PALERMO – “Non mi interessa la vendetta, mi fido dello Stato, a farsi giustizia da soli si finisce come il conte di Montecristo”. Sono parole di Mauro Glorioso. Anzi del dottore in Medicina e cavaliere al merito della Repubblica, Mauro Glorioso.
Ha ragione Lucia Musti, procuratrice generale dei Torino, che ha scelto la solennità dell’inaugurazione dell’anno giudiziario per dire che Mauro Glorioso ci ha impartito una lezione. Di civiltà, rispetto e tenacia, anche di fronte alla tragedia. Merce rara nei cupi giorni della nostra quotidianità.
La storia di Maro Glorioso
La sera fra il 20 e il 21 gennaio 2023 Mauro Glorioso, studente palermitano di Medicina, fu travolto da una pesante bicicletta elettrica lanciata da cinque giovani dai Murazzi del Po. Giorni sospeso tra la vita e la morte, poi la faticosa presa di coscienza di essere rimasto tetraplegico. Gli imputati, tre minorenni e due maggiorenni, sono stati condannati per tentato omicidio. La pena più alta è 16 anni di carcere.
C’è chi di recente ha pure ottenuto uno sconto di pena. Sono stati giorni difficili anche quelli del processo in attesa di una giustizia che di fronte alla tragedia che colpisce un ragazzo di 23 anni rischia di apparire, sempre e comunque, ingiusta. Giorni difficili per Mauro e per la sua famiglia.
Il riconoscimento di Mattarella
Mauro ha ripreso gli studi, si è laureato con determinazione e forza di volontà, oltre ogni barriera fisica e mentale. Il suo esempio ha toccato il cuore di un altro palermitano illustre, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che gli ha conferito l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica italiana: “Per non essersi arreso alle avversità della vita. Mauro, pur riportando gravi menomazioni, ha ripreso il suo percorso di studi fino a conseguire la laurea in Medicina e Chirurgia, dimostrando grande determinazione e tenacia”.
Mauro Glorioso: “Per me è un grande onore”
“È un grande onore essere insignito a Cavaliere della Repubblica dal nostro presidente e di avere avuto riconosciuto un particolare merito – dice Mauro -. Con solo un anno di ritardo sono riuscito a diventare medico. Tutto questo ha comportato una fatica enorme. Spero che le mie condizioni fisiche possano migliorare e spero di avere sempre più abilità per essere al servizio dei pazienti. Credo che la ricerca faccia progressi sempre più rapidi ed efficaci per tante malattie, compresa la ricerca di una cura per la lesione midollare particolarmente complessa e che richiede ingenti finanziamenti. Oggi festeggio un importante riconoscimento”
Nel romanzo di Alexandre Dumas, il Conte di Montecristo, dopo aver portato a termine la sua vendetta contro chi lo ha ingiustamente imprigionato, capisce che non serve per trovare la vera pace. Mauro ci ha regalato una lezione – di forza, abnegazione e fiducia nel futuro nonostante le avversità – dovremmo farne tutti tesoro. Gli adulti e i giovani, soprattutto di coloro che si spingono fino a lanciare una bici dall’alto contro dei ragazzi inermi.

