PALERMO – “Credo sia ora e tempo che il dibattito attorno a INDA si sviluppi su un piano internazionale, volto a valorizzare le sue attività e il suo operato che non può restare nei confini né siciliani, né strettamente siracusani, poiché rappresenta un patrimonio nazionale”. Lo dice l’assessore regionale al Turismo Michela Stancheris.
“Resto convinta – prosegue Stancheris – che non vada alimentato un perenne conflitto con le istituzioni regionali, anche perché lungi da noi cadere nel tranello di tale contrapposizione: non è un incontro di boxe. Il mio auspicio resta quello di sbrogliare questa matassa in tempi celeri anche perché tale situazione non fa altro che frenare il potenziale culturale e artistico dell’istituto. Credo che sia interesse innanzitutto dell’INDA chiarire se i fondi destinati siano stati utilizzati in maniera corretta e l’insediamento del Sindaco credo che possa essere d’aiuto. Né la Regione danneggia l’INDA, né l’INDA danneggia la Regione, dobbiamo semmai continuare a lavorare insieme per garantire legalità e un elevato livello culturale”.
“Rispetto alla decisione del TAR – aggunge l’assessore -, tengo a sottolineare che l’avvio di un procedimento di revoca non appartiene alle mie competenze e, nel ricordare che per prassi e per stile non pratico ingerenze politiche nei confronti del mio dipartimento, è utile precisare che la decisione del tribunale amministrativo rappresenta un primo provvedimento cautelativo, per il quale ancora dobbiamo attendere che lo stesso si pronunci nel merito. Colgo con stupore che si possano fare considerazioni di merito: io non tifo per nessuno, non commento atti giudiziari ribadendo la mia piena fiducia nella giustizia e, in tale contesto, ogni opinione politica è assolutamente inutile”.
“Sostenere che «tutto rientrava nella regolarità» mi pare più un auspicio, certamente condivisibile, ma non ancora un dato di fatto già acclarato. Nessuno intende operare per mero spirito di contrapposizione e sono la prima ad augurarmi che l’INDA continui a rappresentare un’eccellenza per la Sicilia e l’Italia. Gradirei un po’ più di prudenza nel valutare procedimenti giudiziari e invito gli organi di stampa a non confondere il livello politico con quello amministrativo. Io non posso fare altro che prendere atto del lavoro del mio dipartimento e delle motivazioni che l’hanno spinto ad avviare il procedimento di revoca”.
“Tengo inoltre ricordare all’On. Vinciullo che il rispetto delle istituzioni siciliane non lo si esercita chiudendo gli occhi, né tanto meno ergendosi a difensori d’ufficio. Anzi, tale rispetto lo si esercita non tifando per nessuno e lasciando agli organismi preposti la valutazione degli atti. Diviene complicato comprendere per quale ragione, che non sia sostanziata da un preciso pregiudizio discriminatorio, si debba sottolineare la mia città d’origine, anche perché sono certa che – a Siracusa come a Bergamo – sia noto come i provvedimenti di revoca non vengano disposti dall’assessore, bensì dal Dipartimento. Fatico a immaginare che lui più di me possa rendere un miglior servizio di immagine all’INDA. L’unico vero dato di fatto è che, nonostante tale procedimento di revoca, l’INDA ha presentato con noi il suo programma negli eventi internazionali promossi dal nostro assessorato e ciò comprova come nessuna speculazione né penalizzazione è stata da me promossa nei confronti dell’Istituto che ricordo a tutti essere un ente e un patrimonio nazionale”.

