Italia Viva si riorganizza a Palermo e provincia: ecco i nuovi coordinatori

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Commenti

    A Palermo nemmeno un consigliere di circoscrizione riuscite a far eleggere, partito inutile……

    Col talento politico di Davide Faraone,Italia Viva sbalordira’ tutti.

    Già saltano le prime teste. Ma è inutile, Italia Viva è un partito morto in partenza. Renzi si fa i fattacci suoi e voi siete rimasti senza paracadute. Vi sta bene. Se il PD è un partito serio non deve farvi rientrare. Ma dubito.

    Si, riorganizzatevi farete faville.

    PARTITO INUTILE?DI PIU’!!!

    hanno più incarichi che voti

    Oibò. Ma la Piccione non si era armata con bazooka contro Faraone ai tempi della Segreteria Regionale forte dell’appoggio di Zingaretti?
    Da ridere. Davanti ad una poltroncina anche scassata…nessun politicante più o meno da strapazzo sa resistere

    Errata corrige….Picone scambiata x Piccione…frutto della velocità di lettura. Chiedo venia

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Onorevole, un grande passo avanti: il suo abc, Analisi, Bisturi, Contesto, è altra cosa rispetto all'abc, Amici, Burundi, Cannoli, che la sua parte politica ha utilizzato (utilizza ancora?). Ed era di facile realizzazione, si figuri che alcuni amici sono rimasti in attesa. Onorevole, sarà dura per lei. Auguri! Anche a noi.

Caro Direttore, dai dieci contributi e dai venti commenti emerge un quadro abbastanza netto: i problemi sono largamente condivisi — salute, lavoro e giovani, servizi pubblici, infrastrutture — e anche le risorse sono riconosciute: competenze, università, imprese, professionalità. Ma bisogni e competenze spesso non si incontrano. I contributi indicano soprattutto problemi e possibili soluzioni; i cittadini chiedono con maggiore forza responsabilità, concretezza e risultati. È proprio nel punto di incontro tra bisogni e risposte che la politica assume un ruolo decisivo. L’intervento di Giorgio Mulè offre una prima risposta politica a questo disallineamento: partire dai bisogni, programmare gli interventi, far prevalere merito e competenze sulle appartenenze e misurare i risultati. Sarebbe importante che questo rapporto tra bisogni dei cittadini e impegno politico fosse dichiarato da tutti gli intervistati: avremmo una prima agenda pubblica delle priorità e degli impegni. Perché non indirizzare allora “La Sicilia che (non) vorrei” su due domande capaci di individuare le priorità e promuovere trasparenza civica? Quale problema della Sicilia affronterebbe per primo? Lo stato di avanzamento dei progetti deve essere trasparente, fruibile e aperto alle osservazioni dei cittadini? SÌ o NO.

E mentre la politica discute sul da farsi nel futuro, molti passeggeri con i voli cancellati fanno i viaggi della speranza con costi, corse, tempi ed anche qualche litigio dato dalla rabbia. LENTEZZA E STRAFOTTENZA sono ormai un motto politico ed anche sindacale ( con gli occhi al portafoglio).

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