D’accordo: le supercazzole non dovrebbero mai sconfinare nella politica. L’emendamento farlocco – la supercazzola, appunto: un omaggio al conte Mascetti-Tognazzi di ‘Amici miei’ – ha un retrogusto almeno discutibile.
Le critiche mosse al suo ideatore, l’attivissimo Ismaele La Vardera, non appaiono affatto campate in aria. Le istituzioni non sono il set di niente e di nessuno, nemmeno di un format sulla denuncia perpetua che, in ambito parlamentare, ha strade più costruttivamente ponderate.
Il blitz lavarderiano, politicamente, per inciso, chiarisce un punto: sarà complicatissimo attrezzare, per il centrosinistra, un campo davvero largo alle prossime regionali. Se il ‘papà’ di Controcorrente, impegnato in un botta e risposta con i suoi assai a teorici alleati, correrà da solo, vincere contro il centrodestra sarà impresa ardua, se non impossibile.
Il seguito del ragionamento complessivo è ancora più sconfortante: di quale politica stiamo parlando, in Sicilia?
Perché anche quest’ultimo frammento di un insieme, svelando comunque un passaggio a vuoto della macchina legislativa, sembra raccontarci che a Palazzo dei Normanni la consuetudine, se non al consociativismo pienamente inteso, riporta all’impressione di un contesto lunare ‘a parte’. Un luogo lontano dalle grida d’aiuto che giungono, metaforicamente e in concreto, dalla strada sottostante.
Quel grido è intelleggibile. Da anni, proviene da diversi settori della vita siciliana. Ne segnaliamo uno cruciale: la Sanità.
L’orizzonte nazionale esprime un profondo disagio che, in Sicilia, raggiunge picchi drammatici. Operatori coscienziosi si consegnano, quotidianamente, a lunghe giornate ‘in miniera’.
Così si possono definire le attività in certi reparti, per non parlare delle urgenze. Ore e ore sul pezzo, senza un attimo di respiro, né la possibilità di vedere la luce del sole. La sofferenza dei pazienti è il tremendo corollario di un sistema ingolfato.
Qui la politica, alle prese anche con una irrisolta questione morale, deve intervenire: non come al solito, lottizzando tutto il lottizzabile. Qui la politica dovrà dimostrare, con fatti precisi, di essere vicina alle persone e di potere mantenere le promesse solenni pronunciate dopo la morte della sfortunata e immensa professoressa Maria Cristina Gallo. Altrimenti, tanto vale una supercazzola qualunque.
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