Lettera di minacce a Ciancimino jr - Live Sicilia

Lettera di minacce a Ciancimino jr

Intimidazione per gli avvocati
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E’ stato arrestato per avere calunniato l’ex capo della polizia Gianni De Gennaro. Poi, è venuta fuori la storia della dinamite che lui stesso ha fatto trovare nel giardino di casa. Ha trascorso quasi nove mesi fra carcere e arresti domiciliari prima di tornare in libertà. Nel frattempo Massimo Ciancimino non ha mai smesso di subire minacce. Alcune delle quali indirizzate anche agli avvocati che lo difendono. In una lettera si fa riferimento alla scuola frequentata dal figlio di Ciancimino jr e alla dinamite che ha raccontato di avere ricevuto nella sua casa di Bologna prima di trasportarla a Palermo. Nella missiva Massimo Ciancimino viene invitato a dichiarare ai magistrati di essersi inventato tutto. Vengono richiamati alcuni articoli di giornali in cui i fratelli del figlio di don Vito prendono le distanze dall’uomo che da anni collabora con i pubblici ministeri che indagano sulla esistenza della trattativa fra la mafia e lo Stato durante la stagione delle stragi.

Ciancimino jr spiega di non volere rilasciare interviste. Si limita a dire che nei suoi confronti c’è stata “una campagna di stampa per sostenere la mia inattendibilità. Sto ancora cercando di capire qual siano stati i benefici che ho ricevuto per avere parlato di alcuni argomenti”. Certo, ammesso che ci sia stata una campagna mediatica, Ciancimino jr ci ha messo del suo per alimentarla. La vicenda dei candelotti di dinamite è solo l’ultima di una lunga serie di “colpi di scena”. E se glielo ricordi, lui ammette che “ho sbagliato e sto pagando”, ma ricorda che “non è facile fare i conti con la paura”.

In un’altra lettera minatoria vengono tirati in ballo i legali di Ciancimino jr, gli avvocati Francesca Russo e Roberto D’Agostino. Questo il contenuto: “Come ti abbiano detto forse se ascolti i nostri consigli può ancora rimediare devi dire che ti sei inventato tutto perché speri nel dissequestro del tesoro, sappiamo i tuoi spostamenti, anche tua moglie il tuo caro avvocato son sotto osservazione…”.

(nella foto la lettera minatoria)

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Commenti

    In effetti queste lettere minatorie sono un altro colpo di scena.
    Si presume che qualcuno consigli per iscritto cosa fare, ritrattando le “rivelazioni”.
    Quindi se le minacce sono vere anche le “rivelazioni” del figlio dell’ex sindaco corleonese di Palermo sarebbero vere. Perchè minacciarlo altrimenti?
    Gli avvocati sapranno utilizzarle a difesa del loro assistito.
    Peccato che nessuno, salvo ulteriori ed improbabilissimi colpi di scena, potrà dirci chi ha scritto e inviato le lettere e soprattutto se le minacce sono autentiche.
    In questa storia siamo ormai abituati alle lettere, agli appunti e alle copie degli appunti e delle lettere.

    Tuttavia mi viene da pensare a quanto è stupido chi ha scritto queste lettere di “minacce”: che bisogno c’è di scriverle quando chi le riceve si è screditato da solo?

    hahhahahahahha, un’altra trovata per farsi dare la scorta ed essee considerato credibile, e che deve dire più di quello che ha detto, adesso lo deve fare diventare credibile con le pseudo minaccie. altra film e noi paghiamo

    Spreco di denaro pubblico.
    Comunque, fa fare statistica.
    Non ci sono più i criminali di una volta!

    E’ una vergogna che tutto questo accada nel silenzio complice delle istituzioni.

    Massimo Ciancimino è un importante testimone in numerose indagini e processi in corso, testimone di fatti gravi e delicati, in tanti hanno interesse a fermarlo, da pezzi delle istituzioni “deviate” (diciamo così) fino ad arrivare a Cosa Nostra. Lui e la sua famiglia ricevono tuttora terribili minacce e intimidazioni e il Ministero degli Interni revoca la scorta prima a lui e poi ai suoi familiari. Sulla base di quali motivazioni? Non è dato sapere… Che segnale vuole dare lo Stato? Che è meglio non collaborare, non testimoniare su certi argomenti? La risposta è scontata.

    Vedo invece che c’è la solita difficoltà a fare una seria riflessione sulla vergognosa campagna di delegittimazione che è stata artatamente messa in moto contro Massimo Ciancimino, una campagna di cui molti si sono fatti strumento spesso più o meno inconsapevolmente. I candelotti di dinamite hanno una semplice spiegazione, forse la stampa avrebbe potuto dare una mano a capire invece che alimentare la disinformazione: certo Massimo Ciancimino non li teneva a casa per hobby, ha ricevuto delle serie minacce rivolte al suo bambino, in cui lo si invitava a non denunciare e ha reagito sbagliando forse, ma come un padre poteva reagire. Senza dubbio avrebbe denunciato se si fosse sentito tutelato da uno Stato invece assente e spesso ostile, sottoposto al fuoco di una feroce campagna di delegittimazione. Perché è facile giudicare e dire che doveva denunciare subito il tutto, ma sappiamo bene che ci sarebbe stato chi avrebbe detto che se l’era mandata lui, come già qualche arguto commentatore afferma riguardo queste minacce.

    Mi piacerebbe che qualcuno si domandasse come è possibile che un testimone così importante e così gravemente minacciato, sotto scorta, abbia potuto ricevere a casa dei suoceri un pacco con 35 candelotti di dinamite…. dov’era lo Stato?

    Certamente quando si finisce vittime della macchina del fango è molto difficile difendersi, perché piccoli errori vengono ingigantiti, ogni cosa viene deformata e presentata per quello che non è. Quante volte leggiamo notizie completamente false, diffuse per intimidire o per delegittimare… notizie che escono sempre dai medesimi canali che a chi segue con attenzione sono ben chiari e tutti riconducibili al sistema che vuole fermare Massimo Ciancimino, ma poi irrimediabilmente riprese acriticamente da tanti mezzi di informazione che non si preoccupano di verificarne la veridicità.

    Intanto tutto questo fumo delegittimante distoglie dalla cosa più importante, le dichiarazioni di Massimo Ciancimino, perché sarà un caso forse che il supertestimone finisce in tutti questi guai da quando ha fatto il nome del capo dei servizi segreti, un tale Gianni De Gennaro?

    Per fortuna ci sono persone che le domande se le fanno e che ragionano con la loro testa.

    Lui che ha parlato sta pagando, oltre che con le minaccie, anche legalmente con il sequestro dei beni e le responsabilità, che tra l’altro sarebbero cadute in prescrizione, ma con lui la giustizia è più giustizialista che con gl’altri, mentre i fratelli che nulla videro e nulla sanno vivono senza particolari attenzioni da parte della legge… chissà perchè? non sta mica facendo i nomi di chi dirige lo sporco teatrino della politica italiana e degl’uomini delle istituzioni collusi? non avrà mica tirato in ballo l’attuale capo dei servizi segreti?
    Mentre lo Stato gli aveva garantito protezione, non ha percaso ricevuto 30 candelotti di dinamite, a mostrargli la potenza di chi lo minacciava, e tirando in ballo anche il bambino di 7 anni?
    Non è che per quella mancanza dello Stato, una persona caduta nel panico ha perso la fiducia in quello stesso Stato, preferendo tacere l’accaduto a protezione dei propri cari, e proprio per questo è stato accusato e incarcerato con misura cautelativa per possesso di esplosivo?
    Non occorre essere gli uomini più inteligenti del mondo per capire come stanno le cose.
    In Italia la scorta ce l’ha Dell’Utri, condannato fino al secondo grado di giudizio per associazione mafiosa, e tantissimi altri che mai hanno ricevuto minacce e nulla fà pensare che mai le riceveranno, e attualmente NON ce l’ha il figlio di 7 anni, la moglie e il testimone di giustizia che sta donando un insostituibile contributo molto prezioso ai magistrati che indagano sulla storia d’Italia e le collusioni delle sue istituzioni. Quando la legge prevederebbe anche per l’ultimo dei pentiti che decide di collaborare con giustizia un programma di protezione!
    Non posso credere che una persona non sia in grado di comprendere cosa sta accadendo!

    Dica ai magistrati dov’è il malloppo del “sacco di Palermo”.
    Se suo padre aveva tanta fiducia da confidargli le trame segrete della vera mafia imprenditoriale e politica degli anni 60/70, a maggior ragione gli ha consegnato il malloppo. Lo consegni e avrà un’opportunità per tornare un cittadino normale.
    Sennò è credibile quanto il mio criceto.

    Deluso da Delusa. Dopo aver letto Jone ed Ivan mi va di dire loro che i migliori sordi sono quelli che non vogliono sentire. La logica dice che i mammasantissima dello Stato e dell’Antistato sono intoccabili, come era intoccabile il padre Vito nell’apogeo del suo potere politico, i ragazzini di tredici anni indifesi possono essere sciolti nell’acido ed ottenere effimera giustizia dopo venti anni. Anche i figli neonati di personaggi controversi possono essere impunemente minacciati senza che uno straccio di Stato intervenga energicamente. Suvvia, riconquistate la logica e il bene dell’intelletto e riuscirete a capire anche il controverso personaggio di Massimo Ciancimino.

    Kalogero, è vero, basta usare la logica! e guardare i fatti nudi e crudi. E forse di controverso poi rimane molto poco, si chiarisce tutto e ci rendiamo conto che tutte le diffidenze verso questo testimone ci sono state indotte da una sapiente regia che si muove a tutela dei soliti alti interessi… Bisogna anche chiedersi CHI è che manda queste minacce, compresa la dinamite? vengono da dentro lo Stato, da soggetti e ambienti interni alle istituzioni? quello è il serio problema! non si tratta, come è evidente, di minacce (che comunque sarebbero gravissime egualmente) della sola mafia militare.

    Nei primi mesi del 2010 Massimo Ciancimino ha identificato alcuni uomini dei servizi segreti, tra cui Rosario PIRAINO (nel ’92 direttore del Sisde di Caltanissetta e tuttora in forza all’AISI), il braccio destro del sig. Franco che si faceva chiamare “capitano”, che più volte lo aveva minacciato affinché non parlasse sia prima che dopo l’inizio della sua collaborazione. Poche settimane dopo gli arriva una lettera di minacce molto seria con riferimenti al numero 5 e con acclusi 5 proiettili di kalashnikov: 5 come il numero con cui era contrassegnata la foto riconosciuta da Ciancimino. La lettera terminava così:

    “Sappiamo tutto sul contenuto delle deposizioni fatte con i magistrati S. Lari e compagni ed A. Ingroia e compagni, ulteriore aggressione intrapresa col fine di coinvolgere e infangare illustri servitori dello Stato, uomini che a differenza di taluni magistrati hanno anteposto i più alti ed onorabili valori alla loro stessa esistenza. Un consiglio, vada via dall’Italia, taluni crediti non possono essere più posticipati. Sono state disposte più operazioni a garanzia della democrazia, tutte in attesa di essere eseguite. Un solo fine frutto di più azioni, cinque, un numero che dovrebbe farla riflettere, le mie credenziali in busta.”

    Io posso solo constatare che poi le operazioni in attesa di essere eseguite sono scattate. E se per la mafia è molto semplice delegittimare, infangare, depistare, figuriamoci per chi controlla ampie fette del potere dentro lo Stato… il documento falsificato è un esempio, di certo Massimo Ciancimino ha consegnato tanti documenti ben più significativi di quello, in cui si parla del ruolo di De Gennaro, documenti autentici per la scientifica e opportunamente ignorati dai media sebbene alcuni resi pubblici in quanto depositati al processo Mori.

    Perché il faccendiere piduista BISIGNANI e il prefetto di Roma PECORARO parlavano della riunione del COPASIR in cui si parlava delle accuse di Massimo Ciancimino a De Gennaro e Narracci, come emerso dalle intercettazioni dell’inchiesta P4? E perché ci sono state interferenze nelle inchiesta da parte delle più alte istituzioni dello Stato, dal presidente Giorgio NAPOLITANO a Silvio BERLUSCONI e Gianni LETTA? Tanti interrogativi che fanno comprendere la posta in gioco e gli interessi colossali per scredtare e mettere fuori gioco questo testimone…

    Ecco cosa si è scatenato a livello istituzionale appena Massimo Ciancimino ha fatto nomi che non doveva fare, almeno per le poche notizie che sono uscite:

    “Accuse a De Gennaro e interferenze istituzionali: cosa è successo davvero?”
    http://www.foruminsegnanti.it/vociresistenti/?p=535

    Come è possibile che con queste minacce non venga riassegnata la scorta a Massimo Ciancimino e ai suoi familiari? E’ una vergogna!
    Evidentemente c’è qualcuno che vuole impedire che vada avanti, che ha paura della sua testimonianza, riflettiamo su questo.

    @ Jone: molto interessanti i tuoi commenti, grazie.

    Caspita Jone! Lei è davvero informato su questi fatti così tanto ammatassati.
    Questa vicenda è ingarbugliatissima fatta di spie, mafia, antimafia e loro icone, magistrati, processi, tesori, candelotti di dinamite e copie di documenti.
    E più confusione c’è e meglio è, così non ci si capisce niente e chi ha da pagare non paga.
    Ogni tanto spunta un colpo di scena, come nelle commedie che si rispettano, qualche lettera di “minaccia” o qualche intervista.

    Perchè, è chiaro, se viene minacciato deve essere credibile.

    Non solo, ma con la notizia della “minaccia” stiamo qui a parlare del povero figlio di Vito il corleonese, quello che “sta pagando” per le sue “rivelazioni” delle quali, dice lanciando il suo messaggio dentro la bottiglia, “sto ancora cercando di capire qual siano stati i benefici che ho ricevuto per avere parlato di alcuni argomenti”.
    E chi lo vuole capire lo capisce.

    Ma i soldi di don Vito dove sono?
    Ogni tanto si legge qualcosa..
    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-06-08/ciancimino-sigilli-tesoro-rumeno-222850.shtml?uuid=Aas3EHeD

    Concordo con quanto detto da Jone. La vicenda di cui e’ oggetto e anche a mio avviso vittima Massimo Ciancimino e’ l’esempio di come lo Stato abbandoni chi cerchi di fare luce sulle vicende piu’ scottanti e delicate, soprattutto quelle che riguardano i rapporti stato-mafia. Massimo Ciancimino ha avuto per il fatto di essere figlio del famoso sindaco di Palermo, l’occasione di assistere personalemente ad incontri con personaggi importantissimi del calibro di Riina e Provenzano, nonche’ di agenti dei servizi segreti dall’identita’ segreta. Queste frequentazioni gli hanno permesso di conoscere dall’interno i rapporti stato-mafia, al di la’ dei proclami e delle prese di distanza ufficiali, che come sempre sono ben distanti dalla realta’. Le cose per lui si sono aggravate quando ha osato fare il nome di un personaggio chiave, fondamentale e probabilmente presente e determinante in moltissime vicende quale quello del Dottor De Gennaro.A quel punto al reato di calunnia ha fatto seguito il carcere, l’eliminazione della scorta e un susseguirsi di minacce tali da indurlo ad un auspicato e piu’ conveniente silenzio.
    E’ nel nostro interesse di cittadini che quest’uomo continui a parlare? Si. E allora sta a noi sostenerlo, e PRETENDERE che dati i rischi che corre ottenga al piu’ presto una scorta. E infine, tenere gli occhi aperti su quanto dichiarato dai giornali. E’ interesse di molti delegittimarlo, ma non e’ il nostro.

    ma davvero c’è ancora qualcuno che si riceve di questi documenti???
    La sola fotocopia dovrebbe portare colui che la fa una imputazione di Peculato, danno erariale, abuso d’ufficio et quant’altro!
    Tutti sappiamo che un Pregiudicato(Ciancimino Jr), solo per aver vissuto a stretto contatto con un Mafioso(ciancimino senior), E’ CERTAMENTE a conoscenza di fatti DELITTUOSI che potrebbero contribuire a TUTTE le indagini di mafia dell’ultimo ventennio! e’ stato dentro a TUTTI gli affari di Mafia! dei mafiosi e dei politici! TUTTI LO SANNO ! ma è pur vero che la sua, purtroppo modestissima intelligenza ed enorme presunzione HANNO VANIFICATO anni di lavoro dei giudici che lo stavano interrogandolo, e, giustamente tutelandolo.
    Ma oggi che il ciancimino jr dice, dall’ufficio dei PM, “IN PROCURA FACCIO QUELLO CHE MINCHIA VOGLIO” come può essere ancora credibile? il ciancimino Jr che presenzia alle trasmissioni TV e scrive Libri sentendosi come il VIP CORONA come può essere credibile? il ciancimino jr che con la scorta pubblica trasferisce milioni di danaro in contanti da riciclare come può essere ancora tutelato? il ciancimino jr che espone mezza Città di Palermo e mezza Città di Bologna al rischio di una deflagrazione DEVASTANTE che ucciderebbe INNOCENTI VITE, come può essere credibile? Si resta sgomenti alla sola idea che lo STATO debba ancora spendere UN SOLO CENTESIMO per fotocopiare queste nuove lettere intimidatorie. Lo stato ha fatto tutto per Lui. Ora basta. PORTIAMOLO IN TRIBUNALE, Sì CON LA SCORTA, MA SOLO PER fargli definitviamente CONFESSARE tutti i reati di cui e’ a conoscenza ( e ne conosce molti di più di quelli che ha detto ) PORTIAMOLO IN TRIBUNALE A FARE TUTTI I NOMI DEI POLITICI E DELLE ISTITUZIONI CHE LUI CONOSCE. Allora si che, forse, meriterà tutti i benefici di cui già sta godendo ormai da anni, LUI, I SUOI FRATELLI,

    e di cui godrà ancora per anni anche suo figlio VITO.
    PS ma se aveva RINNEGATO IL PADRE, perchè ha scelto questo nome per il figlio?

    Signora Jone, mi aiuti ad identificare almeno UNO di quei “tanti documenti ben più significativi di quello [falsificato], in cui si parla del ruolo di De Gennaro, documenti autentici per la scientifica e opportunamente ignorati dai media ” di cui ha scritto.
    Scommettiamo che ha scritto, tanto per cambiare, una sciocchezza?

    Tutti dentro. Rispetto la tua opinione, ma ti consiglio di leggere il libro Don Vito prima di fare affermazioni con una tale certezza. Fattelo prestare se naturalmente non desideri spendere per conoscere la vicenda di una persona a cui non credi. I rapporti padre-figlio lo saprai meglio di me sono complessi, a volte conflittuali. Massimo, per quanto ho potuto capire ha avuto un rapporto difficile con il padre, e solo verso la fine della sua vita lo ha “ritrovato” umanamente. Se posso darti un consiglio modesto, io che non sono nessuno mi rendo conto che le persone hanno piu’ letture, e se anche possono avere aspetti frivoli o a volte superficiali non per questo non sono persone oneste o dalle buone intenzioni.
    Fatti passare il libro e leggitelo, poi magari resterai della tua stessa idea, ma provaci. Un abbraccio

    @ Tuttidentro & Co.: Dimostrino che quello che afferma Jone non è vero! Siccome non potete, allora la buttate in caciara!
    Anche se forse vi scotta, ma Massimo Ciancimino è un testimone importante di processi in corso e perciò è necessaria la scorta, che oltre tutto in questo Paese è elargita anche a politici corrotti in odore di mafia. Solo chi ha paura di ciò che potrebbe testimoniare, o qualche suo servo, può avere interesse a tappargli la bocca con minacce e campagne denigatorie, come quella da voi orchestrata oggi. La si faccia finita con questa storia! La scorta non è una vincita a premi!

    Tanto rancore è sospetto. Un cittadino onesto vuole solo la verità, in un paese devastato da stragi impunite e mafia! Se in un’Italia omertosa c’è qualcuno che ha qualcosa da dire per arrivare alla verità, ancora più se è un testimone diretto e che è figlio di un ex sindaco di Palermo del livello di Vito Ciancimino, lo si metta in condizione di parlare e lo si ringrazi perché non ha girato la testa da un’altra parte e non ha tenuto la bocca chiusa! Tanto più che tutti quelli che sono stati zitti e non hanno ricordato, pur essendo coinvolti, sono liberi e contenti!

    @SARA BLASINA, ma TUTTI hanno letto quel libro! si trovava, per un certo periodo, pure nei salottini d’attesa dei parrucchieri, e non solo per le origini di BARBIERE di DON VITO CIANCIMINO DI CORLEONE. Il rapporto era conflittuale, e stavolta parlo per conoscenza diretta di un LORO amico di famiglia, era dovuto al solo fatto che Massimuccio non sapesse nemmeno QUANTO spendeva, tale era la ricchezza a sua disposizione. E di queste dimostrazioni di ricchezza il padre lo rimproverava, anche pubblicamente, mi dicono. Sempre questi loro amici di famiglia dicono che Massimuccio era l’unico disoccupato, anzi, come diceva suo padre “schiffarrato”, e, solo per questo motivo, gli chiedeva di accompagnarlo sempre, sopratutto nell’ultimo periodo prima e dopo l’arresto. per il resto, TUTTI SAPPIAMO CHE CIANCIMINO JR CONOSCE FATTI E PERSONE DI MAFIA, DI POLITICA, DI AFFARI, E DEVE FARE I NOMI. Se continua solo a produrre carte per ottenere socrte e benefici NON FA QUELLO CHE INVECE DICE. PARLI, DEPONGA, PRODUCA FATTI, NOMI, EVENTI, REATI, TANGENTI, REATI, TRAFFICI ILLECITI, FUORI I NOMI, FUORI I NOMI, ALTRIMENTI NON E’ CREDIBILE.
    Gli diano pure scorte e benefici come a tanti, MA LO OBBLIGHINO, STAVOLTA, A DIRE QUELLO CHE SA.
    Oltretutto, SCUSATEMI SE INSISTO, prima parla e meglio è. Perchè non lo fa? almeno nessuno potrebbe più nuocergli. Perchè rimane sotto il ricatto di qualcuno che lo minaccia???
    @GemmaGentile, CREDO, ma qualcuno mi contraddica se sbaglio, che TUTTI I PALERMITANI dovrebbero avere un ENORME RANCORE nei confronti di qualcuno che per arrichhire se e la propria famiglia ha saccheggiato la città di Palermo. il famoso SACCO DI PALERMO è quello che ha fatto abbattere tutte le ville Liberty di via libertà per mettervi grigi palazzoni di cemento, trasformando Palermo, da città di bellezza pari a parigi, barcellona, Londra, a sporco e cementato paesone come è Corleone. GIA’ SOLO PER QUESTO, lasciando fuori la CERTIFICATA MAFIOSITA’, il rancore nei confronti di questi signori, sarà sempre TROPPO POCO. E TI ASSICURO CHE SONO UN CITTADINO ONESTO! TU NON SO.

    Sono d’accordo con Giuseppe Rossi e condivido tutte le osservazioni del post di TUTTIDENTRO.
    Trovo pretestuosa la difesa appassionata di Jone: mi appare più che altro come la difesa dell’operato del pm Ingroia.
    Del resto, la credibilità del teste Ciancimino è pari quasi a zero,purtroppo. Il che significa che se anche dicesse cose vere, non gli si crederebbe. E del resto, dal punto di vista strettamente logico, ogni argomentazione adoperata potrebbe facilmente essere usata per arrivare a dimostrare l’opposto.
    E quindi bisognerebbe interpretare i fatti, tutti i fatti messi in ordine cronologico. Senza dimenticarne qualcuno, senza farsi impietosire dalle cretinaggini fatte per difendere il proprio figlio (singolare comportamento e singolare giustificazione).
    Non si può, a mio avviso, usare una personalità come quella di Massimo Ciancimino per portare avanti una “guerra” , ormai più che decennale, contro De Gennaro. A noi cittadini sorge un dubbio: chi è l’antistato, De Gennaro o Contrada? De Gennaro o Ciancimino? E nelle lotte in Procura, Caselli o Grasso? Pignatone o Ingroia? Chi dà forza alla mafia? E, a questi livelli, la dobbiamo chiamare ancora mafia?

    Inoltre, tanto per replicare in generale a tutto ciò che è scritto qui sopra, vorrei fare un appello per cercare di riportare il raziocinio dalla fantasy alla realtà.

    Parlando di Massimo Ciancimino, è pur vero che “lui stesso ha fatto trovare nel giardino di casa”, i candelotti e le miccie. Calma, però. Li ha fatti trovare si lui stesso, ma solo DOPO essere repentinamente arrestato e con una perquisizione incombente. Se non avesse messo le mani avanti, per lui avrebbe potuto essere un disastro. Son capaci tutti a dire: “in quel cassetto c’è una pistola non denunciata” davanti ad un poliziotto che sta per aprirlo e perquisirlo.
    Se la detenzione di quell’arma è proibita, bisogna consegnarla PRIMA, e non quando il suo ritrovamento pare inesorabile.
    E quindi, per parlare di normalità:
    1) Quando si riceve della dinamite, specie come “minaccia” (una cassa intera? Mah…), non si lasciano passare 30 secondi senza digitare il 112.
    Lui non l’ha fatto, anzi. E sulle motivazioni addotte, stendiamo un pietoso velo.
    2) Ha scorazzato con la dinamite di qua e di là, pur trovandosi nella vita reale anzichè in una commedia francese, e pur chiamandosi M. Ciancimino anzichè Pierre Richard.
    3) Chiunque venga sorpreso con della dinamite nascosta in giardino, subisce lo stesso trattamento da lui subito, senza distinzione. Anzi, forse peggio.
    Il dott. Mario Scaramella è stato tenuto in isolamento carcerario per 6 mesi, + 6 mesi di domiciliari interrotti solo per aver accettato un pattegiamento; l’accusa era di avere simulato un reato ai danni di un ex agente del KGB domiciliato clandestinamente a Napoli, collocando due granate “frog” da 42 gr l’una (2 petardi di carnevale, rispetto al potenziale esplosivo delle polveri sepolte a palermo) su un furgone giunto dall’Ucraina. Prove concrete o indizi plausibili della presunta responsabilità di Scaramella: zero.
    Provi pure a pesare la disparità di trattamento, cara Jone, non c’è problema.

    Non vedo comunque, nel caso di Ciancimino, che cosa dovrebbe fare lo Stato davanti a queste missive deliranti (mi rifersico a chi sostiene che lo Stato avrebbe “abbandonato” il testimone).

    A chi potrebbe giovare una missiva anonima in cui, apertis verbis, si chiede ad una persona che si trova agli arresti domiciliari e con un’accusa pendente di calunnia, di dichiarare di essersi inventato tutto? E poi di essersi inventato cosa, in particolare? Di avere riconosciuto il “braccio destro” di un fantasma?
    Ma dov’è finito, il senso del ridicolo!?

    Il mio giudizio spassionato è che tale corrispondenza possa essere tutto meno che roba seria, e ci mancherebbe ancora che lo Stato se ne debba preoccupare…

    Gent.mo Enrico,
    noto con sommo dispiacere nei Suoi recenti ” commenti ” una netta caduta di stile. E sempre stato molto informato su fatti che ha sempre cercato correttamente di portare a supporto della difesa del Suo Dante causa Gen. Mori. Non ho consegnato io nessun documento relativo a presunte minacce da me subite nel periodo degli arresti e durante la mia detenzione, proprio conscio delle solite ed ormai scontate reazioni di quanti, spesso senza conoscere bene i fatti, si innalzano a moralizzatori con toni sempre piu’ vicini all’ insulto che al sano e dovuto diritto di critica . Per il resto saprò come difendermi nelle sedi opportune, al momento sono indagato per il reato di calunnia e per i fatti relativi alla dinamite, ho scontato dieci mesi tra arresti in carcere e domiciliari non ho chiesto nessuna protezione, cercando anche di evitare la diffusione ala stampa delle minacce ricevute nei mesi scorsi.Ritengo doveroso in merito a Sue, mi auguro semplici deduzioni, che fanno da supporto al commento sul ritrovamento della dinamite, di invitarLa a dare una lettura all’ ordinanza del Gip che dispone la mia scarcerazione, forse troverà qualche risposta alle Sue immense lacune. Sicuramente sarebbe stato piu’ utile dichiarare che la dinamite era da collezione, come dinrecente e nella totale indifferenza di tutti, hanno sostenuto le cinque persone, arrestateed subito scarcerate, trovate in possesso di 450 armi da guerra, ed oggetto anche oggi di un sequestro di granate e di altre munizioni di tipo bellico. Il tutto per il rispetto con il quale ho sempre accettato le Sue critiche, ne ha fatto anche un libro, e le Sue diverse opinioni in merito a vicende processuali ancora in corso.
    Cordiali saluti, Massimo

    Ps. Per Ipazia, Rossi, e Tutti dentro, nome ben appropriato al tono dei commenti postati, buon divertimento…..( O. Wilde. ….a volte e’ meglio tacere e sembrare stupidi, che aprir bocca e togliere ogni dubbio. )

    A chi si firma Carlotta non essendolo

    Buon divertimento? E che c’è di divertente in questa saga familiare? E’ dai tempi del sacco di Palermo che siamo costretti a “divertirci” con qualche esponente della famiglia Ciancimino.

    Forse la rassicurerà sapere che il mio personale e ininfluente giudizio su di lei è definitivo, sia che lei parli sia che taccia. La sua bella figura l’ha già fatta.
    E la prossima volta faccia rispondere sua moglie: è più in gamba e molto più efficace.
    E’ stato un piacere

    Già il solo nome ” Ipazia “……….
    Dal greco ύπατος, (che è in cima, più elevato, sommo, il migliore), la vanità e’ un bel fare….
    Per dovere di informazione, Mssimo Ciancimino e’ mio marito, il disguido nasce per aver postato il commento con il mio cellulare o anche a volte con il mio pc., dal momento in cui gli stessi sono ancora sequestrati dalle autotita’ giudiziarie. Non abbiamo mai amato ” nasconderci ” dietro un nickname, questione di scelte. Nel ringraziarla per i Suoi apprezzamenti verso la mia persona, cordiali saluti.
    Carlotta Messerotti Ciancimino

    Gent. Massimo,
    quanto lei scrive nella prima parte del messaggio, è in parte perfettamente in linea con quanto ho scritto io, in parte invece non lo capisco. Io non ho mai parlato di “consegne” da parte sua dei documenti di minaccia durante il suo arresto. I miei commenti riguardano l’oggetto delle lettere così come veniva esposto nell’articolo qui sopra; ma su come abbia trattato Lei queste missive, non so nulla e pertanto non faccio commenti.
    Imvece sulla sua dinamite, lei ha ragione. Io non ho potuto leggere gli atti, anche perchè non mi interessano più di tanto. E’ una sua questione personale, e in quanto tale, ho mantenuto una conoscenza sulla stessa fondata esclusivamente sulla lettura dei giornali; dai quali pertanto ho saputo che la dinamite le è stata consegnata, che ha viaggiato sulle strade d’Italia prima di essere posta a dimora in Palermo, e quindi sporta agli inquirenti dopo il suo arresto, e che pertanto la denuncia dell’esistenza della stessa è stata quanto meno tardiva. Un cittadino roba del genere deve consegnarla ai carabinieri ancor prima di toccarla.
    Tutto sbagliato? Le cose non stanno così? Non sarebbe una novità, i giornali ne scrivono di cotte e di crude. Non vedo l’ora di scusarmi, se ci sono degli errori. Quindi sarò lieto di farlo, quando si conosceranno le vere ragioni per cui a casa sua stava sepolto dell’esplosivo. Non vedo l’ora di conoscerle.

    Per quanto riguarda il nostro rapporto personale, sono io a stupirmi del suo risentimento.
    Lei non farà mica un fatto personale se io critico chi, nei commenti soprastanti, invoca l’intervento dello stato per proteggerla, nell’occasione della notizia di lettere di tal fatta? Io non accuso lei di nulla, semplicemente ho detto che per me non è roba seria, e quindi secondo me, lei non ha bisogno di nessuna protezione, (e quindi ha fatto bene a non chiederla), o per lo meno non ha bisogno di essere protetto da lettere simili.

    Nè, caro Ciancimino, lei si deve risentire se io scrivo spesso di non crederle, perchè fa parte del mio libero arbitrio crederle o non crederle, è spesso le mie scelte sono condizionate dalla logica.

    Non le credo, ad esempio, quando parla del famoso “triste evento” che intimoriva suo padre, nei termini in cui ne parlò in aula, e non le ho creduto in molte altre occasioni.
    L’ho sempre detto senza peli sulla lingua, ed ho sempre argomentato.

    Purtroppo, noi due non abbiamo mai potuto discutere degli argomenti, perchè lei ha preferito astenersi dal farlo per motivi etici e procedurali, e forse ha fatto bene.

    Ma, mi creda, non c’è nulla di personale. Quando parlo di lei, non è perchè mi sta antipatico, nè per simpatia verso il Gen. Mori, il quale ha saputo dell’esistenza del sottoscritto e del mio libro da internet e dai giornali come chiunque altro.

    Io sono solo un appassionato di casi giudiziari particolarmente complessi, uno che quando vede usare con disinvoltura ed in modo ambivalente, da parte di un testimone o di un giornalista, (o peggio, da un magistrato) i termini “cattura dei latitanti” e “resa dei latitanti”, come fossero la stessa cosa, rimane turbato e vuole capire bene.

    Tutto lì.

    Saluti cordiali

    enrico

    Gentile Carlotta/Massimo Ciancimino,
    chiunque lei/voi siate, probabilmente il divertimento sarà il suo/vostro nel giocare con l’equivoco, a cominciare dal nickname, che chiamate disguido.
    Lei o voi sostenete, a giustificazione, di “aver postato il commento con il mio cellulare o anche a volte con il mio pc., dal momento in cui gli stessi sono ancora sequestrati dalle autotita’ giudiziarie. Non abbiamo mai amato ” nasconderci ” dietro un nickname, questione di scelte”.
    Sa/sapete come si dice: “mentre credi di scusarti, ti accusi”.
    Per il resto non aspiro alla sua/vostra stima.
    Continuerò a scrivere cosa penso se e quando lo riterrò opportuno e credo che sia io che lei/voi ce ne faremo una pacifica ragione.
    Cordiali saluti

    …ce ne faremo una ragione……………, ” plurale maiestatis ” , non sarà mica il mago Otelma ….??
    Comunque, siete ‘ un po’ confusi. Come non detto, Le chiedo scusa, sarà per la prossima occasione.
    Cordiali saluti, Carlotta Messerotti Ciancimino.

    Gent. mo Enrico,
    adesso si che La riconosco nell’uso dei Suoi soliti toni a me sempre conosciuti come  pacati e frutto di leggittime convinzioni o anche come Lei oggi tiene a precisare,  di pura e semplice passione giuridica. Devo ammetere che da indagato non invidio la Sua passione per i grossi casi giudiziari ma certamente le riconosco un grande pathos. Volevo solo farLe notare che non conoscendo bene i fatti come da Lei stesso onestamente ammesso e riferendosi solo a notizie riportate dalla stampa, il Suo giudizio in merito alle questione della dinamite era un poco affrettato. Per esempio la dinamite è stata da me segnalata il giorno dopo la perquisizione durante l’interrogatorio di garanzia (  la stessa difatti si era conclusa con il relativo verbale il giorno prima alle 16,30 ) e non è mai stata sotterrata, ma altresì adagiata in un secchio nel giardino della mia abitazione in un vano dove sono custodititi tutti gli attrezzi da giardinaggio. Sicuramente visto anche  l’oggetto per la quale si era effettuata la precedente perquisizione, finalizzata alla semplice ricerca di documentazione inerente al reato di calunnia, posso capire come la stessa non sia stata estesa anche ai locali della manutenzione del giardino. Per il resto, non so se Lei è padre di uno o più bambini, so di avere sbagliato, e le assicurò che pagherò, non ho accordi di nessun tipo, Lei è troppo preparato solo per poterlo pensare, ma la cosa che mi fa  più paura sa cosa è,…..è che forse rifarei lo stesso errore………quando ci si vede minacciati con trenta candelotti di dinamite e si viene intimati di non denunziare il tutto per evitare ritorsioni nei confronti del proprio figlio……….. non è facile…….bisogna trovarsi in certe situazioni per poter avere la forza di non sbagliare…….. Per la  reale efficia delle minacce, ” a freddo ” , specialmente  attraverso missiva la  penso come Lei, non credo siano di per se attendibili, hanno un solo preciso scopo, quello di destabilizzare il proprio equilibrio familiare. Una minaccia con trenta candelotti di dinamite invece fa sicuramente pensare, non sai più se è soltanto fatta nell’intento di minare la propria vita la paura può prevalere sulla ragione …scuole che non vogliono tuo figlio, familiari che dicono che sei pazzo, mamme che giustamente non mandano più i bimbi a casa tua per giocare con tuo figlio,  dibattiti sulla natura e la genuinità della minaccia stessa e tante altre cose che lei conosce benissimo. Non ho mai chiesto scorte, la storia ci dimostra di quanto utili siano le stesse di fronte ha chi ha deciso realmente di eliminarti. Credo, è sicuramente Lei sarà d’accordo con me che il novanta per cento delle scorte nel nostro paese sono di pura ostentazione e nella maggior parte dei casi servono per appalesare personaggi del tutto squallidi e diversamente del tutto invisibili. L’uso indiscrimnato del lampeggiante fatto dalla nostra classe politica ha creato un vero e proprio odio per  le scorte, lo ho vissuto personalmente parecchie volte nei due anni in cui sono stato scortato.
    In merito alle Sue osservazioni nel dettaglio di certe mi dichiarazioni fatte alle autorità giudiziarie,  converrà con me, come la mia scelta di non poter entrare nel merito non sia frutto di vigliaccheria ma di semplice rispetto verso i magistrati e verso gli stessi imputati. In questo momento le mie stesse  sono oggetto di approfondimento da parte degli inquirenti ed in parte in uso in processi in corso.
    Cordiali saluti, Massimo Ciancimino.

    “posso capire come la stessa [semplice ricerca di documentazione inerente al reato di calunnia ] non sia stata estesa anche ai locali della manutenzione del giardino”

    Gent. Massimo,
    io invece no, non posso assolutamente capirlo.
    Se fossi incaricato di cercare in un’abitazione, dico tanto per fare un esempio, materiale cartaceo, tipo ritagli o frattaglie utilizzati per generare un collage, o, si fa sempre per dire, cartine separate con le forbici dalla loro posizione originale, scandaglierei ogni centimetro quadro della proprietà, a cominciare proprio dai pertugi del giardino, e mi spingerei anche sottoterra. Altrimenti non sarebbe una perquisizione, ma una specie di visita di cortesia.

    E una secchiata di tritolo in candelotti adagiata in un ripostiglio, le assicuro, non mi sfuggirebbe, anche se stessi cercando oggetti di altra natura.
    Potrei sempre propormi a Palazzo di Giustizia come assistente-consulente alle perquisizioni, che ne dice?

    Ma quella non è l’unica cosa che non posso capire.

    Io non posso, altresì, capire per quale ragione, allo scopo di intimidirla, si possano e/o si debbano usare addirittura TRENTA candelotti di dinamite confezionati in “PLICHI VOLUMINOSI” (http://www.livesicilia.it/2011/06/18/ciancimino-ci-ripensa-la-dinamite-arrivo-a-bologna/ ) e con tanto di miccia; non posso capire perché lei vedendo questi non solo non ha immediatamente pigiato i tre numerini 112 o 113 sul telefonino (ma sarebbe andato benissimo anche avvisare subito qualcuno della sua scorta, in fondo erano lì per quello), ma, a quanto ho letto sui giornali, si sarebbe caricato l’esplosivo in auto saettando via con tanto di scorta, lo avrebbe fatto transitare, diretto verso Palermo, SU UN TRAGHETTO (!!!?) in partenza da Napoli, per poi “adagiare”, nel suo giardino, i candelotti nel secchio, e posare lo stesso in un ripostiglio che, se non erro, si trova a pochi passi da un cinema teatro piuttosto frequentato dalle famiglie palermitane.
    In sintesi: lei avrebbe trattato quel popo’ di tritolo proprio come noi comuni mortali trattiamo un sacco di farina, o di polvere lavapiatti.
    Riesce a capire, per quale ragione quindi io non capisco, sig. Ciancimino?

    Io non posso accusarla di mentire, beninteso. Non lo posso fare. Se lei ci raccontasse di essere stato bombardato da raggi cosmici di provenienza aliena (come in effetti è già accaduto in passato a qualcuno di nostra conoscenza, dalle parti di Erice), io non potrei comunque darle del mentitore, perché non potrei mai provare che lei mente.
    Fortuna però, che quegli argomenti, almeno lei non li ha toccati.

    Per quanto riguarda le sue testimonianze, non vedo l’ora di poterne discutere con lei nel merito, quando ne avrà la possibilità.

    Chissà se riusciremo mai un bel giorno a chiacchierare del “modesto episodio” e del “triste evento … in sedi giudiziarie o altrove” di cui parlava suo padre al crepuscolo della sua vita, in una nota, purtroppo (e ritengo che lei possa capire bene, per quale ragione proprio io, magari col pensiero al mio “dante causa”, uso qui il “purtroppo”) oggi martoriata dai ritagli apportati da qualche manina anonima ed impertinente.

    E soprattutto, chissà se riusciremo a discuterne con argomenti scevri da quegli appuntini demagogici sulle auto blu, sugli sprechi di stato e soprattutto sulle non ben definite porcherie dei “servizi segreti” e dei “politici”, che le piacciono tanto e che soprattutto piacciono alle sue ammiratrici: con me non attaccano.

    Preferisco stare all’oggetto, al nocciolo.

    Cordiali saluti

    enrix

    Per Carlotta o Ciancimino,ma sei propio quello che le cronache parlavano un po di tempo fa? scusatemi per la scrittura avendo solo la 5elementare cercate di comprendermi.

    Volevo chiederle se era possibile se tutto cio che si sta parlando su di lei sia vero, poi mi chiedo come mai tanta disponibilita a certi mezzi di comunicazione?

    IL solo fatto che tra questi post, intervengano i CIANCIMINO’S , dovrebbe fare riflettere tutti.
    Partiamo da alcune certezze:
    Il sig.Ciancimino Massimo è un pregiudicato
    Il sig. Caincimino Massimo ha vissuto tutti i fatti di mafia e politica dell’ultimo ventennio per il semplice fatto di essere figlio di suo padre
    Suo padre, Don Vito, condannato dallo stato italiano come MAFIOSO, emblema della MAFIOSITA’.
    Il sig.Ciancimino Massimo non racconta tutte le verità che conosce e utilizza, richiedendo in cambio benefici, la cosidetta CONFESSIONE A SIGNHIOZZO.
    La predetta CONFESSIONE A SINGHIOZZO non è prevista dall’ordinamento giudiziario italiano.
    Il Sig.Ciancimino ha utlizzato la scorta per trasportare Dinamite
    Il Sig.Ciancimino ha esposto migliaia di persone al rischio di morire per la dinamite conservata a casa e , addirittura depositata in un cossonetto dell’immondizia
    Il Sig.Ciancimino ha utilizzato la scorta per trasportare soldi da riciclare
    Il Sig.Ciancimino ha depositato in atti documenti maldestramente contraffati
    Il padre del Sig.Ciancimino ha rovinato Palermo, La Sicilia ed i Siciliani
    e’ sufficiente tutto ciò per chiedere, almeno, che questo signore abbia il ritegno di non APPARIRE IN PUBBLICO?
    e’ sufficiente tutto ciò per chiedere, almeno, che questo signore abbia il RITEGNO di non dire altre sciocchezze oltre quelle che può dire in ambito processuale?
    è sufficiente tutto ciò per chiedere a questi signori di FARE LE PROPRIE SCUSE IN MANIERA PUBBLICA ALLA SICILIA ED AI SICILIANI ???
    è sufficiente dire che questo signore è figlio di DON VITO CIANCIMINO per chiedergli di AVERE VERGOGNA ???
    è sufficiente ricordare che Palermo è stata SACCHEGGIATA da questi signori ???
    Domande che non avranno risposta, come quelle che , in tutti i processi in cui è Imputato o testimone, il sig.Ciancimino si rifuta di di dare…

    @famiglia Ciancimino… prima e dopo ogni intervento dovreste ricordavi:
    1) di ringraziare la città di PALERMO e la Sicilia per il benessere ed i patrimoni che VI ha “regalato”
    2) scusarvi sempre dei danni che DON VITO ha fatto a Palermo ed a tutti i Siciliani.

    @REDAZIONE spero di non essere di nuovo censurato, perchè sennò dovrei pensar male male

    Noi censuriamo i post offensivi. Sta a lei scegliere di essere pubblicato o no. Massimo Ciancimino qui ha diritto di parola, come tutti. Saluti.

    Gent. “TUTTI DENTRO”,
    non mi sembra che il sig. Ciancimino abbia finora goduto di chissà quali benefici. Al momento la condizione in cui egli si trova mi pare , al contrario, che sia il segno concreto di quanto sia poco vantaggioso collaborare con la Giustizia. Sull’episodio relativo alla dinamite, a mio parere, la verità non è ancora emersa totalmente. Quindi io attenderei prima di emettere sentenze definitive di condanna. I cosiddetti guai con la giustizia, poi, il sig. Ciancimino li ha sempre affrontati in prima persona nelle aule di tribunale davanti ai Giudici. Non mi pare sia scappato alle isole Cayman… come forse altri avrebbero fatto… La scorta , poi, non si concede e si toglie da un giorno all’altro come fosse un premio. Secondo me o si ritiene che una persona sia in pericolo oppure no e soprattutto vorrei capire quali sono i motivi per i quali sono stati ritenuti cessati i pericoli per il sig. Ciancimino nonostante le minacce ricevute. Lui può avere commesso errori e questo mi pare evidente tuttavia la sensazione che ho è che in Italia se tocchi certi “fili” muori. Diventi una sorta di “mina vagante” abbandonata a te stessa. Infine condivido ciò che lei dice sul male fatto alla Sicilia da Don Vito. Ma le ricordo anche che di Don Vito ce ne sono stati e ce ne sono tanti tuttora quindi non credo sia sufficiente focalizzare tutta la rabbia nei confronti di una sola persona. La vostra bellissima terra viene dileggiata quotidianamente dai vostri rappresentanti politici. Cordiali saluti. Sabina

    @sabina
    gent.ma sig.ra Sabina,
    Benefici?????????????
    1) da bambino ha goduto di una fanciullezza vita da nababbo.
    Tutti hanno visto le case da sceicchi dei CIANCIMINO’S. Se guarda in questi giorni le immagini dei Boss della Camorra (arresti di ieri) scoprirà foto e video pari a quelle delle case dei CIANCIMINO’S . Vasche idromassaggio, rubinetti in oro, moto di lusso, auto di lusso, barche, viaggi, discoteche.
    2) da adulto lussi raddoppiati, immobili acquistati in tutto il mondo, case al centro di montecarlo, cortina, roma, milano, vita al di sopra di ogni riga, locali notturni, divertimenti,escort a gogo…
    3) da grande, malgrado i processi, le confisce, le condanne, continua a ferquentare i miglior Hotel di Panarea, Cortina, Montreal, Parigi, Ginevra, Roma, e ancora con barche ed auto di lusso…
    4) negli ultimi tempi ha fatto la vita da Divo, presentare libri, fare talk show, fare la vita da Vip, viaggiare scortato, coccolato dagli uomini dello stato…
    SE NON SONO BENEFICI QUESTI, FRANCAMENTE, NON SO QUALI SIANO…considerato che , più di un tribunale ha condannato questa famiglia di essersi appropriata illecitamente delle loro ricchezze e che, solo una piccola parte è stata confiscata.
    COSA INTENDE LEI PER BENEFICI??????
    grazie
    4) negli ultimi anni

    Gent.mo Tutti Dentro,
    non sono una ingenua e so benissimo che la vita di Massimo Ciancimino si è svolta negli agi e nel lusso di cui lei parla. Ha ereditato i soldi del padre e li ha spesi. Sicuramente soldi di provenienza illecita e sui quali la Magistratura ha indagato e indaga tuttora. In parte i suoi bene sono stati confiscati ed in parte forse non saranno mai confiscati. Ma su questo aspetto c’è una Magistratura atta a fare il suo compito e alla quale occorre dare la doverosa fiducia. Tuttavia lei parla solo di benefici materiali sui quali non ci sono dubbi. Io mi riferisco alla condizione di abbandono totale che sta vivendo ora Massimo Ciancimino. Per lui le condanne sono sempre definitive e soprattutto arrivano sempre prima delle sentenze. A differenza di altri membri della sua famiglia ha preso le distanze dall’operato del padre iniziando la sua collaborazione con i Magistrati e scatenando tanto clamore che sicuramente ha dato fastidio a tanti poichè fino a quel momento, nell’oblio più totale, ci hanno vissuto tutti molto bene. Inoltre non sono fra quelli che ritiene “essere scortato” un beneficio. Anzi è un beneficio quando ad essere scortati sono rappresentanti delle istituzioni che usano la scorta e l’auto blu solo come strumento di potere e che non correrebbero nessun rischio neanche se andassero in giro coi mezzi propri e a proprie spese. Quando si vive in Sicilia e si ricevono minacce (a sè stessi e al proprio figlio) la situazione mi sembra un pò diversa. Lei parla di “vita da divo” in riferimento al successo del libro ” Don Vito” e su questo punto ritengo che la pubblicazione di quel libro sia stata solo un gran bene per tutti. Ben vengano i libri che accendono il dibattito sulla mafia, che fanno scalpore, che fanno parlare e che aiutano a capire. Lei si sofferma solo sugli aspetti più superficiali della situazione. Cerchi di andare anche un pò oltre, di superare almeno per un attimo il limite che si impone quando affronta questa vicenda solo perchè detesta quel cognome.Un caro saluto, Sabina

    Odio, Odio, Odio,disprezzo chi ha distrutto l’immagine della sicilia.Dio mi perdoni .

    @sabina
    Mi perdoni, se lo ribadisco, è proprio la SUPERFICIALE ricerca di una Vita Lussuosa che porta i delinquenti a passare SOPRA le vite degli altri lasciando morte e disperazione dietro la loro sfrenata ricerca di ricchezza.
    Se accusa me di superficialità è proprio il paradosso!!!
    E’ l’assassino che dice al morto : Anche se ti ho ucciso io, tu potevi anche morire meglio !!! Sei morto proprio male !!!
    Per il resto, lo ripeto per l’ennesima volta, CIANCIMINO JR ha goduto e gode di una vita lussuosa, superficiale come lui, ma lussuosa comunque.
    Dei benefici materiali, lo conferma anche Lei, non ci sono dubbi.
    La condizione di abbandono totale che sta vivendo ora Massimo Ciancimino è conseguenza del suo agire; da giovane comprava la compagnia, oggi non può più farlo; il prezzo è troppo alto. Ma, chi è causa del suo mal, pianga se stesso.
    Certo lo immagino in un angolo a dire “Me Tapino” però lo ha voluto Lui, mica altri.
    Per lui le condanne sono sempre definitive (ma ci mancherebbe pure).
    A differenza di altri membri della sua famiglia, Massimo è l’unico che non ha niente da perdere, tutti i fratelli hanno sempre lavorato, Lui mai. Lui non ha mai avuto niente da perdere se non il suo lusso ed i suoi beni materiali.
    Lui ha rinnegato il padre solo perchè questo era ciò che la gente che ha comprato il suo libro voleva sentirgli dire. E’ ciò che gli ha suggerito chi gli ha scirtto il libro. Lo si capisce fin dalla prima pagina. E, in fondo, è ciò che sperava anche quella magistratura che aveva investito e sperato su di Lui.
    In merito alla scorta, anche io non credo che essere scortato sia un beneficio, ma pensare che mentre noi contribuenti ti paghiamo la scorta tu trasporti soldi da riciclare e dinamite, fa saltare dalla sedia un pò tutti.
    In merito alle minacce, in Sicilia, di solito arrivano solo se si è “Uomini dello Stato” o “Delinquenti Pentiti” e, non mi pare che i CIANCIMINO’S siano “uomini dello Stato”.
    La “vita da divo”, mi perdoni, non è legata al successo del libro che hanno scritto per Massimo, ma solo per le sue apparizioni telvisive alla “Corona”;
    con la piccola differenza che Corona diceva: “io posso guidare senza patente”, invece Massimo dice: “io in Procura faccio quello che minchia voglio”.
    Ben vengano i libri che accendono il dibattito sulla mafia, che fanno scalpore, che fanno parlare e che aiutano a capire, ma da qui a dire che si tratti di un Best sellers na passa acqua sotto i ponti. Ha certo venduto tante copie quanti sono i barbieri d’italia, ma non esageriamo.
    Comunque cercerò di accogliere il suo consiglio e di superare il limite che mi impongo quando affronto fatti o vicende che hanno portato morte violenza e dolore alla nostra amata Palermo ed alla nostra amata Sicilia. Le prometto che ci proverò.

    Caro/Cara Tutti dentro,
    mi dispiace ma non la penso come lei su molti aspetti. I benefici materiali di cui gode e ha goduto Massimo Ciancimino mi interessano fino ad un certo punto sinceramente come le ho già detto su questo aspetto c’è una Magistratura atta a fare il suo dovere. Massimo è stato forse più superficiale nel gestire il patrimonio ereditato ma non mi venga a dire che questo patrimonio appartiene solo a lui su una famiglia composta da svariati membri. Sicuramente ottime persone ..ci mancherebbe.. non lo metto assolutamente in dubbio… solo che nel silenzio più totale ci hanno vissuto molto bene. Nel silenzio e conducendo una vita più in sordina si sta sempre meglio che ad esporsi come ha fatto Massimo dal quale hanno preso tutti le distanze non prendendole invece dal padre. Massimo non ha rinnegato il padre ma ne ha però preso le distanze sfidando la cultura mafiosa e omertosa da lui ben conosciuta fin da piccolo e non mi pare cosa da poco.Il libro “Don Vito” è un libro stupendo e non credo di essere la sola a ritenerlo tale visto il successo ottenuto. E’ stato presentato in tantissime città italiane e non credo che coloro che hanno partecipato a tali presentazioni fossero stati tutti stupidi.Se è stato letto nei salotti dei “barbieri” ben venga. L’importante è leggerle certe tematiche e non importa dove ciò avviene. Non ho una visione così snob della lettura e dell’informazione!Non credo che la posizione assunta da Massimo Ciancimino sia stata dettata o suggerita da chi gli ha scritto il libro. I motivi della scelta sono forse tanti e magari sarebbe meglio soffermarsi sulle conseguenze di tale scelta che non mi pare fosse stata imposta a priori da nessuno. Le apparizioni alla tv sono legate anche al successo del libro ed alla discussione che esso è stato capace di accendere. Mi sembra il minimo che un bravo giornalista abbia voglia di intervistare o di avere in studio Massimo Ciancimino. Gli errori che ha commesso li sta pagando e sono certa li pagherà anche in futuro. Massimo Ciancimino paga per errori commessi anche in conseguenza al suo modo di essere, alla sua “sfrontatezza”, ma sono interessata a vedere quale verità processuale emergerà dall’episodio della dinamite perchè personalmente non mi è per niente chiaro. Resto del parere che i tasti da lui toccati hanno creato un sacco di problemi e che in questo paese la voglia di ricercare la Verità appartiene a pochi. Vorrei che la certezza della pena, la severità dei toni da lei usati , le “condanne definitive” (ma non a priori) si realizzassero non solo per Massimo Ciancimino ma anche per tutti quei rappresentanti delle Istituzioni che hanno ritrovato la memoria dopo 18 anni e solo dopo che Massimo Ciancimino li ha chiamati in causa.
    Fatti e Vicende che hanno portato morte alla Sicilia sono fonte di dolore anche per chi non è siciliano, glielo assicuro, amo la vostra terra ma ritengo anche che sia prassi consueta cercare sempre l’unico responsabile di ogni male quando invece di responsabili ce ne sono tanti. Non c’era solo Vito Ciancimino a governare Palermo e la Sicilia.Cordialmente, Sabina

    @SABINA,
    noto una certa verve difensiva nei suoi interventi…sarà mica un avvocato?
    Mi rendo conto che Lei non è di Palermo. Non avrebbe certamente questa visione ROMANTICA della Mafia. Purtroppo è la visione tipica di chi la mafia la conosce solo dai Film o dai libri( come quello del giornalista che ha scritto per Ciancimino jr).
    Ma la realtà è diversa…mi dispiace romperle l’incantesimo della favola di Christofer Lambert sui Padrini di Sicilia. Qui la Mafia (e quindi i Mafiosi come Don Vito) hanno solo lasciato sangue e disperazione, nient’altro. Non ci sono le meravigliose musiche di Ennio Morricone…solo quelle delle ambulanze e della polizia…solo le urla disperate di chi piange i propri cari…
    Non sono i violini o lo scacciapensieri che Lei immagina quando legge un libro…qui è terrore e morte…Solo un siciliano sa cosa vuol dire.
    Nessuno può pensare che uno solo di QUEI morti giustifichi la Barca, le macchine, le case, le moto, le ville dei CIANCIMINO’S….NESSUNO!
    I benefici materiali di cui gode e ha goduto Massimo Ciancimino grondano sangue da tutti i lati, e non è una metafora! E non c’è una Magistratura che debba ancora dimostrare qualcosa. E’ STORIA! punto.
    La Magistratura, forse, dovrà TROVARE LE PROVE…ma la Storia ha già dato tutte le risposte, quelle non vanno cercate nei tribunali…
    Don Vito è definito Mafioso non da un Magistrato ma dal suo stesso figlio Massimo. Amen
    Massimo non è stato solo più superficiale dei fratelli nel gestire il patrimonio ereditato, solo non conosceva cosa volesse dire lavorare. Se i fratelli hanno vissuto nel silenzio e conducendo una vita più in sordina è stato solo, a Palermo lo sanno tutti, per un comune senso del pudore. Mi spiego: se tutti sanno che i tuoi soldi derivano da attività mafiose, con quale pudore ne fai cotante esternazioni? se la tua moto o la tua macchina nuova grondano sangue, non la posteggi al centro di Palermo per farla vedere a tutti, ma cerchi di “defilarti”, tenerti nascosto, “ammucciato” si dice da noi. Quello dei fratelli era solo un comune senso del pudore di persone che hanno la capacità di discernere il Bene dal Male. Si tratta di ordinaria attività intellettiva…di ordinario, comune, senso del pudore…
    Massimo, mi perdoni se mi ripeto, ha rinnegato il padre PROPRIO per il fatto stesso che ne abbia preso le distanze sfidando la cultura mafiosa e omertosa da lui ben conosciuta fin da piccolo e non mi pare cosa da poco. Ma la vera sfida sarebbe stata quella di presentarsi ai Palermitani ed ai Siciliani e dire: “Questi sono tutti i miei averi, ereditati da chi li ha sottratti a tutti voi con sangue e violenza; ve li restituisco, io non posso dormire la notte su un letto in super-lattice che gronda sangue e chiama vendetta” . Questo sarebbe stato prendere le distanze. Magari non avrebbe potuto campare solo con i profitti del libro, ma magari avrebbe potuto fare come SAVIANO, che, certamente non muore di fame. Non mi pare lo abbia fatto.
    Il libro “Don Vito”, mi perdoni…lo abbiamo letto… è un libretto abbastanza banale…forse interessante per chi non è siciliano. Diciamo che non ha detto niente di nuovo, a parte le vestaglie e le pantofole di Don Vito, che già non fosse stato scritto o detto da qualche altra parte.
    Non metto in dubbio che tantissime città italiane lo reclamassero…sopratutto quelle governate dalla sinistra che dovevano assolutamente dimostrare la Tesi : Don Vito = Berlusconi. E nessuno dice che coloro che la pensano così fossero stati tutti stupidi. Anzi.
    Lo spaccato che esce dal libro, un pò grottesco devo dire, di CASA CIANCIMINO, è stato certamente discusso in più di un salotto della Palermo-Bene. Il linguaggio elementare, l’esposizione fluida, la banalità di certi gesti quotidiani, lo rendono un libretto facilmente leggibile ma non diciamo adesso che si tratti di un trattato sulla Mafia. Non chiamiamola poi informazione. Sarebbe come attribuire a Fabio Volo( tanto di cappello) le doti di Italo Svevo.
    Per ciò che riguarda le apparizioni alla tv, sebbene legate al libro ed alla discussione che esso è stato capace di accendere, si sono moltiplicate come le interviste di Ruby; ma avevano anche lo stesso scopo…arrivare al Berlusca, tutti lo hanno capito, signora Sabina, non la faccio così ingenua.
    Era ovvio che lo cercassero tutti i giornalisti dell’antiberlusconismo.
    Qualcuno lo voleva pure all’isola dei famosi (se avesse avuto il passaporto libero).
    Non credo che gli errori che ha commesso li sta pagando e li pagherà in futuro. In fondo Ciancimino pagherà sempre troppo poco rispetto al male e al dolore che suo padre a provocato a tutti noi.
    La sua “sfrontatezza”, a Palermo, dai suoi stessi fratelli era chiamata dabbenaggine(Roberto Mosè diceva sempre che Massimo era Disturbato), ma questi non sono fatti processuali degni di rilievo.
    Per ciò che riguarda la dinamite, chiunque l’abbia mandata e preso atto che Ciancimino si possa essere legittimamente confuso e spaventato, non esiste giusitifcativo di avere messo a repentaglio la vita di persone innocenti. Punto. Su questo non esistono giustificazioni.
    Credo anche io che i tasti da lui toccati hanno creato un sacco di problemi e che in questo paese la voglia di ricercare la Verità appartiene a pochi. La severità dei toni da me usati, purtroppo sig.ra Sabina, si fa strada da sola nella pancia e nelle coscienze dei Siciliani e dei Palermitani che hanno subito le violenze della Mafia. Ma Lei non può capire una terra così diversa dalla sua, non ha la forma mentis necessaria, e non è neppure colpa sua;
    E’ vero, non c’è stato solo Vito Ciancimino a derubare e distruggere Palermo e la Sicilia, ma questo non è un esimente, casomai è un aggravante che ancora il figlio non abbia detto tutta le verità necessarie a colpire tutti gli altri colpevoli.

    Gent.mo/ma Tutti dentro,
    immaginavo che sarebbe finito col dire che certi argomenti possono essere trattati solo dai siciliani e che solo i siciliani sanno cosa significa la mafia…. mi dispiace che la metta su questo piano… quindi di mafia ne possono disquisire solo i siciliani?? peccato che la mafia riguarda tutti noi e che dalla sicilia sia stata esportata non solo in tutta italia e quindi anche nella mia adorata toscana ma bensì in tutto il resto del mondo…
    Comunque Non ho la presunzione di capire fino in fondo ma se mi consente possiedo le mie ideee e queste non sarà certo lei a cambiarle. Nelle mie parole non c’è alcuna giustificazione all’operato di Vito Ciancimino, ci mancherebbe. Sono stata a Palermo ed ho constatato ciò che è oggi e ciò che sarebbe potuta essere senza il suo violento saccheggio. Mi permetto solo di dire che la Sicilia è saccheggiata anche oggi e non mi sembra di vedere chissà quale indignazione.Non c’è solo Ciancimino. Ieri sera alla trasmissione Intoccabili hanno fatto vedere il Palazzo della Regione Sicilia e sa quanti indagati ci sono dentro?? glielo lascio immaginare anzi forse lo saprà meglio di me… Resto del parere che Massimo Ciancimino pagherà i suoi debiti con la Giustizia come è già successo in passato. A differenza di quanto veniva detto non mi pare goda di chissà quale favoritismo in Procura…. quindi staremo a vedere…Resto anche del parere che il contributo di conoscenza da lui offerto è stato ed è prezioso, forse lo sarebbe stato ancora di più se Massimo Ciancimino non avesse commesso gli errori che ha commesso e sui quali deve emergere la verità… Sul libro Don Vito abbiamo due visione opposte… io lo ritengo un libro bellissimo ed efficace, lei no. Le ricordo inoltre che il libro è stato scritto con un Maestro del giornalismo quale Francesco La Licata (non è proprio l’ultimo arrivato)…. ah, non sono avvocato di nessuno la mia formazione è ben lontana da quella giuridica. Cordiali saluti. Sabina

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