CATANIA – Tra i civici 6 e 7 del Viale Grimaldi di Librino Carlo Burrello avrebbe creato un market dello spaccio di cocaina e marijuana. Una piazza che va inserita nella rete della droga che faceva riferimento ad Andrea Nizza, narcotrafficante che fino a pochi anni fa controllava il mercato di stupefacenti a Catania. Lo scorso ottobre la polizia mette in gattabuia il gestore del bazar dello spaccio e anche i suoi picciotti tutti giovanissimi, Salvatore Conticello, Piero Natale, Carmelo Distefano, Vittorio Cristian Russo, Alfio Agatino Sicali e Gioacchino Strano. I sette sono finiti davanti al Gup, sei di loro saranno processati con il rito abbreviato l’apertura del processo è stata fissata per il prossimo 10 aprile. Processo ordinario invece per Gioacchino Strano.
Le indagini della Squadra Mobile sotto il coordinamento del pm Rocco Liguori riguarda l’arco temporale tra giugno e settembre 2014. A fornire altre indicazioni sull’organigramma criminale sono stati i collaboratori Davide Seminara e Salvatore Cristaudo che hanno indicato come responsabili della “piazza” Dario Caruana, Giovanni Caruana e Giuseppe Nicolosi (coinvolti in altre inchieste sul gruppo di Nizza). Dalle intercettazioni della Narcotici emerge chiaramente il ruolo di Carlo Burrello, che sarebbe il gestore e coordinatore della piazza di spaccio.
I poliziotti che hanno ascoltato le vari conversazioni captate non avranno potuto non notare l’ironia di uno degli imputati: il pusher Salvatore Conticello intona un motivetto per dire al suo capo che nella piazza c’era “movimento lento…”. Solo un fatto isolato perché in quella piazza il “movimento” doveva essere alquanto “trafficato” visto che gli inquirenti hanno stimato un giro d’affari da 10 mila euro al giorno.
Ma torniamo alla figura di Carlo Burrello. Il gestore della piazza è il genero di Marcello Magrì, che secondo l’indagine antimafia Kronos aveva preso un posto di rilievo nella nuova cupola dei Santapaola. Marcello Magrì non è altro che il fratello del più noto Orazio, esponente di rilievo del gruppo della Civita del clan Santapaola e sotto processo per mafia e omicidi.

