PALERMO – La lettera è molto stringata. E il tono è freddamente gentile come sono le cose formali. Con poche righe Italia Lavoro ha sostanzialmente detto ai 31 esperti selezionati per i tirocini del Piano giovani: “Grazie ma non ci servite più”.
La società che fa capo al Ministero del Lavoro invia una lettera ai 31 selezionati per i tirocini del Piano, che non ci stanno: "Abbiamo superato un concorso pubblico. Non ci possono liquidare così".
È questa l’ultima puntata di quello che appare sempre più come un intrigo di palazzo piuttosto che un fatto puramente amministrativo. I 31 esterni erano stati scelti dopo una selezione pubblica per, sostanzialmente, fornire un supporto ai Centri per l’impiego. Una decisione che non mancò di suscitare polemiche. Anche per alcuni dei nomi dei selezionati! con esperienze di militanza politica. Polemiche esplose soprattutto durante una infuocata seduta della commissione Lavoro all’Ars: quella del primo faccia a faccia tra l’allora assessore Nelli Scilabra e la dirigente generale prima defenestrata e poi ripescata Anna Rosa Corsello. Che in quell’occasione non risparmiò allusioni e sarcasmo: “A cosa servono questi esperti? – domandò in commissione – ad asciugare la fronte ai dipendenti dei Centri per l’impiego?”. E ancora, ecco l’attacco frontale a Nelli Scilabra: “Quanti di questi esterni dovevano ancora essere assunti?”.
Dalle accuse agli atti formali il passo era stato breve. La Corsello, infatti, aveva già deciso – era il 18 agosto scorso – di revocare l’affidamento diretto a Italia Lavoro, concesso esattamente due mesi prima. Un “appalto” da cinque milioni. Tre dei quali destinati, appunto, agli esperti. Un centinaio, la previsione. La società del Ministero, dal canto suo, decise di querelare Anna Rosa Corsello. Una guerra.
Il rientro di Anna Rosa Corsello alla Regione, e per di più al dipartimento Lavoro, suscitò la reazione dei dirigenti di Italia Lavoro che nei mesi scorsi hanno anche inviato una lettera al presidente della Regione Crocetta: “O lei, o noi” la sostanza della missiva. Da lì una serie di tentativi di mediazione. Sfociati però nella lettera inviata ai “selezionati” è firmata dal coordinatore delle risorse umane della società, Danilo Mattoccia: la Regione siciliana, si legge nella lettera, non ha revocato il decreto col quale la Corsello aveva a sua volta annullato l’affidamento da cinque milioni a Italia Lavoro, “e ha ritenuto – si legge nella lettera – opportuno configurare un nuovo Piano giovani Sicilia che prevede un diverso coinvolgimento di Italia Lavoro”. Così, addio ai contratti dei 31 esperti. Che però non ci stanno: “Abbiamo superato – dichiara Marcello Capetta in rappresentanza del gruppo dei ‘selezionati’ – e adesso ci dicono che non si fa più niente solo perché magari hanno trovato una mediazione politica? E ci chiediamo: che significa il fatto che inizia un nuovo Piano giovani? Il precedente è già fallito? Noi siamo pronti a far valere i nostri diritti fino in fondo”. E per il 30 dicembre è già stato fissato un appuntamento con l’assessore alla Formazione Mariella Lo Bello. Il Piano giovani non ha pace. E il prossimo click day è ancora una incognita.
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