PALERMO – L’attesa di una risposta per il “discorso di Punta Raisi”, per capire se “ha chiuso il tutto oppure no”. Così recita uno dei pizzini trovati all’interno del covo dei boss Lo Piccolo, pizzino che secondo i Ros è stato scritto da Matteo Messina Denaro e che si riferisce alla società Cogip srl, sequestrata oggi su disposizione della Dda di Catania e facente parte del gruppo Tecnis.
La Cogip holding srl, capitale sociale 150 milioni e di proprietà dei Costanzo, è una società costituta per realizzare sinergie operative fra le società appartenenti al gruppo e, secondo il bilancio 2014, vanta un valore complessivo di 728 milioni di euro. La Cogip ha partecipazioni societarie nell’immobiliare Monte dei cocci, nella Gardenia srl, nella Città nuova srl, nella Gefi spa e nella Mariblea service.
Nel 2007, come rivelato dall’operazione Golem, i Lo Piccolo tentano, tramite Angelo Santapaola e Vincenzo Aiello, di stabilire un contatto con gli imprenditori impegnati in alcuni lavori all’aeroporto Falcone-Borsellino. Due gli appalti su cui gli inquirenti concentrano le attenzioni: il rifacimento della pavimentazione e dei giunti del sedime aeroportuale (1,3 milioni) e quelli per l’ammodernamento della stradella del servizio perimetrale (altri 1,3 milioni). Ma la Cogip a Punta Raisi non ha vita facile: la Gesap, società di gestione dello scalo, nel 2011 la estromette da un subappalto inerente i lavori per la palazzina degli uffici in seguito a una “atipica” della Prefettura.

