La vendetta di Guidolin | Palermo, così non va

La vendetta di Guidolin | Palermo, così non va

ANCORA UNA SCONFITTA ESTERNA
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La vendetta è un piatto che si mangia surgelato. Lo sa benissimo Checco Guidolin che tanto ha dato al Palermo, per ricevere in cambio solo gloria effimera e giudizi poco lusinghieri. Oggi, col suo calcio semplice ha fatto a fette il calcio complicato di Walter Zenga per un robusto elogio della tradizione. Ovvero: meglio giocare con gli uomini al solito posto che inventare pirotecniche girandole di calciatori e schemi, in un gigantesco e spettacolare fremito di confusione. Dobbiamo dirlo chiaro: Zenga, così non va. Perché quella formazione iniziale senza Miccoli? Perché quelle continue variazioni d’assetto che hanno finito per mandare in bambola i rosanero, vestiti con una orrida casacca rosa-pigiamino? Il gol di testa di Zaccardo (Rubinho, esci)  su assist di Lanzafame (la vendetta, etc, etc…) è apparso un evento logico, la conseguenza di tattiche ordinate a petto di sconclusionate architetture pallonare. Il primo tempo è volato via, confortando la supremazia dei pur non trascendentali Ducali.
Con l’ingresso di Miccoli nella ripresa la musica è cambiata e questo va a disdoro ulteriore del coach Z capace di lasciare in panca cotanto campioe. Però la banda di Walter si è prodotta in una serie di scosse intermittenti che il Parma ha ben controllato e – fino a quel punto – l’occasione migliore era sempre il palo di Paloschi – altra incornata all’incrocio – a Ruby battuto. Secondo consuetudine negli ultimi dieci minuti si è assistito al solito ammassamento di punte alla frontiera della porta di Mirante che – per forza di inerzia – ha prodotto un paio di occasioni (Cassani sventato da un ottimo balzo del portiere e Miccoli fermato da Lucarelli a un passo dal gol). Da segnalare un rigore non concesso ai rosa per evidente fallo di mani di Mariga. Ma l’indomito forcing finale, casomai, accresce i rimpianti. Il Palermo sarebbe anche una squadra attrezzata per fare bene in una serie A senza troppi padroni. Ma è necessario che sia messo in campo con logica e semplicità. Tutto il contrario di quello che si è visto fin qui. R.P.

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