"Mafia, favorì Messina Denaro". Blitz nella casa del primario

Mafia, blitz nella casa del primario: avrebbe favorito Messina Denaro

Messina Denaro
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L'ipotesi: "È lui 'Parmigiano'"

PALERMO – Cade un altro mistero. Svelata un’altra identità dello scacchiere di Matteo Messina Denaro. Il “parmigiano” citato nella corrispondenza di Matteo Messina Denaro sarebbe Francesco Barrafato, 84 anni, medico di Castelvetrano.

Mafia, blitz nella casa del primario

Sì tratta dell’ ex primario di Chirurgia ed ex direttore sanitario dell’ospedale “Vittorio Emanuele”.
Sono in corso delle perquisizioni da parte dei carabinieri del Ros ordinate dal procuratore di Palermo, Maurizio de Lucia, dall’aggiunto Vito Di Giorgio e i sostituti Pierangelo Padova, Gianluca De Leo e Bruno Brucoli. Burrafato è indagato per favoreggiamento aggravato.

A casa Messina Denaro giravano molti soldi. Il tenore di via del latitante era altissimo. Non era da meno quello dei familiari anche se mantenevano un basso profilo. Da dove provenivano tutte queste ricchezze?

Finora la Procura di Palermo ha sequestrato 800 mila euro fra soldi in contanti e gioielli ai familiari del padrino.

Dai fogli di contabilità trovati nel covo del padrino e a casa della sorella Rosalia emergono spese che in alcuni casi superano i 25 mila euro al mese. E si tratta di spese per l’ordinaria amministrazione.

Tra i pizzini in mano agli investigatori c’era quello in cui si fa riferimento a “parmigiano”. Un finanziatore occulto a cui la sorella Rosalia doveva chiedere 40 mila euro che non doveva, e probabilmente non poteva, rifiutare la richiesta.

I pizzini

L’incarico di recuperare i soldi da “parmigiano” doveva essere affidato a “fragolina”: “Deve fare dosi da 5 mila euro e ogni volta li dà a fragolina, in estate gli verrà facile vedere a fragolina, e durante l’estate conclude il tutto. Fragolina ogni volta che avrà la dose di 5 mila la darà a te ma in dosi ancora più piccole, cioè di 2500 euro. Ti ci vorrà più tempo per portare tutto da te, ma è il modo più sicuro, ogni volta viaggi con 2500 e non con grosse cifre. Spero mi sono spiegato”.

Messina Denaro scriveva così alla sorella Rosetta, appellata “fragolone”. “Fragolina”, dunque, dovrebbe essere una persona vicina alla donna.

I soldi sarebbero stati spesi dal capomafia per compare il covo di via Cb31, a Campobello di Mazara, dove il boss ha trascorso l’ultimo periodo di latitanza. L’immobile è stato intestato al geometra Andrea Bonafede. Il capomafia voleva che il fondo venisse subito rimpinguato.

“Parmigiano” compariva già in alcuni biglietti ritrovati dai carabinieri nel 1996. Allora, Salvatore Messina Denaro scriveva al fratello: “Ti mando una borsa di Parmigiano, non so cosa c’è dentro”.

Passaggi di denaro

Ci sarebbero stati altri passaggi di denaro. I pm scrivono: “Un episodio analogo di richiesta di somme di denaro da parte del latitante si era già verificato negli anni 2013-2014 ed aveva visto il coinvolgimento di Rosalia Messina Denaro, dei suoi figli Francesco e Maria Guttadauro, al culmine del quale quest’ultima scambiava alcuni messaggi di tenore ambiguo e criptico proprio con Francesco Burrafato”.

Nel 2018 Burrafato era stato perquisito procura di Palermo. La famiglia del padrino lo aveva nominato come consulente di parte per l’autopsia sul corpo di Francesco Messina Denaro, il padre di Matteo, fatto ritrovare dai familiari nelle campagne fra Castelvetrano e Mazara, il 30 novembre 1998. Era morto e vestito già per la cerimonia funebre.

Ritrovata una pistola durante la perquisizione

Nel corso delle perquisizioni disposte dalla Dda di Palermo nell’abitazione e in altri immobili riconducibili a Francesco Burrafato, gli investigatori hanno trovato una pistola con matricola abrasa.

L’85enne è stato arrestato in flagranza per detenzione abusiva di arma da fuoco su disposizione della Procura di Trapani. L’arma sarà ora sottoposta ad accertamenti balistici per verificare un eventuale coinvolgimento in fatti di sangue.


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