AGRIGENTO – Il deputato di Forza Italia, Riccardo Gallo, attraverso i suoi avvocati Luigi Troja e Lillo Fiorello, ha chiesto e ottenuto il rinvio dell’interrogatorio previsto per oggi davanti al gip del tribunale di Caltanissetta. Un rinvio motivato dalla necessità di meglio esaminare la corposa documentazione dell’inchiesta sul Cefpas: per il forzista, indagato per corruzione, la Procura ha chiesto il carcere. Gallo verrà interrogato martedì 16 giugno.

Dodici gli indagati, per 8 chiesta la misura cautelare
Dodici gli indagati, ma l’applicazione delle misure cautelari è stata chiesta per 8: oltre che per il politico, per l’ex direttore generale dell’Asp di Agrigento, Giuseppe Capodieci, sono stati chiesti i domiciliari. Proprio quest’ultimo, cercando di fare chiarezza sulla sua posizione, sta rispondendo alle domande del giudice Santi Bologna.
Secondo quanto si apprende Vincenzo Raitano, 67 anni, funzionario regionale in pensione, farà dichiarazioni spontanee. Maria Luisa Zoda, funzionaria del Cefpas, non risponderà. Gli altri hanno chiesto e ottenuto il rinvio di 5 giorni.
Cinque gli interrogatori che slittano al 16 giugno
Slittano al 16 giugno, su richiesta dei collegi di difesa, cinque degli otto interrogatori preventivi fissati nell’ambito dell’inchiesta che ha travolto il Cefpas di Caltanissetta. Davanti al gip Santi Bologna compariranno il deputato regionale Riccardo Gallo Afflitto, il direttore pro tempore del Cefpas Roberto Sanfilippo, il titolare della Sice srl Pietro Tirone, il medico in pensione Salvatore Enrico Giambelluca e il funzionario del Cefpas Gioacchino Pontillo.
Sono invece in corso gli interrogatori preventivi di Giuseppe Capodieci, direttore generale dell’Asp di Agrigento che ha rassegnato le dimissioni due giorni fa, del funzionario regionale in pensione Vincenzo Raitano e della funzionaria del Cefpas Maria Luisa Zoda.
Le parole del legale di Pietro Tirone: mai promesse assunzioni
“Pietro Tirone non ha mai promesso a Gallo Afflitto e a Sanfilippo alcuna assunzione di operai né incarichi a professionisti esterni”, ha dichiarato il suo difensore, l’avvocato Giuseppe Dacquì.
“Nel momento in cui sarebbe stata avanzata questa richiesta – ha aggiunto il legale – i rapporti tra il Cefpas e la Sice, società di cui Tirone è titolare, erano altamente conflittuali. Circostanza che siamo in grado di dimostrare attraverso prove documentali, corrispondenza intercorsa tra il Cefpas e la Sice, e prove dichiarative”.

