CATANIA. E’ pesantissima la richiesta di condanna formulata dai pubblici ministeri Antonino Fanara e Fabio Saponara per Giovanni Pruiti, ritenuto il referente del clan Santapaola Ercolano per il comune di Cesarò. Nonostante la pronuncia del tribunale del Riesame, che aveva escluso l’associazione mafiosa ed uno degli episodi estorsivi contestati, l’accusa ha ribadito gli elementi di prova a carico dell’imputato, chiedendo al gup Pietro Currò, al termine di una lunga requisitoria, una pena a 14 anni.
L’inchiesta denominata Nebrodi, condotta dai militari del Ros di Catania e dai carabinieri del Comando provinciale di Messina, avrebbe svelato il clima di terrore a cui erano sottoposti allevatori e coltivatori della zona, minacciati e aggrediti dai referenti di Cosa Nostra del comprensorio, per costringerli a svendere ettari di bosco ed accaparrarsi i fondi comunitari, aggirando così il cosiddetto “protocollo Antoci”.
Numerosi gli episodi di violenza documentati nel corso dell’attività investigativa, dall’uccisione di capi di bestiame, a titolo di intimidazione, a veri e propri pestaggi subiti dagli imprenditori agricoli.
Altri cinque imputati hanno optato per il rito abbreviato. Sono 7 gli anni di condanna chiesti per Antonino Giordano Galati, Luigi Giordano Galati e Salvo Germanà. Per Carmelo Giacucco Triscari e Giuseppe Corsaro, infine, chiesti rispettivamente 6 e 4 anni di reclusione. Le accuse contestate a vario titolo sono associazione mafiosa ed estorsione aggravata dal metodo mafioso. Saltata l’udienza fissata per il prossimo 18 aprile. Le arringhe dei difensori di fiducia prenderanno il via tra un mese, il 18 maggio.

