Lampedusa, due "mini sbarchi" | Il sindaco: "Il porto è aperto"

Lampedusa, due “mini sbarchi” | Il sindaco: “Il porto è aperto”

Anche in questo caso si tratterebbe di un'imbarcazione messa in mare da una "nave madre".

Immigrazione
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LAMPEDUSA (AGRIGENTO) – L’ultima barca con 23 migranti a bordo è entrata nel porto di Lampedusa lunedì notte, intorno alle 22.30. Quattro ore prima un altro battello con 16 persone era stato intercettato da una motovedetta dei carabinieri all’imboccatura dello scalo marittimo. Due “mini sbarchi” nel giro di poche ore, secondo quella che sembra ormai essere diventata una nuova metodologia messa in atto dai trafficanti: piccoli barchini in vetroresina, spinti da un motore fuori bordo, che verrebbero calati in mare a poche miglia dalla costa italiana da alcune “navi madre”. Secondo le forze dell’ordine, infatti, le imbarcazioni approdate nell’isola difficilmente avrebbero potuto affrontare la traversata dalle coste nordafricane.

La rotta verso Lampedusa con l’ausilio di questa nuova “tecnica” sta producendo i suoi frutti, visto che sul versante sud occidentale del Mediterraneo gli arrivi si stanno susseguendo a un ritmo sempre più incalzante. Dall’inizio dell’anno sono infatti una decina gli sbarchi a piccoli gruppi che si sono registrati sull’isola delle Pelagie, per un numero complessivo di 199 migranti.

“Come si vede il porto è aperto”, commenta il sindaco di Lampedusa Totò Martello ironizzando sulla “linea dura” del vice premier e ministro dell’Interno Matteo Salvini. Un riferimento esplicito al caso recente della Mare Jonio, la nave della Ong italiana Mediterranea fermata dalla Guardia di Finanza al largo dell’isola prima del via libera allo sbarco dei 49 migranti. “Nel caso delle ultime due imbarcazioni approdate direttamente in porto – osserva il sindaco – nessuno si è accorto di niente. Il perchè è semplice: non ci sono controlli. Così mentre da un lato il governo continua a raccontare che in Italia i porti restano chiusi, a Lampedusa i migranti continuano ad arrivare tranquillamente”.

Gli ultimi 39 giunti ieri sull’isola con le due piccole imbarcazioni sono stati trasferiti nell’hot spot dell’isola. Tra di loro anche dieci donne (tre delle quali in stato di gravidanza) e quattro bambini.

Intanto prosegue l’inchiesta della Procura di Agrigento sul “caso” della Mare Jonio. Il procuratore aggiunto Salvatore Vella e il Pm Cecilia Baravelli martedì prossimo torneranno a interrogare il capo missione della Ong Mediterranea Luca Casarini, che venerdì scorso è stato iscritto nel registro degli indagati. Nei confronti di Casarini vengono mosse le stesse contestazioni a carico del comandante della nave, Pietro Marrone, ossia favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e rifiuto di obbedire all’ordine imposto dalle autorità di arrestare l’imbarcazione.

(ANSA)


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