Conca d'Oro, paura per i lavoratori

Incendio al Conca d’Oro, Sos dei sindacati: “Rischio crisi sociale”

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Le sigle esprimono preoccupazione

PALERMO- Si è svolto l’incontro richiesto unitariamente da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Sicilia con la società Ricagest a insegna “Risparmio Casa”, a seguito dell’incendio che ha interessato il centro commerciale Conca d’Oro di Palermo, dove l’azienda era presente con una propria unità produttiva.

Nel corso dell’incontro, la società ha comunicato che, a seguito dei rilievi effettuati sui danni subiti dal punto vendita e considerata l’impossibilità di procedere alla sua riapertura nell’immediato, essendo i locali ubicati nella cosiddetta “zona rossa” del centro commerciale, non intende proseguire l’attività commerciale e procederà al recesso dal contratto di locazione.

Una decisione che – sostengono i sindacati – apre uno scenario di fortissima preoccupazione per il futuro occupazionale dei 23 lavoratori coinvolti. I sindacati hanno chiesto all’azienda se vi fosse la volontà di mantenere la propria presenza sul territorio palermitano attraverso l’apertura di un nuovo punto vendita.

La possibile e nuova apertura

Ricagest-Risparmio Casa ha risposto positivamente, precisando tuttavia che un’eventuale nuova apertura non avverrà nell’immediato. Proprio per consentire di salvaguardare l’occupazione nel periodo necessario all’individuazione di una nuova sede, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Sicilia hanno chiesto all’azienda di ricorrere agli ammortizzatori sociali, così da garantire reddito e continuità occupazionale ai 23 dipendenti in attesa di una possibile riapertura sul territorio palermitano.

L’azienda ha però rifiutato il ricorso all’ammortizzatore sociale, prospettando in alternativa la possibilità di ricollocare i lavoratori presso altri punti vendita presenti sul territorio nazionale, laddove vi fossero posizioni disponibili.

La preoccupazione per i lavoratori

Una prospettiva che desta forte preoccupazione in quanto si tratta di lavoratrici e lavoratori con un’età media compresa tra i 40 e i 50 anni, con contratti part-time e full-time, famiglie, legami e una vita costruita a Palermo. “Un trasferimento fuori dalla Sicilia significherebbe sostenere costi per una nuova abitazione, spese di trasferimento e ulteriori oneri economici che, soprattutto per chi lavora part-time, rischierebbero di essere insostenibili”.

Ad aggravare ulteriormente il quadro c’è poi la storia occupazionale di una parte di questi dipendenti, riferisce l’Ansa. Alcuni dei 23 lavoratori provengono infatti dalla precedente esperienza Auchan e hanno già attraversato l’angoscia della perdita del posto di lavoro.

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“Non possono pagare…”

“L’incendio del Conca d’Oro non può e non deve essere pagato dai lavoratori – affermano Giuseppa Aiello, segretario generale Filcams Cgil Palermo, Stefano Spitalieri, segretario generale Fisascat Cisl, e Ida Saja segretaria generale Uiltucs Sicilia – Non possiamo accettare che un evento del quale queste lavoratrici e questi lavoratori non hanno alcuna responsabilità si trasformi nella perdita del posto di lavoro e del reddito per 23 famiglie. Se Ricagest – Risparmio Casa, come dichiarato al tavolo, intende tornare ad aprire sul territorio palermitano, chiediamo che assuma sin da ora un impegno chiaro e formale: i 23 lavoratori del Conca d’Oro dovranno essere ricollocati nella futura unità produttiva. Non basta dichiarare l’intenzione di tornare a Palermo: occorre garantire che, quando ciò avverrà, questi lavoratori abbiano una prospettiva occupazionale concreta. Purtroppo temiamo fortemente che quella di Risparmio Casa possa essere soltanto una delle prime decisioni di chiusura tra le attività commerciali coinvolte dall’incendio”.

“Le istituzioni intervengano”

“Le istituzioni devono intervenire adesso, non quando saranno eventualmente arrivate altre comunicazioni di chiusura. Chiediamo l’apertura di un tavolo complessivo sul futuro occupazionale del Centro Commerciale Conca d’Oro, perché occorre prevenire una possibile emorragia di posti di lavoro e non limitarsi a intervenire quando i problemi saranno ormai esplosi. L’incendio non può trasformarsi in una crisi occupazionale e sociale per Palermo”.

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