Incendiata una officina a Gela | Sette auto distrutte dalle fiamme

Incendiata una officina a Gela | Sette auto distrutte dalle fiamme

L'officina incendiata (foto Cassisi)

Ignoti si sono introdotti all'interno dell'officina e hanno appiccato il fuoco a tre mezzi custoditi all'interno. Danneggiate altre 4 vetture che sostanvano nei pressi dell'attività.

nel nisseno
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GELA (CALTANISSETTA) – La pista privilegiata dai carabinieri è quella dell’incendio doloso. Gli inquirenti dovranno ora capire chi possa aver agito contro Massimiliano e Claudio Amarù, due meccanici di Gela che questa notte hanno subito l’incendio dell’autofficina in via Venezia, a pochi metri dall’Hotel Sileno. Un rogo che distrutto tre auto ed un ciclomotore parcheggiate al’interno dell’officina. Le alte fiamme si sono poi propagate all’esterno danneggiando anche altre quattro auto che erano parcheggiate nei pressi dell’officina, una di queste di proprietà di un cliente, che l’aveva lasciata davanti all’attività commerciale in attesa della riparazione.

Secondo una prima ricostruzione, ignoti si sarebbero introdotti all’interno dei garage e mediante liquido infiammabile avrebbero appiccato il fuoco. In pochi minuti l’inferno. Un boato, poi le fiamme che hanno mandato in fumo i mezzi, danneggiato ed annerito il prospetto dell’abitazione. Sono stati gli stessi titolari a lanciare l’allarme poiché risiedono negli appartamenti sopra l’officina. Immediati i soccorsi dei vigili del fuoco del Distaccamento di Gela che hanno domato le fiamme mentre gli abitanti sono stati fatti evacuare per poi fare rientro ad allarme rientrato. Ai militari di via Venezia, coordinati dal Maggiore Valerio Marra, i fratelli Amarù non hanno saputo fornire informazioni utili alle indagini, dichiarando di non avere subito richieste di estorsione o minacce di alcun genere. I due meccanici,che da oltre dieci anni sono titolari dell’officina, hanno ricevuto la solidarietà del Presidente dell’Associazione Antiracket Gaetano Giordano, Renzo Caponetti. “E’ un episodio isolato che ci rattrista – dice -. Ma non si parli di emergenza criminalità. Sono fiducioso nel lavoro delle forze dell’ordine che sono certo riusciranno a dare un nome ed un volto a chi ha distrutto un’impresa di famiglia che i fratelli Amarù avevano ereditato dal papà”.


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