Caro Direttore, dai dieci contributi e dai venti commenti emerge un quadro abbastanza netto: i problemi sono largamente condivisi — salute, lavoro e giovani, servizi pubblici, infrastrutture — e anche le risorse sono riconosciute: competenze, università, imprese, professionalità. Ma bisogni e competenze spesso non si incontrano. I contributi indicano soprattutto problemi e possibili soluzioni; i cittadini chiedono con maggiore forza responsabilità, concretezza e risultati. È proprio nel punto di incontro tra bisogni e risposte che la politica assume un ruolo decisivo. L’intervento di Giorgio Mulè offre una prima risposta politica a questo disallineamento: partire dai bisogni, programmare gli interventi, far prevalere merito e competenze sulle appartenenze e misurare i risultati. Sarebbe importante che questo rapporto tra bisogni dei cittadini e impegno politico fosse dichiarato da tutti gli intervistati: avremmo una prima agenda pubblica delle priorità e degli impegni. Perché non indirizzare allora “La Sicilia che (non) vorrei” su due domande capaci di individuare le priorità e promuovere trasparenza civica? Quale problema della Sicilia affronterebbe per primo? Lo stato di avanzamento dei progetti deve essere trasparente, fruibile e aperto alle osservazioni dei cittadini? SÌ o NO.

Quindi tirando le somme sempre positiva l’esperienza di Orlando e per tutto quello che non funziona la colpa è sempre degli altri, anche dell’opposizione che non collabora
Cosa deve dire chi faceva parte delle Rete.
Ecco pensate al vostro sindaco. Il presidente della regione è libero di fare alleanza con la Lega.
A) “Un progetto credibile e un candidato sindaco che non disperdano il meglio che l’esperienza orlandiana ha portato alla città di Palermo, e non è poco”.
B) “… inutile negarlo, si coglie una difficoltà di governo nelle cose normali, la pulizia delle strade, l’illuminazione pubblica, i trasporti, il controllo del territorio comunale attraverso la polizia municipale le cui divise non si ricordano tanto è difficile incontrarle”.
C) “…una rivoluzione culturale è stata avviata sui temi, per esempio, della legalità e della mobilità…”
Un’arrampica pro Orlando Cascio sugli specchi che Palermo non merita. Proprio.
La realtà è che Palermo è carica di problemi irrisolti… questa è l’eredità che l’attuale inquilino di “Palazzo delle Aquile” lascerà e nient’altro.