PALERMO – La Cassazione ha respinto il ricorso della società Italo belga contro la precedente sentenza della Suprema corte che aveva annullato la sentenza della corte di appello disponendo un nuovo processo sulla vertenza che riguarda la proprietà del “Baretto”, storico bar della spiaggia di Mondello gestito per oltre 60 anni dalla famiglia di Vincenzo Schillaci. Il Comune, così come la società Italo belga, sostiene di essere proprietario dell’area.
La Corte ha condannato la società alle spese di giudizio in favore di Vincenzo Schillaci, gestore del Baretto, e del Comune di Palermo per 7800 euro oltre alle spese generali del 15% e a 6100 euro in favore dell’assessorato regionale all’Agricoltura oltre alle spese.
L’Italo belga nel ricorso censurava la sentenza della Cassazione che “avrebbe commesso un evidente errore di fatto” sull’esame della proprietà dell’area dove sorge il chiosco. Secondo la Suprema corte, che aveva rinviato al un nuovo processo d’appello che si terrà il prossimo 15 maggio, i giudici di appello non hanno valutato i titoli che acclaravano che la proprietà del chiosco-bar, gestito dalla famiglia Schillaci, è del Comune e non della Italo belga.
La Società riteneva che la Cassazione avesse errato nel giudicato in quanto partiva dal presupposto errato che l’area fosse del comune. Nel controricorso, l’avvocato Giancarlo Greco, che rappresenta Vincenzo Schillaci, ha sostenuto che i documenti prodotti dal comune di Palermo andavano esaminati dalla corte d’appello. Il contenzioso sulla proprietà dell’area dove sorge il Baretto ha portato negli anni scorsi alla chiusura dello storico locale.
Nel 2010 il contratto di affitto non era stato rinnovato dalla Italo belga. Tra il 2010 e il 2015 la famiglia Schillaci non pagò il canone alla Italo-Belga ma nel 2015 i gestori ottennero una concessione dal Comune a cui iniziarono a versare l’affitto. Da quell’anno il Comune di Palermo ha avviato un contenzioso con la società Italo-Belga rivendicando la proprietà del chiosco. Il tribunale però diede torto al Comune stabilendo che il Baretto è un bene privato e non demaniale sentenza confermata in appello. In un altro procedimento per i canoni non pagati i giudici diedero ragione alla Italo-belga e resero esecutivo lo sfratto. La decisione portò dopo 63 anni di attività alla chiusura del locale.
Qualora la nuova sentenza desse ragione al Comune i gestori del bar potrebbero chiedere un grosso risarcimento per i danni subiti dalla chiusura del locale che nel 2023 era stato aperto in un’altra strada a Mondello.
Intanto, nella giornata di oggi, la Regione ha revocato la concessione della spiaggia alla società italo belga.

