"L'alleanza col Pdl? Ci direbbero: | correte con gli amici di Cammarata..."

“L’alleanza col Pdl? Ci direbbero: | correte con gli amici di Cammarata…”

Palermo 2012. Intervista a Briguglio (Fli)
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“Un’alleanza col Pdl per la corsa a sindaco di Palermo non farebbe altro che danneggiare Costa”. Il coordinatore siciliano di Fli Carmelo Briguglio tiene chiusa la porta. Per il momento. È il day after dell’incontro romano tra Angelino Alfano e i leader del Pdl, che ha lasciato sul tavolo una “dichiarazione di disponibilità” di Francesco Cascio, ma anche una manifestazione d’interesse al progetto Costa. “Ma se ci alleassimo col Pdl – si chiede Briguglio – cosa risponderemmo a chi ci dirà che corriamo insieme agli amici di Cammarata?”.

Insomma, dopo le notizie diffuse ieri sera, Francesco Cascio, secondo lei, è un nuovo avversario o un possibile alleato?
“Io considero Cascio un avversario di tutto rispetto. La sua discesa in campo ridarebbe dignità alla politica, al Pdl e alla competizione elettorale. Però…”

Però?
“Non vorrei si tratti solo di una finzione. Di una mossa di tipo puramente tattico”.

Ovvero, una finta per poi provare a convergere su Costa…
“Esatto. In realtà il Pdl non riesce a trovare un candidato e ha finito per ‘pietire’ l’alleanza col nostro candidato”.

A dire il vero, è stato proprio Costa a parlare con Live Sicilia della necessità di una candidatura, di un progetto “inclusivo”.
“Io credo che Massimo si stia impegnando sul progetto, sul programma. Le alleanze le fanno i partiti, come del resto anche lui ha precisato”.

E i partiti non intendono “includere”?
“Qui si tratterebbe di accogliere nel nostro progetto un partito chiaramente finito. Incapace di presentare un proprio candidato dopo aver governato questa città per oltre dieci anni”.

Lei non vede il rischio che la corsa contemporanea di Cascio e Costa finirebbe per danneggiare entrambi?
“Io sono certo che Costa andrà al ballottaggio prendendo il doppio dei voti del candidato del Pdl. Anche se fosse Francesco Cascio”.

Eppure molti pensano che lo stesso Costa sia cresciuto in ambienti non così lontani a quelli rappresentati dall’elettorato del Pdl.
“Massimo Costa rappresenta esattamente il contrario: è il candidato di rottura e di discontinuità. La presenza del Pdl sarebbe solo una zavorra, gli farebbe solo del male. Ma chi ce lo fa fare?”.

Cosa vuole dire?
“Si immagini cosa direbbero a lui e ai partiti che lo sostengono, ad esempio, Rita Borsellino o Leoluca Orlando: è facile prevedere che ci accuserebbero di essere gli stessi che hanno sostenuto Cammarata”.

Già, ma Costa ha detto anche di credere nella “redenzione” anche di chi ha governato in passato.
“Certo, ma se vogliamo rimanere nel campo dei termini ‘religiosi’, allora bisogna precisare che la redenzione presuppone un atto di confessione, anzi, di penitenza”.

Quindi, la volontà di “allargare” manifestata da Costa come va letta?
“Credo che Costa si riferisse alla società, alle forze vitali di Palermo, non tanto ai partiti”.

Eppure quelle parole di Costa somigliano molto a quelle pronunciate qualche giorno prima dal segretario regionale dell’Udc Giampiero D’Alia.
“Guardi, io le posso dire che Fli, come ha già espresso anche in occasione dei vertici politici del partito, si considera  alternativo al Pdl. Non posso negare, però, che all’interno del Terzo polo, al momento, ci si trovi in una fase di accesa dialettica che merita rispetto…”.

Insomma, Udc e Grande Sud sono per l’apertura al Pdl…
“Il discorso è più complesso e le origini credo vadano ricercato anche negli equilibri nazionali. In fondo, come sostengono in molti, Angelino Alfano si ‘gioca’ molto della sua leadership del partito in queste elezioni amministrative”.

E quelli regionali, invece? Voi state sostenendo un candidato insieme a due partiti che oggi all’Ars si trovano all’opposizione. E addirittura si pensa al Pdl…
“Noi abbiamo sempre lavorato per ricomporre la frattura tra il governo e l’Udc. Anzi, auspico, e anche in questo caso ci stiamo muovendo concretamente, un allargamento a Grande Sud. Speriamo rientrino anche loro. Del resto sono stati al governo fino a poco tempo fa”.

A proposito di equilibri alla Regione, che ne pensa delle parole di D’Alia, che si dice convinto che, alla fine, il presidente Lombardo finirà per sostenere Fabrizio Ferrandelli?
“Io posso solo dire che Lombardo ha partecipato alla scelta di Costa esattamente come Fini e Casini. Il resto mi sembrano solo fantasie”.

Dopo la conferenza stampa di presentazione del vostro candidato, i commenti sono stati diversi, anche caustici in alcuni casi. Lei che impressione ha avuto?
“Io conosco Massimo Costa da diversi anni. Ma quella conferenza mi ha confermato che siamo di fronte a una personalità forte, una vera novità con cui tutti dovranno fare i conti. È un giovane fortemente animato dalla voglia di ‘fare”. E con una visione ‘ascetica’ del suo impegno politico che gli fa onore”.

Anche quando dice di non avere preclusioni per nessuno?
“Lui parla alle persone, alla città. Al resto pensano i partiti”.


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