di Spina, proprio insieme a Vitale: si sono recati a casa del suocero di quest’ultimo, che in quel momento si trovava agli arresti domiciliari. Le telefonate che arrivavano sulla linea fissa della rosticceria provenivano da impianti pubblici calabresi, alcuni installati in autogrill, altri in piazzole di sosta. Più volte le chiamate sfociavano in incontri che avevano l’obiettivo di definire delle vere e proprie transazioni: le trattative avvenivano in territorio calabrese, dopo aver preso accordi sia sul luogo preciso dove incontrarsi che sulla quantità di droga acquistare. Il referente princiale, in quella zona, era Antonio Reitano.
“Pronto, Dolce e Salato Buongiorno”, rispondeva Cosenza. “Ciao Enzuccio, tu quando potresti venire per fare questa ordinazione?”, chiedeva Reitano. “Non lo so, dimmi tu…vediamo se posso venire io”.
In Calabria i palermitani hanno acquistato dieci chili di hashish e un chilo di cocaina.

