Incidente del 'Meli': morta Francesca, mamma di Giuditta Milella

Incidente del ‘Meli’: addio a Francesca Milella, cara sopravvissuta

Francesca Milella
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Commenti

    Allora purtroppo il rischio era elevato , ma Oggi perché corrono ancora ? Dov è tutto questo pericolo ? E se davvero esiste , perché non li accompagno in tribunale di buon mattino (come tutti gli impiegati pubblici) e su evitano incidenti

    lo ricordo … ero lì aspettavo che la mia fidanzatina di allora uscisse da scuola … una cosa indimenticabile ..

    E’ stato ampiamente dimostrato dai fatti che le scorte non servono affatto a proteggere persone particolarmente sensibili che finiscono nel mirino di organizzazioni che hanno deciso la loro eliminazione utilizzando mezzi estremi come ad esempio gli attentati dinamitardi. Se così fosse Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Rocco Chinnici sarebbero ancora vivi…….

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Niente di nuovo, né la salsiccia, né Vladimiro portano ottimismo anche se dall'altra parte c'è un signore vicino agli 80 che vuole, sempre vuole, fortissimamente vuole essere ricandidato. Quasi quasi, speriamo che ce la faccia. Ma questi sarebbero capaci di perdere anche con Schifani.

Fare i conti senza l'oste Più che grandi manovre, sembra un meccanismo di legittimazione biunivoca: la coalizione sostiene il presidente, il presidente sostiene il sindaco, il sindaco riconosce il buon operato del presidente e, alla fine, tutti certificano che loro stessi e i propri compagni di coalizione hanno lavorato bene. Ma sulla base di quali indicatori? Una volta si diceva, provocatoriamente, “piove, governo ladro”; oggi sembra che chi governa voglia far valere il principio opposto: “guerra, governo assolto”. Le crisi internazionali esistono e pesano, ma non possono diventare l’alibi permanente per tutto ciò che non funziona. Giudicato e giudicante devono essere distinti: i politici amministrano, i cittadini giudicano. E giudicano sui risultati, non sulle attestazioni di merito che i governanti si attribuiscono. Sanità, strade, acqua, rifiuti, trasporti, lavoro, servizi, qualità della vita, corruzione e criminalità sono gli indicatori veri. Se su questi fronti i problemi restano evidenti, proclamare di avere lavorato bene rischia di apparire più come un’autocertificazione che come una valutazione fondata sui fatti. E quando questa autocertificazione è troppo distante dalla realtà vissuta dai cittadini, può essere percepita come una presa per i fondelli e produrre un effetto boomerang. Il giudizio vero arriverà con il voto: la riconferma non si autocertifica, non si concede tra alleati e non si scambia. Si conquista sui risultati. Altrimenti significa, appunto, fare i conti senza il cittadino.

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