La seconda guerra di mafia in scatti |Gentile: "Le foto raccontano la storia"

La seconda guerra di mafia in scatti |Gentile: “Le foto raccontano la storia”

La giornata è stata organizzata in occasione dell’uscita in libreria del libro “La guerra – Una storia Siciliana”.

la giornata di studi
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CATANIA – Un soldato in procinto di morire, un sorriso complice tra due magistrati simbolo della lotta alla mafia quali Giovani Falcone e Paolo Borsellino. Fotografia e storia, fotografia e guerra, fotografia e mafia. Si è svolta nella sede dalla Facoltà di Scienze politiche, a Catania, la giornata di studi “Fotografia e storia. Il racconto della seconda guerra di mafia”. Un incontro che ha affrontato lo stretto legame tra l’arte fotografica e la recente storia della seconda guerra di mafia degli anni ’90, organizzata dall’associazione culturale Photo Graphia in collaborazione con il Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università degli studi di Catania, la casa editrice Postcart e l’Associazione Libera.

La giornata è stata organizzata in occasione dell’uscita in libreria del libro “La guerra – Una storia Siciliana”, di Tony Gentile, a cura di Giuseppe Prode. Gentile è l’autore della più famosa fotografia che ritrae i due magistrati Falcone e Borsellino e che è divenuta icona della legalità. Un libro concepito a quattro mani che mette insieme il racconto di Davide Enia, della sua storia intima dell’infanzia palermitana e di quanto le stragi del 92 abbiano trasformato la sua vita e la vita di molti siciliani e una serie di negativi realizzati da Gentile a Palermo tra il 1989 e il 1996.

“Un libro per cercare di capire il mondo in cui viviamo – spiega Gentile – dominato dalle immagini che devo essere raccolte e guardate con senso critico. Anche con le foto si può fare antimafia”. Gentile ha scelto l’Ucciardone di Palermo, infatti, per la prima presentazione del volume.  Una scelta simbolica per l’autore “perché anche in carcere va fatta cultura e antimafia”.

Consapevole che le fotografie non sono solo prove storiche, sono materiale storico esse stesse. I fotografi, come gli storici, operano una selezione sugli aspetti del mondo reale che intendono rappresentare e lo fissano in un “per sempre”. “Provo a non mettere niente di mio – continua Gentile. Ho avuto la fortuna di raccogliere nel mio archivio singoli fatti di cronaca che insieme raccontano una società. Con questo libro non volevamo solo un racconto analitico ma volevamo emozionare.

 

 

 

 

 

 

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