PALERMO – A Palermo come a Roma il veleno continua a scorrere copioso in casa 5 Stelle. L’ultima puntata della faida tutta interna ai grilllini riguarda la registrazione di una conversazione privata postata da qualche manina sui social. Nell’audio un dipendente del gruppo, il giornalista Andrea Cottone, registrato a sua insaputa parla con Riccardo Nuti e i deputati a lui vicini. Il tema: Ugo Forello e Addiopizzo. Parole non edificanti quelle dell’audio rubato (Addiopizzo ha annunciato che non sporgerà denuncia), che da sabato circola e che adesso ha trovato anche l’attenzione dalla carta stampata, che ora esce fuori in campagna elettorale. E che è arrivato anche in procura, dove Nuti e compagni, coinvolti nell’inchiesta sulle firme false, vorrebbero usare il nastro per avvalorare il teorema della “macchinazione” ai loro danni. Fango su fango, insomma, piove sui grillini. E ritorna il modus operandi della trappola, della delazione, della diffusione di conversazioni private. A Roma giravano gli sms e le mail. Qui addirittura si sarebbero registrati compagni di viaggio politico a loro insaputa. Tanto che il gruppo alla Camera dei deputati 5 stelle difende Forello, denunciando un “violento tentativo di discredito nei suoi confronti”, e annuncia denunce nei confronti di “chiunque divulghi i contenuti della conversazione rubata”. Conversazione che la nota dei pentastellati rivela essere stata effettuata alla Camera. È l’ennesimo, triste capitolo di una guerriglia che ha trascinato sempre più in basso il Movimento a Palermo, tra mascariamenti, criminalizzazioni del dissenso e dinamiche da setta. Che stanno toccando vette inquietanti: chissà se da oggi nelle riunioni tra grillini ci sarà qualcuno disposto a parlare serenamente senza la paura di essere registrato a sua insaputa.
Aggiornamento 10 maggio. La grillina Chiara Di benedetto sulla sua pagina Facebook scrive che la conversazione non è stata “rubata” e che i partecipanti erano “concordi alla registrazione”.

