La norma sull'orchestra all'Ars| Lega contro Forza Italia

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Commenti

    EVVIVA L’ALLEGRIA! SEMPRE IN PALAZZI PARTICOLARI……….DA DEMOLIRE PERCHE’ CREANO SOLO SDEGNO E NULL’ALTRO

    L’Orchestra del Mediterraneo crea lavoro a tanti giovani professionisti, pensi invece che l’aumento del 14% della TARI a Catania da lei sostenuto, rappresenta una legge iniqua nei confronti di quel 50% di contribuenti onesti che fanno il loro dovere. Alla demagogia inoperosa siamo già abituati, scelga altri argomenti, perché questi prodotti sembrano vacui. Si faccia suggerire dal suo capitano!! Chissà magari … dagli al negher!!!!

    i deputati regionali di Forza Italia abbiano trovato l’occasione di inserire in finanziaria addirittura l’istituzione di un’orchestra”.

    ecco cosa interessa a forza italia, mentre a noi chiedono sacrifici loro cosa fanno, se la suonano!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Non votate più Forza Italia….. è indifendibile.

    la giunta regionale non legifera per noi dipendenti che abbiamo un contratto scaduto nel 2002 perché non ci sono danari, invece li trovano per la mega orchestra ma sono pazzi rischiano che li denunciamo alla corte dei conti e al tribunale per i diritti dei lavoratori

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Niente di nuovo, né la salsiccia, né Vladimiro portano ottimismo anche se dall'altra parte c'è un signore vicino agli 80 che vuole, sempre vuole, fortissimamente vuole essere ricandidato. Quasi quasi, speriamo che ce la faccia. Ma questi sarebbero capaci di perdere anche con Schifani.

Fare i conti senza l'oste Più che grandi manovre, sembra un meccanismo di legittimazione biunivoca: la coalizione sostiene il presidente, il presidente sostiene il sindaco, il sindaco riconosce il buon operato del presidente e, alla fine, tutti certificano che loro stessi e i propri compagni di coalizione hanno lavorato bene. Ma sulla base di quali indicatori? Una volta si diceva, provocatoriamente, “piove, governo ladro”; oggi sembra che chi governa voglia far valere il principio opposto: “guerra, governo assolto”. Le crisi internazionali esistono e pesano, ma non possono diventare l’alibi permanente per tutto ciò che non funziona. Giudicato e giudicante devono essere distinti: i politici amministrano, i cittadini giudicano. E giudicano sui risultati, non sulle attestazioni di merito che i governanti si attribuiscono. Sanità, strade, acqua, rifiuti, trasporti, lavoro, servizi, qualità della vita, corruzione e criminalità sono gli indicatori veri. Se su questi fronti i problemi restano evidenti, proclamare di avere lavorato bene rischia di apparire più come un’autocertificazione che come una valutazione fondata sui fatti. E quando questa autocertificazione è troppo distante dalla realtà vissuta dai cittadini, può essere percepita come una presa per i fondelli e produrre un effetto boomerang. Il giudizio vero arriverà con il voto: la riconferma non si autocertifica, non si concede tra alleati e non si scambia. Si conquista sui risultati. Altrimenti significa, appunto, fare i conti senza il cittadino.

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