Lo Stato salvi Piazza Armerina! Ma in Sicilia non comanda il ministro

Lo Stato salvi Piazza Armerina! Ma in Sicilia non comanda il ministro

Commenti

    Purtroppo è la triste verità. La Sicilia è un mano ad un pugno di politici incapaci ( e mi voglio fermare qui)che fanno tutto, tranne gli interessi della Sicilia e dei siciliani non politicizzati.
    Le autonomie andrebbero abolite perché sono fonte di corruzione e di sperpero di risorse.

    Condivido pienamente,
    il vero problema è rappresentato dal disincanto e dalla rassegnazione dei cittadini che non hanno più voglia di partecipare al dibattito pubblico sulle tematiche politiche.
    Tutto scaturisce dalla incapacità di saper fare selezione della classe politica e dal mancato riconoscimento del merito nelle nomine in quasi tutti gli ambiti e settori. Basti l’esempio delle nomine dei Direttori Generali in sanità e a cascata dei direttori sanitari e amministrativi.
    Per non parlare dei temi che vanno dalle infrastrutture, gestione dei rifiuti e tutela del patrimonio artistico e archeologico.
    Una vera disfatta….

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Siamo abituati agli schiaffi salutari che la chiesa cattolica propone ai politici locali al governo, politici che per altro da sempre millantano appartenenze cattoliche, meno frequenti e forse altrettanto salutari sono le domande che la chiesa dovrebbe farsi sulla propria di presenza, sia in termini di servizi che un tempo erano capillari, mi riferisco a salesiani e vincenziani per esempio, sia ad un certo modo di vivere le fede in luoghi dove alla sobrietà che ti aspetti da una presunta povertà si oppone una ostentazione di ricchezza arrogante e pacchiana che non si capisce cosa abbia a che fare con il messaggio di Cristo. Per farla breve oltre ai servizi pubblici ormai totalmente assenti o rassegnati si associa una chiesa, che da quanto visto in questi giorni sembra affollare più i quartieri bene che le periferie e che in luoghi come lo zen e brancaccio sembra più un oggetto da vandalizzare come una qualsiasi panchina, tranne quando serve ad un video di matrimoni, battesimi etc. Ci dica la Curia cosa ha in campo allora, oltre alle critiche sacrosante ma anche facili, ai politici e alla classe dirigente locale che in gran parte si dice appunto cattolica

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