Le cimici a casa di "Saro U Rossu" |Cristaudo: "Faceva il doppio gioco"

Le cimici a casa di “Saro U Rossu” |Cristaudo: “Faceva il doppio gioco”

Le microspie a casa di Rosario Lombardo. E anche i verbali dei pentiti inseriti nei faldoni dell'inchiesta Carthago 2.

Le indagini
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CATANIA – Avrebbe fatto il doppio gioco Rosario Lombardo. Nelle ottantasei pagine dell’ordinanza firmata da Anna Maggiore viene fuori il profilo del boss di via Biagio Pecorino, uno degli indagati chiave dell’inchiesta Carthago 2. “Saru U Rossu” avrebbe legato con Marcello Magrì sapendo che il fratello del santapoaliano e killer Orazio voleva “scalzare” Andrea Nizza nella “governance” del traffico di droga a Librino. A raccontarlo sono una serie di pentiti tra cui due che hanno deciso di fare il salto del fosso negli ultimi due anni, Salvatore Cristaudo e Angelo Bombace.

Rosario Lombardo è riuscito a rimanere uno dei capi del gruppo Nizza in questi anni “approfittando della propria condizione di incompatibilità carceraria”, scrive la Gip Anna Maggiore passando in rassegna il materiale probatorio inserito nella richiesta di custodia cautelare presentata dai pm Rocco Liguori e Lina Trovato. Nella sua casa di San Giorgio Lombardo “ha proseguito nel propri affari illeciti ospitando gli affiliati mafiosi nella propria abitazione dove si tenevano dei veri e propri summit mafiosi tra i vertici operativi del clan Santapaola, e continuando ad occuparsi dell’attività organizzata di “spaccio” di droga operante nel quartiere di San Cristoforo”. Già nel 2014 Davide Seminara, ex affiliato del gruppo Nizza, raccontava: “So che il Lombardo, nonostante sia sottoposto agli arresti domiciliari nella sua abitazione continua a ricevere appartenenti al clan. Le discussioni avvenivano o nell’androne o all’interno del bagno, in tal caso – riferisce il collaboratore – apriva il rubinetto per creare rumori di sottofondo che potessero disturbare eventuali intercettazioni”.

E’ Salvatore Cristaudo a fornire dettagli sul comportamento poco trasparente nei confronti di Andrea Nizza, all’epoca latitante. “L’ultima riunione a cui ho partecipate è stata quella poco prima del mio fermo (inizio 2015, ndr) in cui è stata ufficializzata la reggenza di Marcello Magrì, fratello di Orazio, al posto dei fratelli Nizza e di Andrea latitante. Marcello voleva scalzare Andrea Nizza e Saro Lombardo era d’accordo”. Cristaudo racconta che “quando è stato scarcerato Marcello Magri, la situazione è cambiata, molti affiliati del gruppo hanno iniziato a lamentarsi per il fatto che “stavano facendo tutti la fame” mentre Andrea Nizza sperperava i soldi e ciò non andava bene perché il provento delle piazze di spaccio era della famiglia Santapaola e non di Andrea Nizza”. Il collaboratore di giustizia poi è più preciso: “In questo momento (anno 2015, ndr) Saro Lombardo sta facendo una sorta di doppio gioco perché, pur apparentemente sempre con Andrea Nizza, in realtà si sta avvicinando a Francesco Santapaola con il quale vi sono Marcello Magrì….”. Cristaudo spiega ai magistrati: “Sta simpatizzando per Francesco Santapaola e sta sostenendo quest’ultimo e Marcello Magrì”.

Angelo Bombace, l’ultimo in ordine di tempo dei soldati dei Nizza a essere entrato nel programma di protezione, racconta: “Dopo l’arresto di Martino Cristaudo mi sono recato a casa di Saro Lombardo per portargli i soldi del traffico di stupefacenti”. Angelo Bombace avrebbe partecipato a diversi summit a casa di Saro U Rossu. In via Biagio Pecorino avrebbe incontrato Francesco Santapaola, Marcello Magrì e gli altri esponenti del clan. Gli incontri a casa di Lombardo sarebbero avvenuti con tutte le precauzioni del caso: “Quando si tenevano le riunioni degli affiliati presso la sua abitazione non c’erano rischi di controlli della polizia perché lui aveva le vedette che lo avvisavano per tempo”, racconta Bombace.

I carabinieri nel 2015 piazzano le cimici a casa del boss mentre era ai domiciliari. Intercettazioni che secondo la Gip Anna Maggiore forniscono un importante riscontro investigativo sul “vincolo gerarchico” tra i “partecipi all’associazione”. Le microspie captano una conversazione tra Saro Lombardo , Martino Cristaudo e Eros Salvatore Condorelli (il primo fidatissimo di Andrea Nizza e il secondo il cognato dell’ex capo di Librino), Saro U Rossu lasciava “intendere che i soldi degli stipendi andavano divisi tra gli associati ma in modo diverso a seconda dell’importanza degli associati”, scrive la Gip nell’ordinanza. Ma oltre questo le cimici dimostrerebbero “’esistenza di una cassa comune” dove sarebbero confluiti i soldi della droga e delle estorsioni. In particolare a gennaio del 2015 i carabinieri captano una conversazione tra Rosario Lombardo e Silvio Corra. I due discutono dei proventi della droga del quartiere di San Giovanni Galermo, Corra sarebbe stato investito dal boss del ruolo di “esattore”. Viene seguita in diretta la consegna anche di una certa somma di denaro da parte di Corra a Lombardo. Il boss registrato dalle microspie afferma: “Sono nove e novanta… sono tremila nove e novanta… mancano mi pare dieci euro… questi sono per te….”. Saru U Rossu consegna lo stipendio a Corra. LEGGI LE ALTRE INTERCETTAZIONI. 

La Gip ha inviato gli atti all’autorità giudiziaria competente rispetto alle due condanne per mafia e droga (una è definitiva) inflitte a Rosario Lombardo per valutare la misura cautelare più idonea rispetto alle sue condizioni di salute.


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