In manette rapinatore seriale |3 colpi per bottino da 30 mila euro

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E' lo stesso che fece scalpore per il bacio inviato alla cassiera prima della fuga. Arrestato più volte in pochi mesi. GUARDA IL VIDEO

SQUADRA MOBILE DI RAGUSA
di
3 min di lettura

Filippo Grasso

RAGUSA – Filippo Grasso è una vecchia conoscenza della Squadra Mobile di Ragusa. E’ lo stesso reso famoso dal suo “bacio” alla cassiera dopo il colpo. Il 41enne catanese è finito nuovamente in manette per altre tre rapine ai danni di banche di San Michele di Ganzaria, Mirabella Imbaccari ed Avola della Banca Agricola Popolare di Ragusa. Il rapinatore seriale catanese aveva già messo a segno altri colpi a Modica e Comiso. Un’indagine articolata quella della Mobile iblea: l’identificazione di Grasso è avvenuta anche grazie alla comparazione mediante sofisticati software delle caratteristiche somatiche del rapinatore.

La Polizia ha eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Ragusa su richiesta della Procura di Ragusa. Avrebbe accumulato secondo gli investigatori un bottino di 30 mila euro con le ultime tre rapine.  Il modus operandi si ripeteva: armato di taglierino Grasso si presentava in banca e minacciava dipendenti e clienti delle diverse filiali della Banca Popolare di Ragusa. In particolare a Catania la filiale di San Michele di Ganzaria, il 18 marzo scorso, quella di Mirabella Imbaccari, il 2 aprile e il 7 aprile quella di Avola, nel siracusano.

Le indagini che hanno portato al nuovo arresto di Grasso, scattano dall’operazione “Abituè”, nome scelto perchè il rapinatore – arrestato al termine dell’inchiesta – non aveva mai tradito la Banca Popolare di Ragusa, istituto di credito di cui ripuliva le casse. Il 18 aprile scorso sono partite altre indagini e, non nascondendo la loro sorpresa, gli agenti della Mobile hanno accertato che in tempi record il catanese aveva preso di mira molte filiali di banche in diversi paesi. Tra Modica Alta, Comiso e Palazzolo Acreide  aveva ricavato illegalmente oltre 30.000.

Il rapinatore ha sempre agito a volto semi scoperto: una piccola parte del viso rimaneva libera da indumenti. Un errore che per Grasso è risultato fatale perché ha permesso agli investigatori di fare le comparazioni delle immagini.

Il colpo si consumava in pochi secondi: entrava in banca, si avvicinava alle casse ed estraeva il taglierino; li minacciava di consegnarli tutto il denaro, in alcuni casi per accelerare i tempi scavalcava il bancone e poi si allontanava velocemente.

Fondamentali nelle indagini – a cui hanno collaborato anche i poliziotti del Commissariato di Avola – anche le dichiarazioni dei dipendenti delle banche oggetto di rapina. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è scaturita da un apparato probatorio molto più forte che – sperano gli inquirenti – garantirà che Grasso possa rimanere in cella.

“La Polizia sottolinea – si legge nel comunicato della Questura di Ragusa –  l’importanza della collaborazione delle vittime per identificare gli autori. Anche in questo caso è stata ottima la collaborazione tra la Squadra Mobile e l’ufficio di sicurezza della Banca vittima delle rapine, valore aggiunto dell’indagine conclusa. Questo arresto fa seguito all’operazione “Abituè” e all’operazione “Smack” della Squadra Mobile di Ragusa, attività che hanno permesso la cattura di altri rapinatori catanesi, colpevoli di aver commesso una dozzina di rapine per un bottino complessivo superiore a 180.000 euro”.

 

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