CATANIA – Hanno partecipato 300 alunni, docenti, dirigenti, rappresentanti del mondo della cultura, dell’associazionismo e delle Istituzioni. Grande successo per la seconda edizione del Concorso interscolastico ”A scuola di sostenibilità ambientale” realizzato dall’Istituto “Vaccarini”, da anni promotore di un progetto attento alle problematiche dell’ambiente e promotore di cultura ambientale. Corti , documentari e spot, favole e fiabe ecologiche sono stati realizzati da 12 scuole.
Sono stati presentati 90 lavori e una giuria di esperti ne ha selezionati 12. Sono premiati ragazze e ragazzi delle scuole medie “Carducci”, “Maiorana”, “Dusmet” , “XX Settembre” , del Liceo “Principe Umberto”, del Liceo e dell’industriale “Vaccarini”. “Creare alleanze tra scuole del territorio, rendere permanenti i processi della cultura e cura dell’ambiente- osserva la professoressa Pina Arena, che ha coordinato l’iniziativa insieme alle Cettina Sabina e Caterina Chiofalo- e coinvolgere tutte le forze attive del Territorio in un progetto unico: è questo il nostro obiettivo” .
E l’azienda “Villa Ingrid” ha sostenuto l’idea , finanziando il progetto e offrendo alla scuola l’opportunità di donare libri , giochi ecologici, materiale elettronico per i vincitori delle due categorie del Concorso. A premiare i giovani talenti della sostenibilità ambientale ci sono l’assessore all’ambiente di Catania, Rosario D’Agata, il presidente di Rifiuti Zero, Danilo Pulvirenti, il coordinatore di Cittainsieme giovani, Mirko Viola, il presidente diell’Ordine dei Chimici, Claudio Torrisi, la scrittrice Giovanna Brogna, l’ex Preside dell’IIS”Vaccarini” , Corrado Camarda. La parola ai giovani talenti: hanno determinazione e voglia di mondo pulito. “L’acqua è vita” di Costanza Franzì rappresenta con grazia la necessità di curare il risparmio di acqua; il “Boschetto incantato” di Stefania Rizzo racconta il desiderio di natura e di preservare un universo che sparisce man mano; ““Il riciclo dei rifiuti” di Ludovico D’Agostino attraversa la città denunciando un disastro aperto sul quale bisogna intervenire. Dopo le parole i nostri ragazzi aspettano gli atti. Ma le loro parole sono già atti.

