PALERMO – Il clamoroso flop del Piano giovani anima il dibattito politico. E potrebbe finire all’attenzione dell’Assemblea regionale. “Il flop scandaloso del ‘click day’ che ha leso non solo l’immagine della Sicilia, ma soprattutto l’autorevolezza dell’assessore alla Formazione e del governo regionale, merita un rigoroso approfondimento sulle scelte di gestione fatte dall’amministrazione”, scrive il parlamentare regionale Pd, Filippo Panarello. “Presenterò un interrogazione e la richiesta di convocazione urgente della commissione – spiega il parlamentare, componente della commissione Lavoro all’Ars – E’ necessario sapere quali sono i costi di questi affidamento e come Italia lavoro sta utilizzando le risorse messe a disposizione dall’assessorato alla formazione”.
Panarello chiede quindi chiarimenti a Italia lavoro: “Questi sono i veri punti da chiarire per dare una risposta ai tanti giovani che hanno subito una cocente delusione, perché oltre all’entità delle risorse destinate ad Italia lavoro che vanno sottratte al piano, da una rapida ricognizione, – spiega Panarello – mi risulta che le Regioni che hanno gestito attraverso i propri uffici le procedure di reclutamento non hanno avuto alcun problema. Le poche invece che si sono rivolte ad Italia lavoro che utilizza il sistema del click day hanno avuto problemi o fallimenti analoghi a quelli intervenuti in Sicilia”. “Occorre – conclude – fare chiarezza sulle motivazioni che hanno indotto l’assessorato ad affidare la gestione della procedura ad Italia lavoro e non come è avvenuto nella stragrande maggioranza delle altre Regioni ai servizi per l’impiego, che com’è noto sono pubblici”.
“Il Piano giovani è l’esempio più eclatante del fallimento di Crocetta e della sua personale gestione della macchina pubblica rivelatasi più torbida di una pozza d’acqua stagnante. A pochi giorni dal crash del sito internet dedicato, si rivelano nuovi fatti che meritano di essere approfonditi. Il presidente, che doveva essere l’architetto del palazzo di vetro, ha permesso che un suo Assessorato affidasse incarichi diretti per un totale di 800 mila euro all’azienda che ha provveduto anche alla realizzazione del portale piano giovani. Incarichi diretti che se pure si rivelassero regolari, sarebbero l’ulteriore conferma di un agire personale di certo non dedito alla trasparenza. La pubblica amministrazione, se non in caso di estrema emergenza, non dovrebbe mai affidare lavori attraverso tale sistema, dovrebbe agire attraverso pubblici bandi offrendo così a tutte le imprese l’opportunità di concorrere e mettere in gioco la propria professionalità. Ma come se non bastasse, grazie alla stampa veniamo a sapere che Sicilia -e servizi, azienda strategica per la Regione, avrebbe potuto lavorare al piano giovani, realizzare il sito internet, ma scopriamo invece che il suo responsabile non è stato nemmeno interpellato. Crocetta e l’assessore Scilabra la finiscano di giocare a rimpiattino con le responsabilità. Farebbero meglio a prendere atto del fallimento chiedendo scusa a quasi 100 mila giovani siciliani che hanno guardato con speranza al piano giovani. Il vecchio bando va subito annullato a favore di uno nuovo che preveda la selezione dei ragazzi in base alle loro specifiche competenze”. Lo dichiara l’on. Vincenzo Figuccia, vicecapogruppo di Forza Italia all’Assemblea Regionale Siciliana.
“Nel caldo agostano si corre il rischio che attorno al Piano Giovani si sviluppino più polemiche che posti di lavoro”, dice in una nota il deputato regionaledi Articolo 4 Totò Lentini. “Se da un lato va riconosciuto l’impegno del governo regionale nel mettere in campo una misura che va incontro alla sterminata platea di giovani siciliani senza occupazione, dall’altro non è possibile non accorgersi che la somma delle difficoltà tecniche e dei limiti connessi ad uno strumento così congegnato sta generando confusione. Tra l’altro – prosegue il deputato palermitano – mancando un preventivo raccordo con il sistema formativo ed un’opportuna selezione degli interventi si rischia di favorire solo chi è più ‘veloce’ al click, rispetto a chi ha migliore qualificazione o rispetto ai percorsi di quelle imprese che possono effettivamente assicurare un’occupazione produttiva dopo il tirocinio. Auspico perciò – conclude il Vicepresidente della Commissione Attività Produttive – che superato l’impasse, si faccia tesoro dell’esperienza per formulare meglio i prossimi interventi”
Anci Sicilia giovani invita l`assessore regionale alla Formazione Nelli Scilabra ad annullare le selezioni precedenti relative al piano Giovani, “perché – si legge in una nota firmata dal presidente Maurizio Lo Galbo – dalle sue medesime dichiarazioni emergono gravi irregolarità nelle procedure adottate per le selezioni e che inficiano il piano stesso. Siamo sicuri che l`assessore non vorrà rendersi complice di questo sistema falsato e che ha già creato tensioni oltre ad avere alimentato invano le speranze di tanti giovani siciliani”.
“Sui giovani bisogna investire veramente non esasperarli, commenta Nicolò Lo Piccolo, il presidente dei giovani agricoltori Agia. “Servono procedure snelle per l’incontro tra giovani e aziende. Recuperiamo anche i 168 milioni di euro che il decreto Giovannini ha stanziato per favorire l’occupazione giovanile nel meridione.” Chiediamo un incontro urgente con l’ Assessore Scilabra per discutere delle questioni.
Anche l’Ugipi (Unione Giovani Professionisti Italiani) interviene. L’Ugipi si schiera al fianco delle migliaia di siciliani rimasti delusi, ipotizzando vizi di legittimità della procedura di accesso al Piano Giovani, oltre che vizi di carattere strettamente tecnico. Per questi motivi, l’Unione Giovani Professionisti Italiani rende noto che invierà a breve una diffida all’Assessore per la formazione, Scilabra, nonché un esposto alla Procura Generale della Repubblica ed alla Procura della Corte dei Conti, perché valutino eventuali irregolarità di rilevanza penale e contabile.

