L'isolamento dopo l'omicidio |Strano: dai Santapaola ai Cappello - Live Sicilia

L’isolamento dopo l’omicidio |Strano: dai Santapaola ai Cappello

Come cambiarono gli equilibri dopo l'uccisione dell'uomo d'onore Salvatore Pappalardo.

i capi di Monte Po
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CATANIA – Quando Alessandro Strano ordinò di uccidere l’uomo d’onore Salvatore Pappalardo nell’ottobre del 1999 qualcosa cambiò negli equilibri di Cosa nostra. La famiglia Strano, tornata alla ribalta dopo il sequestro della polizia al boss Mario, fu isolata e messa da parte dai vertici dei Santapaola. La loro forza criminale nel loro quartier generale, il rione Monte Po, però non è mai stata scalfita perché i fratelli Alessandro, Mario, Claudio e Marco avevano e hanno una potere di controllo di quella zona ingombrante e radicato. Ma quella sorta di emarginazione  da parte della famiglia Santapaola ha portato strascichi e di certo ha influito nella scelta degli Strano di entrare nel 2009 nelle file di un clan rivale, come i Cappello-Carateddi.

Alessandro Strano diventò il “rais” di Monte Po alla fine degli anni ’90 mentre il vecchio boss, Salvatore Pappalardo, era in carcere. Il santapaoliano uscì dalla galera per un cavillo a settembre del 1999 e al suo posto nel trono trovò il rampollo della famiglia Strano. Una situazione che non accettò di buon grado. I suoi malumori arrivarono alle orecchie di Alessandro Strano che decise di avviare un’azione preventiva e quindi di eliminarlo ancor prima che potesse pianificare qualsiasi progetto criminale per spodestarlo dal ruolo di referente di Monte Po. Pappalardo fu assassinato in via Palermo. Le indagini e soprattutto le rivelazioni dei pentiti hanno portato ad aprire diversi processi. Alessandro Strano è stato condannato in via definitiva all’ergastolo per l’omicidio Pappalardo. Così come il killer Carmelo Giustino. Qualche anno fa le accuse erano arrivate anche a Mario Strano, destinatario la scorsa settimana del decreto di sequestro del Tribunale Misure di Prevenzione, ma i giudici lo hanno ritenuto innocente dal ruolo di mandante. Ed è stato assolto: la sentenza è irrevocabile. Un’altra delle mani assassine sarebbe invece Francesco Crisafulli, detto Franco Marocco, condannato in secondo grado per l’omicidio di Salvatore Pappalardo. Il 7 novembre arriverà il verdetto della Corte di Cassazione.

Via Palermo nel 1999 fu macchiata con il sangue di un uomo d’onore di Cosa nostra. E Alessandro Strano all’epoca non era “stato battezzato”. Non avrebbe potuto ordinare quell’omicidio. Ma lo fece. I Santapaola non reagirono ma li misero in un angolo e questo isolamento forzato ha portato delle tensioni labili che forse contribuirono dieci anni dopo a portare gli Strano a cambiare gruppo criminale di affiliazione. Alessandro Strano il 6 novembre dovrà affrontare il processo Revenge 5 in cui si fotografa questa “transumanza storica”. Però è necessario evidenziare un particolare: la migrazione mafiosa dai Santapaola ai Cappello Carateddi della famiglia Strano aveva un obiettivo preciso, quello di far “accreditare” la cosca retta in quel periodo da Iano Lo Giudice a Palermo. Un ‘cambio di casacca’, ma non certo una fuoriuscita da Cosa nostra. Poi il piano è fallito perché è scattato il blitz Revenge, anche se fino a qualche anno fa nelle relazioni della Dia si parlava di “salti in avanti dei catanesi” per conquistare un posto di riguardo all’interno di Cosa nostra.


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