Chiuso a tempo per il gazebo |Accolto il ricorso del Taco loco

Chiuso a tempo per il gazebo |Accolto il ricorso del Taco loco

L'avvocato Girolamo Rubino

Il giudice di pace dà torto al Comune, che aveva disposto cinque giorni di stop per il locale di piazza Campolo.

PALERMO – La chiusura decisa per il “Taco loco” di piazza Campolo non era legittima. Almeno così sostiene il giudice di pace, che ha sconfessato la decisione del Comune di Palermo, che l’anno scorso aveva imposto la chiusura di cinque giorni perché il gazebo che caratterizza il locale non era – stando all’amministrazione, ma non al giudice – conforme alle nuove regole sui dehors.
È il 2015 quando l’amministrazione impone la sanzione. L’attività commerciale del 49enne palermitano M.F., titolare del locale da ben sette anni, si è vista recapitare la sanzione per una presunta violazione delle regole sugli spazi esterni degli esercizi pubblici e perché, secondo il Comune, il gazebo era “pericoloso”. Il giudice di pace, cui l’azienda si è rivolta con l’assistenza di Girolamo Rubino e Leonardo Cucchiara, ha dato ragione al “Taco loco” già in fase cautelare, quando era stata disposta la sospensione del provvedimento di chiusura. L’annullamento era stato richiesto per “eccesso di potere”. Perché il suolo di fronte al locale, al pianterreno di via Campolo, non solo è di proprietà privata, ma è in piena sicurezza, visto che – secondo la sentenza – il Comune non ha dimostrato il contrario. Sanzione annullata, quindi, con un’appendice: il Comune di Palermo pagherà le spese del giudizio.

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