La Sicilia che (non) vorrei: scrive Pierpaolo Montalto

La Sicilia che non vorrei? Quella di oggi. Cosa fare per cambiarla

Pierpaolo Montalto
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La Sicilia che non vorrei? Purtroppo è quella che stiamo già vivendo. È una cosa molto triste da scrivere, ma la verità è che adesso in Sicilia si vive davvero male. Non credo che serva il solito estenuante elenco di problemi irrisolti, di disastri e di scandali giudiziari, per sostenere la mia opinione. Purtroppo è una realtà che si legge negli occhi della gente.

Sono gli sguardi delle persone a raccontarci la Sicilia che non vogliamo. Sono gli occhi smarriti dei viaggiatori che vagano senza informazioni per l’aeroporto di Fontanarossa o quelli degli automobilisti per ore in fila sulle fatiscenti autostrade siciliane; sono gli occhi sgomenti di chi si imbatte in una discarica abusiva nel bel mezzo di un paradiso naturale; sono gli occhi traditi di un operaia/o licenziata/o dopo aver lavorato 20 anni per la stessa azienda; sono gli occhi tristi delle ragazze e dei ragazzi costrette/i a emigrare per avere un futuro o quelli ormai senza futuro dei giovani dei quartieri popolari di Palermo e Catania, che si contendono a colpi di pistola una piazza di spaccio; sono occhi che ci raccontano una terribile realtà che mai avremmo voluto, ma con la quale ora ci tocca fare i conti.

Quale Sicilia, quindi, non voglio nel prossimo futuro? Quella che non possiamo più permetterci! Quella che non riesce a fare finalmente i conti con la sua storia, quella che ancora una volta gira le spalle alla sua gente, al suo mare, al suo territorio, quella che ancora una volta tradisce se stessa.

Può sembrare un discorso scontato, un esercizio di retorica, ma è invece un monito, rivolto non tanto a una società divisa, frammentata, impaurita e confusa, ma piuttosto alla politica. Un monito che vuole rappresentare un appello per le forze democratiche e di sinistra e una sfida senza quartiere alle destre.

Siamo tutte/i stanche/i delle brutte notizie, della corruzione, della connivenza e del malgoverno, non ne possiamo più di vedere una terra preziosa deturpata e la sua gente imbarbarita, ma io non sopporto più neanche la mera e rituale indignazione di maniera.

Ora serve cambiare davvero! I problemi li conosciamo tutti e conosciamo pure i responsabili: per ben 16 degli ultimi 25 anni la Regione Sicilia è stata governata dal centrodestra. Uno strapotere elettorale, rafforzato anche dal governo della stragrande maggioranza dei comuni e delle grandi città. Per 9 anni, le veci del centrodestra le hanno fatte, invece, i governi Lombardo e Crocetta: governi altrettanto disastrosi, nati da coalizioni fortemente egemonizzate da forze politiche centriste e pressoché identici al centrodestra, sia sotto il profilo del tracollo etico e morale della politica, sia sotto quello delle politiche sbagliate e delle scelte assolutamente fallimentari.

Se, infatti, il centrodestra è stato l’assoluto protagonista del disastro siciliano, chi doveva costruire l’opposizione troppe volte ha avuto il torto di non esserci o, peggio, di consegnarsi politicamente all’avversario.

Il primo passo verso la Sicilia che vorrei, lo deve fare quindi la politica che ha ancora anticorpi ed energie sane, che può contare su un popolo vivo, con una coscienza critica e che, nei momenti cruciali, sa ancora reagire. Dobbiamo, perciò, ritrovare una vera unità, fondata su una credibilità e su obiettivi radicalmente nuovi.

Basta maxiemendamenti concordati all’Ars con il centrodestra, basta alleanze innaturali, consociativismo e politiche di destra. Vogliamo l’acqua bene comune, la sanità pubblica efficiente, il diritto a un lavoro sicuro, il diritto di spostarci in libertà e sicurezza e quello a vivere in un ambiente sano e protetto? Allora scriviamo un programma e proviamo davvero a vincere per realizzarlo.

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Occorre senz’altro ricostruire una nuova coscienza civica, basata su educazione ambientale, rispetto per gli altri e rifiuto delle logiche mafiose di sopraffazione, ma innanzitutto bisogna edificare, mattone su mattone, una speranza, reale e solida, in un cambiamento formidabile, in una rivoluzione possibile. Cominciamo dalle fondamenta, mettendoci al lavoro per primi, con tutto il nostro instancabile impegno.

Pierpaolo Montalto segretario regionale Sinistra Italiana-Alleanza Verdi Sinistra


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