La proposta delle associazioni| Niente decibel, contano i watt

La proposta delle associazioni| Niente decibel, contano i watt

I rappresentanti di categoria, Vivo Civile in testa, hanno proposto alla commissione Attività produttive la divisione in tre zone della città: centro, coste e periferie.

PALERMO – Una nuova proposta che rimette in discussione il regolamento sulla movida, che attende ancora di essere approvato da Sala delle Lapidi nonostante denunce, multe e blitx delle forze dell’ordine. Le associazioni di categoria, su iniziativa di Vivo Civile in testa, hanno messo a punto una nuova proposta presentata questa mattina alla commissione Attività produttive di piazza Giulio Cesare.

La principale novità è la divisione della città in tre zone: la rossa, ovvero il centro storico con annessa costa e zone residenziali; la gialla, che comprende le periferie e le aree industriali; la verde, costa e borgate marinare, che ingloba lidi, spiagge e aziende truristiche.

Nella prima, ovvero centro storico e zone residenziali, la musica sarebbe consentita dalla mezzanotte in poi solo a porte chiuse (con spingi porta o un addetto), mentre quella live amplificata o acustica fino alle 23 dal lunedì al giovedì e alle 24 gli altri giorni. No a percussioni amplificate e all’esterno stop alla musica di sottofondo e via libera a quella live in esterno (3 musicisti) con 2 casse da 200 watt l’uno fino alle 23 tranne festivi e prefestivi (alle 24). Nella seconda, periferie e zone industriali, con case più distanti di 100 metri, musica all’interno dei locali fino all’una di notte e all’esterno 1 cassa da 50 watt ogni 25 metri quadrati con musica da sottofondo fino a mezzanotte dal lunedì a giovedì o l’una festivi e prefestivi. La musica live potrà contare su due casse da 200 watt. Nella terza, coste e borgate, 2 casse da 200 watt l’uno per i primi 100 metri quadrati, oltre se ne potrà aggiungere un altro ogni 50. Musica live dalle 19 all’una di notte. Se le case sono a meno di 200 metri si applicano le norme della zona gialla, se a meno di 100 quelle della zona rossa. Serviranno per tutti relazioni fonometriche e carte di identità per i diffusori, inoltre i gruppi dovranno collegare gli strumenti all’impianto del locale che li ospita.

“Oggi in commissione consiliare abbiamo portato la nostra idea di regolamento per quei locali che animano l’intrattenimento serale e notturno palermitano – dice Marcello Robotti, vicepresidente di Vivo Civile – Idea condivisa, e sulla quale abbiamo lavorato in sinergia, con le associazioni di categoria presenti alla riunione di ieri in Confcommercio. Ritengo sia un buon punto di partenza per dare regole certe agli operatori del settore ma soprattutto penso che siano state tenute in grande considerazione, com’è giusto che sia, le esigenze dei residenti. Per alcuni aspetti può sembrare più restrittiva, soprattutto per quelle zone calde della città come il Centro Storico, ma è innegabile che proprio quelle zone abbiano raggiunto un livello di saturazione inaccettabile. Con questa idea è nostra intenzione gettare le basi per una movida intelligente e di qualità, ma soprattutto riteniamo importante la classificazione della città in zone al fine di invogliare chi vuole investire in queste attività ad optare per una scelta mirata. La Commissione ha accolto con grande interesse questa proposta e siamo sicuri che, grazie al senso di responsabilità dimostrato da tutti i soggetti che hanno lavorato per mesi sulla questione, si possa arrivare finalmente a dotare la nostra città di un valido strumento”.

“Una proposta di integrazione alla delibera sulla “Movida” avanzata oggi in commissione attività produttiva dalle associazioni di categorie è interessante per superare gli aspetti che riguardano le emissioni sonore – dice Tony Sala del Mov 139 – La suddivisione in zone con diversi livelli trova un positivo riscontro in quanto in linea con quanto già espresso da me in commissione; pensare ad una suddivisione della città in tre distretti (centro storico, periferia e borgate marinare) in modo da rispondere alle esigenze degli esercenti, dei residenti e dei turisti affronta con successo la mancanza di un piano di zonizzazione per la città. Inoltre, importante elemento di novità è l’esclusione delle discoteche dal suddetto Regolamento in quanto già attività sottoposte al rispetto di altre disposizioni normative. Rimangono tuttavia a mio avviso alcuni nodi da sciogliere che riguardano la gradualità delle sanzioni da elevare ai trasgressori e l’istituto delle deroghe. Non è in dubbio il fatto che è necessario effettuare i controlli avendo cura di arginare l’abusivismo con azioni sul territorio ad opera della Polizia Municipale con la partecipazione delle altre Forze dell’Ordine al fine di tutelare chi esercisce l’attività secondo le regole e gli avventori”.

“Esprimo grande soddisfazione per il lavoro che è stato portato avanti da tutte le associazioni di categoria – dice Paolo Caracarausi (Idv), presidente della Seconda commissione – che hanno accolto le nostre indicazioni. In una città difficile come questa, spesso terra di nessuno in mano agli abusivi, trovare in chi rappresenta le attività in regola disponibilità al rispetto delle norme è incoraggiante e ci fa ben sperare. Nei prossimi giorni elaboreremo un maxi emendamento che tenga conto delle indicazioni di tutti e che sottoporremo in primis all’assessore, che mi ha espresso soddisfazione, e subito dopo andremo in Aula con la speranza che il consiglio comunale dia celermente il via libera al regolamento”.

“La proposta delle associazioni non solo non è risolutiva ma destinata a creare maggiore incertezza, visto che le misurazioni non si fanno in watt ma in decibel: chi e come potrà farle e che valore avranno? – dice Maurizio Li Muli della Quinta circoscrizione – Dopo due anni di discussione siamo ancora al punto di partenza, un Consiglio Comunale “paludoso” ed una Amministrazione che non sa che pesci prendere. Si continua con provvedimenti tampone e “fantasiosi”, adesso anche la ripartizione a colori della città e la misurazione in watt; quando la legislazione nazionale fin dal 1991 prevede la zonizzazzione e precisi limiti misurati secondo misurazioni in decibel. Siamo alla farsa, adesso le proposte prevedono anche il numero di casse acustiche utilizzabili di che tipo ed in quali spazi. Smettiamola una buona volta, si dia vita al Piano zonale della cittá e si applichi la legislazione nazionale ed europea, unico modo per risolvere definitivamente la questione, tutto il resto sono i soliti pannicelli caldi pre estivi”.


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