La Leopolda, Renzi, il trasformismo | e i panini della Festa dell'Unità

La Leopolda, Renzi, il trasformismo | e i panini della Festa dell’Unità

La Leopolda, Renzi, il trasformismo | e i panini della Festa dell’Unità
Decidi tu come informarti
su Google.
Aggiungi LiveSicilia
alle tue Fonti preferite:
quando cercherai
una notizia, ci troverai
più facilmente.
AGGIUNGI

Una volta si servivano panini. Ora si serve il trasformismo in salsa renziana.

Ora, non è per essere nostalgici del folclore di partito, ma, al cospetto delle Leopolde renziane, non si può non provare un brivido caldo di nostalgia per le vecchie Feste dell’Unità. Almeno, lì, si serviva solo il panino con la porchetta, proteina e vanto del bravo (post) comunista. Oggi, il piatto del giorno è il trasformista flambè, infiammato dal fuoco lento del renzismo, con contorno di poltroncine croccanti, su un letto di aspirazioni da esaudire.

Ora, non è per essere sarcastici, ma guardiamo la foto ricordo della Leopolda renzista di Palermo, quasi il segno dei tempi: Silvio Alessi, Michele Cimino, Giuseppe Milazzo, già invaghiti di Silvio, belli e impupati che sorridono – vezzosi, senza ruga alcuna a solcarne le fronti spaziose – come scolaretti timidi nella casa di Matteo alle ex Officine Sandron. Una casetta accampata che ricorda un po’ quella del Grande Fratello: per un Crocetta eliminato, c’è sempre qualcuno che si fa avanti, pur di sbocconcellare un tozzo di pane dalle mani del potere regnante.

E che dire delle migrazioni di Totò Lentini che si pone, tutto pettoruto, davanti all’obiettivo del fotografo, come l’invitato a un banchetto di prima comunione? Così lo descrive il nostro Accursio Sabella che sta narrando per LiveSicilia queste giornate memorabili: “Ex Mpa, eletto con l’Udc e approdato a Sicilia futura dopo la parentesi di Articolo 4. ‘Sono qua – dichiara il fortunato e nominato – perché Davide Faraone è mio amico da tanto tempo”. Non era, forse, un antico saggio come don Mariano Arena a insistere, filosoficamente, sul valore dell’amicizia per i siciliani?

E poi c’è Luca Sammartino, un altro enfant prodige dei cambiamenti – in perfetta coscienza, ovviamente – che si spertica di lodi per rinnovato corso della storia: “Personalmente mi ritrovo nel Pd, la linea di grande impulso e cambiamento di Davide Faraone è quella che mi ha spinto a guardare al progetto di Renzi”. Personalmente in persona. Appunto.

Per uno scherzo del destino, dunque, rispetto a tanta confusa abbondanza, con le pietanze che variano secondo il verso dell’ora, torna caro alla mente l’immortale panino alla porchetta delle Feste dell’Unità, vissute in un tempo in cui le bandiere davano fastidio, perché erano talebane, sclerotizzate, tetragone, ma emozionavano per la loro direzione ostinata e contraria. Non solo panini. La musica andina, che noia mortale. “Il dibbbattito” con pensosi segretari criniti e barbuti che sembravano usciti da un cartone animato sovietico. Il cineforum edificante e, manco a dirlo, pedagogico, sulla resistenza. Il gruppeto ideologicamente orientato che non sapeva suonare e veniva invitato perché ‘erano compagni’.

Pessime – davvero – cose di pessimo gusto che non potevano piacere agli spiriti liberi, eppure, se confrontate allo spettacolo di Palermo, in grado di suscitare una ruggente malinconia. Nulla esiste di più rancido del vecchio apparecchiato sulla tavola del cosiddetto nuovo.

Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI