PALERMO – Si è appena concluso l’esperimento dell’esame congiunto tra la KSM Security e le Organizzazzioni Sindacali convocato presso la Direzione Territoriale del Lavoro di Palermo a seguito delle procedure di licenziamento collettivo comunicate dalla società per un esubero pari a 90 unità impiegate sul territorio palermitano e messinese.
“Con nostro grande rammarico il verbale si è chiuso con esito negativo – afferma Mimma Calabrò Segretario Generale Fisascat Cisl Regionale Sicilia – abbiamo avanzato al tavolo le nostre proposte che miravano a raggiungere accordi che potessero trovare un giusto equilibrio di tutela delle Guardie Giurata. In alternativa ai licenziamenti, si è infatti proposto di attuare il criterio della mobilità volontaria per i lavoratori che, attraverso la mobilità, avrebbero raggiunto il requisito pensionistico con l’aggiunta di un congruo esodo incentivato in modo da garantire tutti coloro i quali avrebbero scelto percorsi di fuoriscita e, contestualmente, anche coloro che annoverano minore anzianità aziendale. Siamo fortemente preoccupati per le determinazioni che l’istituto di vigilanza potrà intraprendere poichè drammatiche potrebbero essere le ripercussioni sui livelli occupazionali. Auspichiamo, rendendoci sin da subito disponibili, nella ripresa della trattativa e in una maggiore disponibilità di KSM a voler prendere in considerazione le proposte avanzate al tavolo in modo da poter raggiungere accordi a tutela di tutti i lavoratori”.
“Sappiamo che l’esubero non è reale – dice Marianna Flauto della Uiltucs Sicilia – il monte ore e il numero dei permessi delle guardie giurate sono molto elevati. Avevamo fatto delle proposte per tutelare la posizione dei lavoratori ma la risposta non è stata soddisfacente. L’azienda si è detta disponibile a erogare 250 euro al mese di incentivo per il periodo di mobilità per un periodo massimo di 36 mesi. Siamo preoccupati per le ricadute occupazionali che interessano tantissime famiglie”.

